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sabato 11 marzo 2023

SEMINARE LA SPERANZA A DIECI ANNI DALLA SCOPERTA DELL'INQUINAMENTO PFAS IN VENETO

 

SEMINA LA SPERANZA


Semina semina,

l'importante è seminare
- poco, molto, tutto -
il grano della speranza...
Semina le tue energie
per affrontare
le battaglie della vita.
Semina il tuo coraggio
per risollevare quello altrui…
Semina le più piccole cose,
i nonnulla.
Semina e abbi fiducia:
ogni chicco arricchirà
un piccolo angolo della terra

 Sono stralci di una poesia di don Ottaviano Menato che ci accompagnano come gruppo operativo Zero Pfas, quando entriamo nelle scuole e ci rivolgiamo ai ragazzi affrontando la spinosa questione dell’acqua e dei cibi avvelenati dai PFAS. Cerchiamo di seminare, di svegliare le coscienze critiche, di fronte al crimine ambientale perpetrato ai danni dei cittadini, ai danni delle future generazioni.  Profitto o Salute? 

Un dilemma che personalmente non ho, considerato che scelgo la Salute al primo posto nella scala dei valori. E considero perciò importante quanto detto nel convegno della Conferenza Episcopale Italiana tenutasi a Vicenza lo scorso 4 marzo, da don Massimo Angelelli direttore dell'Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute       

"Non è accettabile che le comunità siano costrette a scegliere tra Salute, Ambiente, Lavoro perché si tratta di tre ambiti che sono parte di un unicum che non può essere scisso”  


Il fatto è che la questione "PFAS NON È ANCORA FINITA" come denuncia l'associazione ecologista CiLLSA parlando ai cittadini arzignanesi il 10 marzo 2023 

Bere per 50 anni acqua del rubinetto credendola innocua, salvo poi scoprire di aver esposto sé stessi e i propri cari alla contaminazione da PFAS. contaminazione che oggi si estende ai  prodotti alimentari, è stata la  triste realtà che riguarda almeno 350 000 persone (sono coinvolte circa 800.000 ) ma  in Veneto - nelle province più contaminate di Verona, Padova e Vicenza - migliaia di famiglie ancora, a distanza di dieci anni  dalla scoperta ufficiale nostra,  correva l’ anno 2013, i cittadini  non sanno quali siano le loro condizioni, quali le possibili effettive conseguenze e quali le cure e le norme di prevenzione da seguire, né che non possono effettuare analisi del sangue sui pfas    

 È la ragione per cui Noi come movimento No Pfas, cittadini autonomi e indipendenti da qualsiasi partito, entriamo nelle scuole attraverso il gruppo educativo Zero Pfas Stiamo terminando il quinto anno scolastico consecutivo, dopo aver già incontrato in precedenza 6.000 alunni e più di 700 adulti un progetto di sensibilizzazione, informazione, conoscenza sulla questione PFAS e di invito alla cittadinanza attiva.

 E affrontiamo l’inquinamento da pfas con un concetto generale “ONE HEALTH”, una salute che lega tutti gli esseri viventi tra loro e gli esseri viventi con la NATURA, la NOSTRA CASA COMUNE, per dirla con le parole di papa FRANCESCO nell’enciclica “LAUDATO SI’” in cui ci riconosciamo in toto. E una volta dati gli istrumenti di conoscenza critica della situazione in cui vivono. Invitiamo gli studenti a difendere la casa comune attraverso le loro azioni concrete 

Non edulcoriamo la pillola

Riteniamo che la nostra proposta educativa consenta agli studenti di partecipare, a ragion veduta, a quel processo collettivo che vuole operare e opera per il risanamento dell’ambiente e la tutela della vita (cittadinanza attiva).                                                                                                                        Invitiamo i ragazzi ad agire con le parole di san Francesco d'Assisi:           

"Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile".

 Ricordiamo ai ragazzi che nessuno si salva da solo. Il confronto, la condivisione, il mettere in comune moltiplica, fa più belle le cose e dà fiducia in risultati.

 Pensiamo a don Luigi Ciotti con “Libera”, a Papa Francesco con “Laudato si’, che hanno dato speranza a tantissime persone ha sollevato.

Pensiamo a Carlo Pedrini, fondatore di Slow food (una grande associazione internazionale no profit impegnata a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali) che, con la rete “Terra Madre”, ha sollevato migliaia di contadini senza prospettiva:                      “Se pianto una palma nel deserto faccio la mia piccola oasi, se siamo in cento nascono 100 piccole oasi e il deserto sparisce”

Pensiamo al grande movimento No Pfas Veneto che, unendo molteplici e ricche diversità, conduce la battaglia contro i Pfas dando speranza alla popolazione contaminata.

 E noi riponiamo la nostra speranza sui ragazzi che effettuano il progetto per aggregare altri compagni, altri giovani nella visione di un mondo migliore e nella conseguente azione. 

Insieme, perché come disse il grande don Milani                                                                      Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia”,



Ci sorreggono le parole della grande scrittrice e ambientalista Rebecca Solnit:     

 «Quello che dobbiamo fare è piantare i piedi nella speranza, che non è buon senso e neppure “andrà tutto bene”. È resistenza e sfida, vedere il mondo com’è e come potrebbe essere, mettendoci in moto in prima persona perché il cambiamento avvenga. Luogo della lotta e della gioia della lotta».

 Utilizziamo i nostri esperti, docenti nel campo della medicina, geologia, dei sistemi depurativi ambientali, della alimentazione, disposti a intervenire senza alcun onere per la scuola, nonché testimonianze di cittadini attivi sul campo (di associazioni, comitati, gruppi)

Oltre ai ragazzi ci incontriamo anche con i genitori, i docenti perché siano direttamente messi al corrente sulle ragioni che ci spingono ad entrare nelle scuole e ci rivolgiamo ai loro figli, ai loro studenti che riteniamo possano correre maggiori rischi per la salute se contaminati da Pfas e spieghiamo il perché.

  È per questo che siamo grati alle scuole, alle amministrazioni comunali che permettono e\o sollecitano tali incontri. 

 Noi vogliamo che la salute dei cittadini sia messa al primo posto nella scala dei valori. 

 Donata Albiero 


Ps Articolo  

https://www.eco-magazine.info/acqua/seminare-la-speranza-a-dieci-anni-dalla-scoperta-dellinquinamento-pfas-in-veneto.html?fbclid=



 

giovedì 23 febbraio 2023

SCUOLA. UNA SCELTA IRRESPONSABILE L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA

 

IL SISTEMA SCOLASTICO DEVE RIMANERE UNITARIO E NAZIONALE  

 


 Il Governo sta andando avanti con il disegno di legge Calderoli sull'autonomia differenziata.

Da molti anni denuncio il pericolo che comporta la regionalizzazione della nostra nazione soprattutto nell'ambito della sanità e dell'istruzione.

 Per fortuna Gilda degli Insegnanti insieme ad altri soggetti sindacali e associativi hanno avviato una raccolta di firme on line “in difesa del carattere unitario e nazionale del sistema pubblico di istruzione”. 

Siamo contrari – spiegano – per quanto riguarda la scuola al disegno di “autonomia differenziata”, inizialmente avanzato dalle regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e rilanciato dalla attuale maggioranza di governo.

 "Tale progetto, invece di consolidare il carattere unitario e nazionale del sistema pubblico di istruzione, rafforzando la capacità di risposta dello Stato di cui si è avvertita l’estrema necessità durante la recente pandemia, ripropone un’ulteriore frammentazione degli interventi indebolendo l’unità del Paese, col rischio di aumentare le disuguaglianze senza garantire la tutela dei diritti per tutti i cittadini e ampliando i divari territoriali".

 Anche io sono contro l’autonomia differenziata. Il mio è un no deciso, da cittadina che conosce la scuola pubblica, avendoci lavorato dentro per quarantadue anni. La scuola deve restare fuori da ogni progetto di regionalizzazione.

La questione centrale è legata al concetto stesso di scuola, di accesso e di opportunità, di programmi, di personale scolastico, ed anche di mobilità e di stipendi. La riduzione dei divari territoriali, il superamento della dispersione scolastica sono gli obiettivi da raggiungere assolutamente. La scuola rappresenta il luogo principale per la costituzione dell’uguaglianza sociale. Quindi dobbiamo unire ancor più la scuola non dividerla.


Rinvio a un post che ho pubblicato il 10 luglio 2019 nel mio blog GENERAZIONE SPERANZA intitolato “
Scuola Regionale, distruzione nazionale” dove spiegavo che in essa si sarebbe tradita la scuola pubblica. Parlavo allora della proposta del Veneto sull’autonomia differenziata, appunto, che aveva incontrato, con mio rammarico, il parere favorevole di tutti i partiti in Regione

 Ripeto i concetti allora espressi. 

Qui non si tratta semplicemente di dividere le regioni cosiddette ricche da quelle povere, qui c'è il rischio reale di regredire sia a livello sociale che storico, mentre il mondo va avanti e progredisce.

Il tutto in un Veneto che esempio di eccellenza proprio non è.

Siamo la Regione degli inceneritori e delle discariche, senza contare i cementifici e le discariche abusive, non di rado nascoste sotto le nuove strade.

Abbiamo uno dei siti più inquinati d’Italia, Porto Marghera.

Siamo la Regione che utilizza più pesticidi di tutto il Paese, per non parlare dell’inquinamento dell’aria e delle falde acquifere con i Pfas o di città come Venezia, Padova e Vicenza che per numero di sforamenti di polveri sottili all’anno sono tra le città più inquinate d’Italia.

Siamo la Regione, laboratorio del sistema di Grandi Opere, nato col Mose e proseguito con il Tav e la Pedemontana, volto ad impostare un sistema di corruzione che ha letteralmente espropriato la democrazia grazie ad un iter collaudato di commissariamenti e leggi in deroga.

Chi denuncia i limiti e i rischi di una politica del consenso propagandistica a spese dell’ambiente viene dipinto come un nemico del benessere diffuso.

 È questo, proprio questo il Veneto che continua a invocare l’autonomia differenziata della scuola.

Per carità, NO NO NO.

 

 

 

 

mercoledì 25 gennaio 2023

FOLLIA UMANA. I GENOCIDI NON APPARTENGONO AL PASSATO

   


 “I genocidi non appartengono al passato. La storia palestinese lo dimostra”.                E questo il titolo di un interessante articolo del 2020 apparso in The Vision.

 Lo rispolvero proprio mentre mi accingo a leggere, di Lia Levi il libro “Il Giorno della Memoria spiegato ai miei nipoti”, per capire se lo posso regalare alla mia nipotina Luna di 9 anni il 27 gennaio 2023, in cui ricorre la Giornata Mondiale in Memoria delle Vittime dell'Olocausto


"Ricordare non basta, scrive l’autrice, il ricordo non resta lì per sempre. A volte ci si emoziona per un attimo e poi tutto vola via. Perché resti, questo è il punto, il ricordo si deve trasformare in memoria. Memoria è quando i ricordi sono diventati mattoncini del nostro oggi. Noi siamo qui e rappresentiamo il presente, lo sappiamo, ma senza il passato non avremmo senso, saremmo una scatola vuota."

 E ancora "C’è bisogno di qualcuno che in un preciso momento ti dica: Alt! Fermati un attimo per sentire e pensare. Certo, non solo un giorno obbligato, quindi sì al giorno della memoria, ma anche sì alla memoria tutti i giorni". 

Giusto.  Ma a questo punto mi blocco. 

Le commemorazioni istituzionali della giornata della memoria si ritrovano da anni a seguire gli stessi rituali, una ripetizione sistematica di date ed eventi del passato che però non servono davvero a influenzare in positivo il presente, finendo anzi col far passare in sordina alcuni olocausti contemporanei

Proiezioni di documentari sulla Shoah, testimonianze dei sopravvissuti all’orrore, viaggi organizzati in visita ai campi di concentramento sono di fondamentale importanza per mantenere viva la memoria storica e sensibilizzare le nuove generazioni. Tuttavia, quando si urla a gran voce che gli orrori del passato non devono ripetersi, nessuno sembra far caso alla politica di apartheid e alle ripetute violazioni dei diritti umani dello Stato di Israele, e in questo modo la memoria viene svilita riducendosi apparentemente a un mero esercizio retorico.

Una memoria, sì, ma parziale, è questo che rappresenta la giornata della memoria. Non possiamo continuare a ignorare i palestinesi, i curdi, gli armeni, i prigionieri dei campi di concentramento libici e tutti i popoli vittime degli olocausti di oggi. 

Il loro dramma ci aiuta a comprendere che gli orrori del Novecento si sono e si stanno tuttora ripetendo, e c'è ancora tanto da fare.  

Cercherò di SPIEGARLO alla mia nipotina.

Donata Albiero 

 

 

 

 

giovedì 5 gennaio 2023

IL GRIDO D'ALLARME DI ULTIMA GENERAZIONE

 SOLIDARIETA' 

Svegliamoci non c’è più tempo per andare contro il futuro!

https://drive.google.com/file/d/1W5LTI2AXmPQCKZEyWFnhECpawzvOxNwF/view?fbclid=IwAR2ZjK5HNNzNJ-GOH_hjf5gnQyVK2QBG2HgNBNrvNsgjMgR9i3e7nRYCb3E



Ragazzi e ragazze di Ultima Generazione il 2 gennaio  2023  a Palazzo Madama, dove sono stati imbrattati i muri con una vernice lavabile immediatamente rimossa

 Grottesche le reazioni: chi si è stracciato le vesti per l’irriverenza del gesto, chi si è disperato per il presunto danno subito dallo storico palazzo, chi ha accusato le attiviste e gli attivisti di ogni sorta di fantomatico crimine e chi è passato immediatamente alle vie di fatto, con l’arresto per danneggiamento aggravato.

 Solidarietà ai giovani di Ultima Generazione: gli incontri non sono bastati, i report scientifici non sono bastati, le manifestazioni non sono bastate, i flash mob non sono bastati.

Ora usano vernice lavabile e proteste non violente per risvegliarci da un anestetico che ci fa tollerare la crisi climatica e le inadempienze politiche.

Cosa dici serva ancora per risvegliare il nostro spirito di sopravvivenza?

 Sono ragazze e ragazzi che reclamano un futuro con gesti di protesta dimostrativi e non violenti; devono trovare ascolto, perché oltre a difendere un ideale, difendono il futuro di tutte e di tutti noi e quindi le stesse istituzioni democratiche che simbolicamente chiamano in causa.

Il gesto dimostrativo di ULTIMA GENERAZIONE la facciata del Senato è un grido di allarme disperato per richiamare le istituzioni alle loro responsabilità, le stesse che invece si scagliano con reazioni indignate che parlano di oltraggio o di offesa alle istituzioni.

Svegliamoci non c’è più tempo per andare contro il futuro!

 Esprimo perciò il mio sostegno a Laura, Alessandro e Davide autori del gesto

Il problema sono tre ragazzi che usano una vernice lavabile su un edificio pubblico o chi inquina o lucra e se ne frega del futuro?

Ce ne fossero altri, come i ragazzi di Ultima Generazione, che si pongono il problema invece di fregarsene!!

 


Qui sotto la loro dichiarazione

https://ultima-generazione.com/sosteniamo-simone/

 

.Donata Albiero            4 gennaio 2023 

 

venerdì 30 dicembre 2022

IN MARCIA PER FARE LA… DIFFERENZA

  BUON ANNO NUOVO!

 

Foto d'archivio   marcia dei FFF di VI, a. 2022   

Il 2022 sicuramente sarà ricordato soprattutto per la guerra in Ucraina e le conseguenze nefaste che essa ha provocato in Europa e in Italia.

Guerra: una parola che non vorrei mai sentire pronunciare. Invece sono 59 i conflitti in corso n4el mondo : dalla Palestina all'Afganistan, conflitti ancora aperti di cui nessuno parla. E le vittime sono prima di tutto i bambini.  
Sono oltre un milione i bambini in fuga dalle bombe russe in Ucraina. Ma sono 200 milioni quelli che vivono nelle zone dove si svolgono le guerre del mondo, molti dei quali affrontano già livelli di fame snza precedenti . Un numero che continua vertiginosamente ad aumentare.   


 Non è andata meglio con la questione del cambiamento climatico.

“Siamo su un’autostrada verso l’inferno climatico con il piede ancora sull’acceleratore”. L’ultimo rapporto dell’IPCC (l’Intergovernmental Panel on Climate Change, il gruppo di esperti e scienziati internazionali che studia i cambiamenti climatici) l’ha detto in maniera netta

E con la guerra… in quest’ultimo anno il problema non ha avuto posto nella politica tesa solo a trovare soluzioni inquinanti al problema del caro bollette e della ricerca di fonti energetiche.

 Le differenze sociali, poi, si stanno acuendo non solo nel mondo ma all’interno del nostro stesso Paese, mostrando una tara di sistema della nostra società e delle istituzioni che la governano, l’incapacità di mettere al centro la “cura”, intesa come sistema integrato di politiche imperniate sui diritti individuali, collettivi, ambientali (cambio di paradigma): i cittadini e il loro diritto alla salute al primo posto.

 Viviamo in un’epoca caratterizzata dalla paura, dalla divisione e dalla demonizzazione, dallo sconforto, dalla rassegnazione.

Dobbiamo reagire se vogliamo salvarci, dobbiamo cambiare lo status quo in cui ci troviamo a vivere. E per cambiare dobbiamo avere speranza.

Avere speranza è un atto politico, “un tratto di sopravvivenza”, per dirla con le parole di Jane Goodall. Dall’Età della pietra in poi l’essere umano si è sempre affidato alla speranza per superare le prove più dure. Perché perdere la speranza di fronte al male significa arrendersi.

 E io non voglio arrendermi.

 Così continuerò  il mio impegno in CiLLSA , associazione ambientalista dell’’ovest vicentino,  nel  movimento No Pfas, nel  progetto educativo sui Pfas, che il Gruppo operativo Educativo, continua a portare nella scuola condividendolo con gli studenti , nel  diffondere  la narrazione di Nino Fezza cine reporter, che racconta, con le sue struggenti foto nel web e i suoi report sul campo, di bambini che sono "ultimi nel mondo", delle loro storie, dei loro sogni, delle speranze e delle loro sofferenze, nel  condividere ogni azione per la Pace .

Auguro un 2023 di rinnovata energia positiva, per tutti gli attivisti (mi ci metto dentro anch’io) che si battono contro le ingiustizie sociali, culturali e ambientalii diritti umani negati, per i giovani impegnati per il clima, i Fridays for future”, per i ‘difensori’ della scuola pubblica, inclusiva e solidale, per quanti promuovono l'integrazione dei rifugiati e migranti in Europa, per quanti si adoperano per la Pace ... 


 
Ogni lacrima o goccia di sudore versato, ogni singolo bambino aiutato, ogni nostro giorno vissuto nell’impegno sociale significa cambiare le cose, comunque vada. 

 Dobbiamo avere coraggio, coraggio di non mollare, coraggio di andare avanti. Non mi stancherò mai di ripetere a me stessa e agli altri “ Insieme possiamo fare la differenza

  Teniamoci per mano e mettiamo la pace al centro delle nostre parole e delle nostre azioni. 


Donata Albiero                       







mercoledì 21 dicembre 2022

NATALE IN TEMPO DI GUERRA

 

NATALE  TRISTE 

         

     

Stiamo vivendo, per dirla con le parole di papa Francesco, la terza guerra mondiale a pezzetti.

“Quella dell'Ucraina ci sveglia un po’ perché è vicina, ma la Siria da 13 anni che è in guerra

terribile. Lo Yemen quanto? Myanmar, dappertutto in Africa. Il mondo è in guerra. Fa soffrire

tanto, fa soffrire tanto… È una pazzia la guerra, distrugge sempre...Siamo pazzi“.

Sono cinquntanove i conflitti in corso nel mondo, conflitti aperti di cui nessuno parla.

E le vittime sono prima di tutto i bambini.

Sono oltre un milione i bambini in fuga dalle bombe russe in Ucraina. Bambini soli, spesso

affidati ad amici, parenti ma anche a sconosciuti, come i soldati alla frontiera. Tutto, purché

siano messi in salvo. Ma sono 200 milioni quelli che vivono nelle zone dove si svolgono le

guerre del mondo, molti dei quali affrontano già livelli di fame senza precedenti. Un numero

che è aumentato di quasi il 20 per cento nel 2020.

Ed io?

Impotente, assisto a tale dramma globale e alle mie piccole battaglie sociali e civili per tenere

sta l’attenzione dei cittadini. Una battaglia persa in partenza.   

 Questo è un Natale triste, un Natale di guerra.

 So, però, che ogni giorno che noi viviamo nell’impegno sociale significa cambiare le cose;

diamo un contributo, mostriamo che esiste un'altra possibilità, segniamo la differenza

rispetto all'inerzia, speriamo che possa cambiare qualcosa, diamo un piccolo segno di vita.

 Passano gli anni …  Sono sempre più stanca e più fragile.

Ma ancora non mi arrendo e mi ritorna in mente il ritornello della meravigliosa canzone

di Mannoia che pare scritta per me: 

 

 E’ una regola che vale in tutto l’universo

chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso   

e anche se il mondo può far male 

non ho mai smesso di lottare 

è una regola che cambia tutto l’universo   

perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso   

e in questa lacrima infinita    

c’è tutto il senso della mia vita.

 E allora auguro, senza false retoriche, buon Natale vero, ispirato a un bambino,

uno dei tanti nel Mondo, nato in una ‘stalla’, in un rifugio, in un accampamento...            

 Lo auguro a tutti gli uomini di buona volontà affinché non lo smarriscano per strada.

       


 Donata Albiero

 

 

 

sabato 10 dicembre 2022

IL DIRITTO UMANO DI OGNI PERSONA A GODERE DI UN AMBIENTE PULITO, SANO, SOSTENIBILE

 Capite che lottando per l’impossibile si comincia a renderlo possibile.” 

   Oscar Arias-Sanchez, premio Nobel per la pace


https://youtu.be/Ru1Isep_FwQ


Non mi soffermo sulla definizione di diritti umani, del perché il 10 dicembre del 1948 veniva adottata la Dichiarazione universale dei diritti umani stabilendo, per la prima volta nella storia, che esistono diritti appartenenti ogni essere umano senza alcuna distinzione, di quanti e quali siano quelli più calpestati oggi nel mondo

Il mio focus si concentra sull’essere cittadina attiva in un territorio martoriato da mille soprusi, da mille violenze, compreso lo scandalo provocato dall’inquinamento da Pfas nella popolazione contaminata senza che essa ne fosse informata tempestivamente, con conseguente grave danno per la salute  

La storica risoluzione ONU 48/13 dell’ottobre 2021 sancisce il diritto di ogni persona a godere di un ambiente pulito, sano e sostenibile. Calpestare tale diritto, come continuamente avviene, comporta necessariamente la violazione di altri diritti essenziali che sono indissolubilmente legati ad esso, a cominciare da quello alla salute.

Un ambiente sano, pulito e sostenibile è fondamentale per una vita dignitosa”, ha puntualizzato l’alto commissario Onu Orellana nel convegno  Diritti umani, PFAS e salute: un tema transdisciplinare. Riflessioni ,  tenuto il 20 maggio 2022 a PD.

Riporto ciò perché nel  dicembre 2021, proprio il Relatore Speciale ONU per le sostanze tossiche e i diritti umani Marcos Orellana ha svolto un sopralluogo durato circa due settimane in alcune aree del territorio italiano – in primis, il Veneto , chiamato dal movimento No Pfas del Veneto  – per valutare i danni causati all’ambiente e alle persone dalla contaminazione da Pfas e aiutare le autorità locali a definire le misure di prevenzione necessarie a garantire la sicurezza e la salute dei cittadini e delle cittadine.

“Stando ai diritti umani, il corpo di ciascun individuo è meritevole di protezione; ogni abuso, quindi, è intollerabile. Per questo motivo non possiamo tollerare che un’intera comunità diventi una sorta di laboratorio di cavie dell’industria chimica. Purtroppo, però, nel momento in cui i danni causati sono irreversibili, il nostro approccio non può più essere preventivo, bensì reattivo”.

ECCO, mi ritrovo, con siffatte convinzioni.  

È la ragione per cui, con il Gruppo Educativo Zero Pfas, continuo l’opera di confronto con le studentesse e gli studenti del Veneto in un progetto organico e in incontri di sensibilizzazione sui diritti umani e ambientali spettanti al popolo contaminato dai pfas. 

 Donata Albiero                                     10 dicembre 2022 

APPROFONDIMENTI

MISSIONE ONU IN VENETO E IL DIRITTO ALLA CONOSCENZA 

https://donataalbiero.blogspot.com/2021/12/missione-onu-in-veneto-e-il-diritto.html      

 DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI CORAGGIO

https://donataalbiero.blogspot.com/2021/12/difensori-dei-diritti-umani-coraggio.html

 GIUSTIZIA CLIMATICA E ACQUA DIRITTO UMANO DA TUTELARE

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/09/giustizia-climatica-e-acqua-diritto.html

CARO RAGAZZO DIFENDI I DIRITTI UMANI 

https://donataalbiero.blogspot.com/2012/12/caro-ragazzo-difendi-i-diritti-umani.html

 PERCHE’ IL PROGETTO SUI DIRITTI UMANI A SCUOLA

https://donataalbiero.blogspot.com/2012/08/perche-il-progetto-sui-diritti-umani.html