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sabato 10 ottobre 2026

Vi Piu' PFAS DA ARZIGNANO LA SECONDA EDIZIONE DEL MANUALE PER SCUOLE, FAMIGLIE E CITTADINI

 

     


                                            https://www.vipiu.it/leggi/manuale-pfas-arzignano-scuole/

  manuale PFAS di Arzignano

 

La guida curata da Donata Albiero e sostenuta da CiLLSA è aggiornata per l’anno scolastico 2026/2027. Contiene contributi di esperti, attività didattiche e indicazioni per riconoscere i prodotti senza PFAS.

Il manuale PFAS di Arzignano arriva alla seconda edizione con un percorso rivolto alle scuole e ai cittadini. “PFAS: Manuale di sopravvivenza quotidiana” è curato da Donata Albiero, coordinatrice del Gruppo Educativo Zero PFAS del Veneto, e viene stampato per il territorio con il sostegno di CiLLSA, l’associazione Cittadini per il Lavoro, la Salute e l’Ambiente. Il testo può essere consultato nella sezione dedicata ai PFAS del sito di CiLLSA.

La nuova edizione è stata realizzata in occasione dell’Ecofesta 2026 ed è aggiornata per l’anno scolastico 2026/2027. La copertina annuncia contributi di esperti, normativa europea, riflessioni degli studenti, ricerca di prodotti PFAS free e collegamenti di supporto. Il lavoro prosegue l’impegno territoriale raccontato da ViPiù negli approfondimenti sulla contaminazione da PFAS in Veneto.

Il manuale è dedicato alla memoria di Giovanni Fazio, conosciuto come Titta, storico attivista impegnato sul rapporto tra contaminazione ambientale, alimenti e tutela della salute. Nel testo vengono ricordate le sue proposte sull’etichettatura dei prodotti, sul divieto di scarico delle sostanze pericolose e sulla possibilità di creare ad Arzignano un mercato di prodotti senza PFAS.

Manuale PFAS di Arzignano, laboratori e contributi degli esperti

La pubblicazione raccoglie i contributi del geologo Dario Zampieri, del medico ISDE Vincenzo Cordiano e della giurista Claudia Marcolungo. Alle parti informative si affiancano schede operative e laboratori sul campo, tra cui la “Caccia ai PFAS”, sviluppati anche con il contributo degli studenti. L’obiettivo dichiarato è trasformare le conoscenze scientifiche e normative in strumenti utilizzabili nella vita quotidiana e nell’attività scolastica.

Il testo è citato nella “Guida PFAS”, piattaforma digitale promossa dall’eurodeputata veneta Cristina Guarda per informare i cittadini e seguire il percorso europeo di regolamentazione dei contaminanti chimici. Il collegamento inserisce l’esperienza nata nell’Ovest Vicentino in un quadro che supera l’ambito locale.

Donata Albiero presenta la seconda edizione come uno strumento di consapevolezza, senza promesse commerciali o soluzioni miracolose. Il manuale PFAS di Arzignano resta liberamente accessibile e punta a coinvolgere studenti, insegnanti e famiglie nella lettura delle informazioni sui prodotti e nella comprensione delle conseguenze ambientali e sanitarie della contaminazione.

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 COMUNICATO STAMPA 

PFAS IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA QUOTIDIANA ENTRA NELLE SCUOLE E FA SCUOLA ANCHE IN EUROPA

https://donataalbiero.blogspot.com/2026/10/comunicato-stampa-pfas-il-manuale-di.html

 

 

COMUNICATO STAMPA. PFAS IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA QUOTIDIANA ENTRA NELLE SCUOLE E FA SCUOLA ANCHE IN EUROPA

 

Realizzata all’Ecofesta 2026 la seconda edizione della guida scolastica e civica curata da Donata Albiero i. Il testo diventa un punto di riferimento tale da essere citato ufficialmente nella nuova "Guida PFAS" dell'eurodeputata Cristina Guarda.

 


ARZIGNANO (VI), 10 OTTOBRE 2026 –

 È pronta la seconda edizione del "PFAS: Manuale di sopravvivenza quotidiana", il percorso di cittadinanza attiva e tutela ambientale curato dalla dott.ssa Donata Albiero, coordinatrice del Gruppo Educativo Zero PFAS del Veneto, e stampato per il territorio grazie al sostegno dell'associazione CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Salute e l'Ambiente).

Il manuale, spiega la curatrice è dedicato al (dott. Giovanni Fazio): “Oggi, il tema contaminazioni cibi in Veneto (e non solo) ripropone in tutta la sua drammaticità la questione che da anni TITTA  ha  portato avanti, suggerendo il divieto dello scarico delle sostanze pericolose in ambiente, una legge di iniziativa popolare per l'etichettatura dei prodotti Zero Pfas, chiedendo  il divieto di commercializzazione dei prodotti alimentari provenienti dalla zona rossa, l'obbligo di etichettare la presenza di PFAS,  e  proponendo il mercato Zero Pfas ad Arzignano, andato a vuoto per mancanza di produttori disponibili. Rifletteva sempre su ‘Chi siamo e contro chi combattiamo”.  Il manuale è una risposta.

 L'autorevolezza e l'impatto del manuale hanno valicato i confini locali, trovando un importante riconoscimento istituzionale: il testo è infatti citato come fonte e punto di riferimento ufficiale all'interno della "Guida PFAS", accessibile su https://guidapfas.lovable.app/, la piattaforma digitale scritta e promossa dall'eurodeputata veneta Cristina Guarda per informare i cittadini e sostenere le tappe della regolamentazione contro i contaminanti chimici al Parlamento Europeo).

Un riconoscimento che dimostra come i percorsi di consapevolezza nati dal basso possano trasformarsi in fari normativi anche per le istituzioni europee

 Il testo curato da Donata Albiero, aggiornato per l'anno scolastico 2026/2027, nasce per rompere l’omertà e supplire al silenzio delle istituzioni in quello che l’autrice definisce senza mezzi termini un modello economico basato sulle «zone di sacrificio ad alto reddito», dove la salute, l'ambiente e la fertilità delle future generazioni vengono barattate per il profitto industriale. Conta sui contributi degli esperti  Dario Zampieri (geologo) Vincenzo  Cordiano (medico Isde) , Claudia Marcolungo (giurista) .

«Un mondo differente non può essere costruito da persone indifferenti», dichiara Donata Albiero. Il manuale azzera la retorica commerciale – non vende filtri miracolosi, ma genera consapevolezza – e include schede operative e laboratori sul campo (la "Caccia ai PFAS") co-scritti dagli studenti stessi, pronti a trasformare i ragazzi nelle nuove sentinelle attive del territorio.

La seconda edizione del manuale è liberamente accessibile e scaricabile  direttamente sul Sito Ufficiale CiLLSA - Sezione PFAS.

Donata Albiero coordinatrice del Gruppo Educativo Zero pfas del Veneto                                                         portavoce assciazione ecologista CiLLSA  


LA STAMPA  

Vi Più                                                                                                                                     PFAS, da Arzignano la seconda edizione del manuale per scuole, famiglie e cittadini                      di Serena Balbo  10 ottobre 2026                                                                     https://www.vipiu.it/leggi/manuale-pfas-arzignano-scuole/


venerdì 9 ottobre 2026

LOTTA AI PFAS IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA QUOTIDIANA FA SCUOLA IN EUROPA

 

"PFAS UN MANUALE PRATICO DI SOPRAVVIVENZA "  

manuale presente  in sito www.cillsa.it 

Il "PFAS Manuale di sopravvivenza quotidiana" è una guida pratica e accessibile, un testo di educazione civica, cittadinanza attiva e tutela della salute, rivolto agli studenti delle scuole coinvolte dal Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto in un percorso formativo, per difendersi dalla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). È, in altre parole, uno strumento concreto per decodificare la realtà circostante, portando i ragazzi a rifiutare l'indifferenza e a sentirsi custodi attivi della propria salute.

 La seconda edizione, in memoria del dott. Titta Fazio, effettuata in occasione dell’Ecofesta 2026 di CiLLSA (mese di settembre),  amplia e aggiorna i contenuti della prima stesura (che era stata illustrata agli studenti a inizio 2025).

A Titta (dott. Fazio), dedico la seconda edizione (nella prima era presente come collaboratore), con il ringraziamento per le riflessioni che mi ha regalato su ‘Chi siamo e contro chi combattiamo.’

Oggi, il tema contaminazioni cibi in Veneto (e non solo) ripropone in tutta la sua drammaticità la questione che da anni TITTA  ha  portato avanti, suggerendo il divieto dello scarico delle sostanze pericolose in ambiente,  una legge di iniziativa popolare per l'etichettatura dei prodotti Zero Pfas, chiedendo  il divieto di commercializzazione dei prodotti alimentari provenienti dalla zona rossa, l'obbligo di etichettare la presenza di PFAS,  e  proponendo il mercato Zero Pfas ad Arzignano, andato a vuoto per mancanza di produttori disponibili (https://cillsa1.blogspot.com/2026/07/uova-contaminate-e-trasmissione-dati.html?fbclid=IwY)

 La  nuova versione si distingue per importanti caratteristiche: il testo si arricchisce degli approfondimenti e delle competenze di esperti del settore come Dario Zampieri (geologo), Vincenzo Cordiano (medico ISDE) e Claudia Marcolungo (giurista) ; i contenuti si inseriscono in un percorso didattico più ampio , la planetary health, con  spunti di dibattito che collegano l'emergenza chimica dei PFAS all'uso quotidiano della plastica (microplastiche), spingendo a una riflessione globale sui propri stili di vita; l'associazione CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Salute e l'Ambiente) ha curato e finanziato la stampa cartacea di copie destinate alle scuole e alla comunità della vallata vicentina, promuovendo allo stesso tempo la prosecuzione del  itinerario formativo per l’a.s. 2026 /25027  dal titolo  “ "PLANETARY HEALTH. Contaminanti emergenti PFAS/Microplastiche: violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva.

 L’autorevolezza e l’impatto del manuale hanno valicato i confini locali, trovando un importante riconoscimento istituzionale: il testo è infatti citato come fonte primaria della   "Guida PFAS", Come condurre una vita senza PFAS, un manuale pratico,  https://guidapfas.lovable.app/,  accessibile sulla   piattaforma digitale scritta e promossa dall'eurodeputata veneta Cristina Guarda per informare i cittadini e sostenere le tappe della regolamentazione contro i contaminanti chimici al Parlamento Europeo.

 

Manuale europarlamentare  Cristina Guarda 

“PFAS UN MANUALE PRATICO DI SOPRAVVIVENZA” è disponibile in formato digitale e liberamente accessibile per studenti, docenti e cittadini. È possibile scaricare e consultare l'aggiornamento direttamente sul Sito Ufficiale CiLLSA - Sezione PFAS nella sezione dedicata ai materiali UTILI per le  Scuole.  

 

sito CiLLSA - Sezione Pfas s 

Donata Albiero, Coordinatrice del Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto

                             Portavoce della Associazione ecologista CiLLSA

martedì 22 settembre 2026

ECOFESTA 2026 PFAS OTTO ANNI DI STORIA NELLE SCUOLE CON TITTA

ITINERARIO EDUCATIVO NELLE SCUOLE  SU QUESTIONE PFAS  AL NONO ANNO

 CONSECUTIVO 

 (intervento su scuola convegno 19 settembre 2026)

 

CONVEGNO DEL 19 SETTEMBRE 2026 
Alberto peruffo e Donata Albiero 



Buongiorno a tutte e a tutti.

 Parlare di scuola, oggi, all'Ecofesta di Arzignano, nel convegno della Rete Zero Pfas Italia in questo momento dedicato alla memoria del dottor Giovanni "Titta" Fazio, tocca corde profondissime per me e per il nostro gruppo educativo. Per noi Titta è stato un compagno di viaggio, con cui abbiamo condiviso i corridoi delle scuole, le aule, gli sguardi dei ragazzi, le loro riflessioni .


Portiamo nelle scuole, quest’anno, un percorso educativo per il nono anno consecutivo. Sono stati finora otto anni di resistenza educativa e pedagogica. E fino ad agosto 2025 Titta era lì con noi, con la sua passione contagiosa, la sua capacità di parlare ai giovani spiegando che difendere l'acqua e la salute era un dovere civile.




In questi otto anni alle nostre spalle, abbiamo già incontrato 14.000 persone (12.000 gli studenti)

Quattordicimila coscienze che abbiamo risvegliato, una per una, classe per classe, portando la verità dove si voleva stendere il velo del silenzio.

  Il cammino non si ferma. Anzi, si rilancia.

 Il nostro “Itinerario educativo per le scuole secondarie del Veneto” si evolve e si intitola: “PLANETARY HEALTH. Contaminanti emergenti PFAS e Microplastiche: violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva”.

 Fino all'anno scorso, abbiamo basato il nostro approccio sul concetto di One Health, focalizzandoci sul legame indissolubile tra salute umana, animale e ambientale. Oggi, di fronte all'aggravarsi della crisi ecologica, esplicitamente abbracciamo la prospettiva Planetary Health. Mettiamo al centro la salute dei sistemi politici, economici e sociali che determinano il futuro della vita stessa sulla Terra. Non può esistere salute umana in un pianeta malato e saccheggiato. Lo faremo unendo due dei più grandi e insidiosi simboli del modello antropocentrico attuale: i PFAS e le microplastiche. Due contaminanti emergenti, persistenti e pervasivi, invisibili a occhio nudo ma onnipresenti nei nostri fiumi, nei nostri tessuti e nel sangue delle nostre comunità.

 Parleremo di violenza ambientale. Perché l'avvelenamento dell'acqua da PFAS e l'invasione delle microplastiche sono atti di violenza deliberata contro gli ecosistemi. E dimostreremo loro come questa si traduca immediatamente in violenza sociale. È violenza sociale quando si nega il diritto alla salute e all'informazione. È violenza sociale quando i giovani di un territorio devono crescere con la consapevolezza di avere i propri corpi bio-accumulati da sostanze tossiche per il profitto di pochi. Questa è un'ingiustizia generazionale che le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori devono saper decodificare per potersi difendere.

Sappiamo bene cosa provano gli adolescenti: il rischio dell'eco-ansia e della rassegnazione è altissimo. Ma la nostra pedagogia non vuole generare impotenza. Vuole generare riscatto.

 Forniremo agli studenti gli strumenti scientifici e critici per decodificare il presente. Nei laboratori di questo anno scolastico, i ragazzi analizzeranno i dati, mapperanno le ferite e le risorse della propria terra, studieranno le alternative alla plastica e ai sistemi industriali inquinanti.

 Il percorso trasforma le classi in laboratori permanenti di cittadinanza attiva. Titta, quando si rivolgeva agli studenti, ripeteva sempre che potevano essere le sentinelle del loro territorio. Questa frase è diventata il cuore pulsante del nostro metodo. Insegniamo ai ragazzi a fare proprio quell'invito: a non essere spettatori passivi della violenza ambientale, ma sentinelle vigili, cittadini sovrani che pretendono bonifiche, che esigono leggi a zero PFAS, che praticano stili di vita alternativi e che sanno fare le domande giuste a chi governa.

Le 14.000 persone incontrate finora sono la prova che la conoscenza crea comunità, e la comunità crea cambiamento. E offriamo ai ragazzi che vogliono avere strumenti in mano per reagire, qui e ora,  anche la seconda edizione di “Pfas manuale di sopravvivenza quotidiana"  con i contributi di Dario Zampieri, Vincenzo Cordiano, Claudia Marcolungo.



 Grazie a CiLLSA che da anni ci aiuta nell’organizzazione, nella raccolta di documenti, nella pubblicizzazione e inserimento lavori scuole in pagine dedicate del sito (www.cillsa.it)  e che, per l’Ecofesta, a proprie spese, ha stampato 30 copie del manuale per le scuole della vallata (il manuale è scaricabile on line dal sito della associazione ) abbiamo la possibilità di interloquire con comuni della vallata e con quello di Vicenza per il PTOF.      

Una precisazione è d'obbligo.  Noi siamo nati, come Gruppo Educativo, dal mandato datoci dal movimento No Pfas del Veneto nel 2018 e abbiamo sempre rispettato le consegne. Ma è il Gruppo educativo (composto dagli esperti) che decide l ‘aggiornamento dell’itinerario, sentite le esigenze delle scuole, le reazioni di docenti e studenti, le necessità della società civile,  gli sviluppi scientifici, le osservazioni compiute dai relatori stessi durante il percorso di formazione. Gli obiettivi generali sono condivisi. La rete Zero Pfas non decide , però,  i contenuti, né l'organizzazione del percorso , nè la metodologia. Viene costantemente informata, chiamata a pronunciarsi sul 'percorso' e sul proseguimento se interessata (a.s. 2026 2027, adesione 16 loghi in rappresentanza di   associazioni comitati gruppi del vasto mondo no pfas, dopo essere stati interpellati dalla sottoscritta, ad uno ad uno, chiarendo gli obiettivi del percorso.  

Concludo 

 Dal palco di Arzignano, nel cuore del territorio che più ha lottato e sofferto, lanciamo un appello a tutta la Rete Zero PFAS, ai comitati, ai genitori, agli insegnanti: sostenete questo itinerario educativo, siate al nostro fianco nelle scuole di ogni provincia veneta.

 L'ecologismo dei fatti si radica sui banchi di scuola. Portare la Planetary Health tra i giovani è la nostra risposta alla violenza ambientale, alla violenza sociale ed è il modo efficace che conosciamo per generare cittadinanza attiva

 Titta, diceva sempre “L’importante non è vincere ma convincere “

E allora anche quest'anno la campanella suonerà ancora. Le sue idee, la sua forza e il suo rigore cammineranno con noi nelle prossime migliaia di studenti che incontreremo.

La rete della vita non si spezza.

 Grazie a tutte e a tutti.

 Donata Albiero 

 

 

 

 
















 

domenica 20 settembre 2026

TERA AQUA NO PFAS ECOLOGIA A SCUOLA




TERA AQUA N° di settembre 2026


 

Scuola: la nuova sfida del Gruppo Zero PFAS del Veneto con la Planetary Health

Guardando i nostri territori, troppo spesso ne vediamo le ferite profonde. Molecole invisibili e indistruttibili come i PFAS e le microplastiche violano l'acqua, la terra e i corpi delle nostre comunità. Considerare questa contaminazione come una fatalità biologica o un destino inevitabile è un errore: si tratta di una vera e propria violenza ambientale e sociale, effetto diretto di un modello di sviluppo che mette il profitto davanti alla vita. Per dare una risposta concreta a questa emergenza, a settembre 2026 il Gruppo Educativo Zero PFAS — sostenuto dall'associazione CiLLSA per l’aspetto organizzativo e divulgativo — scende in campo per il nono anno consecutivo nelle scuole secondarie del Veneto. 

Non si tratta di una novità assoluta, ma della maturazione di un percorso storico che si evolve   profondamente quest'anno, mettendo al centro la sfida dell'approccio globale: “PLANETARY HEALTH. Contaminanti emergenti PFAS/Microplastiche: violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva”. 

Fino ad oggi, in otto anni di attività ininterrotta, il progetto ha incontrato cinquantuno scuole, dialogando con circa quattordicimila persone tra studenti, genitori ed educatori. Nel lungo cammino di formazione sul campo è emersa una consapevolezza fondamentale: non esiste salute umana fuori da un ecosistema sano. Se l'acqua e la terra sono contaminate, anche la società si ammala. 

La vera svolta dell'itinerario formativo per l'anno scolastico 2026/2027 è proprio l'adozione strutturale della Planetary Health, un approccio che impone uno sguardo sistemico, politico e sociale. Al centro dell'analisi non ci sono più solo le dinamiche della natura, ma l'impatto dei sistemi antropici — i modelli di produzione, consumo ed economia guidati dal solo profitto — sull'intero pianeta. La Planetary Health permette di spiegare ai ragazzi che l'inquinamento dell'acqua o del sangue non è solo un problema chimico o medico. È il risultato di scelte precise. I PFAS e le microplastiche diventano così i "casi studio" perfetti: non semplici agenti inquinanti, ma manifestazioni di una violenza ambientale e sociale strutturale. Studiare tali fenomeni in classe con questa nuova chiave di lettura permette agli studenti di non limitarsi alla constatazione del danno, ma di attivarsi come cittadini consapevoli, capaci di chiedere conto delle scelte politiche ed economiche che determinano la salute del loro futuro.

I giovani vogliono essere i protagonisti del cambiamento. 

“Se messi nelle condizioni di conoscere e capire, si trasformano nei custodi più lucidi e coraggiosi del territorio”, come ricordava Giovanni Fazio. Per questo il percorso rinnovato non propone dati da memorizzare, ma vere e proprie pratiche di libertà: vedere l'invisibile, capovolgendo i modelli economici che avvelenano le risorse vitali, studiando la chimica e la storia della terra locale per smontare bugie e zone d'ombra; custodire il domani, utilizzando il passaggio di testimone tra pari (peer education) per smettere di subire il presente e iniziare a scrivere una storia diversa; proteggere chi lavora portando  la cultura della sicurezza nei contesti più fragili, come le scuole serali e i CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti), dove il rischio espositivo tocca direttamente la dignità del lavoro quotidiano. Il progetto si conferma un patto con il futuro, un dono di attivismo, basato sulla solidarietà civile verso le nuove generazioni. 

L'appello finale è rivolto a dirigenti, docenti, genitori e alla società civile. “Non permettiamo che il cinismo o l'indifferenza spengano l'energia dei ragazzi. È necessario dare loro spazio, ascolto e fiducia. Un mondo migliore non è un'utopia lontana: è un pianeta che vuole guarire, e quel processo di guarigione sta per ricominciare, ancora una volta, dietro la porta di una scuola”

 Donata Albiero, ideatrice progetto, coordinatrice Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto

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sabato 19 settembre 2026

LA MOSTRA "TERRA MALA" RACCONTATA AGLI STUDENTI DI ARZIGNANO

 

https://www.vicenzatoday.it/attualita/inquinamento-derivati-del-fluoro-distretti-veneti-mostra-fotografica-18-settembre-2026.html

 © VicenzaToday  18 FEBBRAIO 2026  Marco Milioni 


I Pfas? «Un dramma invisibile raccontato prima in bianco e nero e poi a colori»

Dopo aver conseguito un premio negli Usa con una storia dedicata alla contaminazione da derivati del fluoro che ha investito Veronese, Vicentino e Padovano, il fotografo pescarese Stefano Schirato ha inaugurato nella città del Grifo la sua mostra che durerà fino al 26 settembre. L'evento ha avuto come Leitmotiv il ricordo del medico Giovanni Fazio, noto per le sue battaglie ecologiste sul territorio

Da sinistra a destra Stefano Schirato, Donata Albiero e Alberto Peruffo: sullo sfondo il ritratto del medico arzignanese Giovanni Fazio deceduto alcuni mesi fa (foto, Marco Milioni)

Ieri 17 settembre alla biblioteca civica Bedeschi di Arzignano è stata inaugurata «Terra mala, living with poison» la mostra del fotografo pescarese Stefano Schirato: il cui lavoro è in buona parte incentrato sulla maxi contaminazione da Pfas, «i temutissimi derivati del fluoro» addebitata alla Miteni di Trissino. Si tratta di un disastro ambientale che tra Veronese, Vicentino e Padovano ha interessato buona parte del Veneto centrale. L'evento è stato organizzato dell'associazione ecologista Cillsa col patrocinio dell'amministrazione della città del Grifo. L'inaugurazione è cominciata con lo stesso Schirato che ha parlato ad un centinaio di alunni del comprensorio. È stata una sgroppata di un'ora secca durante la quale il professionista abruzzese, che nel 2024 ha vinto il premio Eppy, uno dei più prestigiosi negli Usa per il fotogiornalismo, ha spiegato «come lo scatto non sia altro che un istante» rispetto ad un lavoro precedente di ricerca. «Che nella mia concezione della fotografia non può che durare anni poiché ho bisogno di contaminare me stesso con le vite o le storie che intendo raccontare».

La questione centrale per Schirato è sempre ben presente nei suoi pensieri. «Per me la fotografia non è solo documentazione ma anche interpretazione» del mondo. Davanti ai ragazzi, che non hanno staccato lo sguardo dall'oratore per un solo istante, l'autore ha pure spiegato che la fotografia, se vera fotografia, rispetto al linguaggio dei video, ha la capacità unica «di inchiodare lo spettatore davanti all'istante ritratto in un dato momento». Si tratta di considerazioni cui il protagonista della giornata è giunto stimolato dalle domande di Alberto Peruffo, l'attivista della rete «No Pfas» che ha curato l'esposizione.

E così davanti agli alunni il pescarese è sceso ancor più nel dettaglio spiegando che, a partire da quegli istanti, «prende forma di un vero e proprio tratto indelebile della coscienza collettiva»: specie se una determinata immagine «viene collocata all'interno di una storia ossia di un racconto». Dalla teoria alla pratica il passo è stato breve perché terminato il dibattito gli studenti si sono precipitati sulle immagini esposte. Alcune di queste peraltro sono le stesse già pubblicate sul magazine a stelle e strisce «Truthdig»: che per l'appunto ha vinto il premio Eppy nel 2024 raccontando «le battaglie delle Mamme no Pfas». In quel caso della parte scritta si era occupata la giornalista Beatrice Spadacini.

In mattinata per di più era toccato al sindaco Riccardo Masiero fare gli onori di casa. «Amare la propria città - fa sapere quest'ultimo ai taccuini di Vicenzatoday.it - significa custodirla ogni giorno, con responsabilità e coraggio. Per questo il nostro impegno per l'ambiente non è solo un dovere amministrativo, ma una scelta di cuore verso le generazioni presenti e future. In particolare sfida del contenimento dei Pfas richiede determinazione, collaborazione e investimenti concreti. Un sincero riconoscimento va alle tante persone che, attraverso le associazioni ambientaliste, dedicano tempo, passione e competenze alla difesa dell'ambiente». Si tratta di parole precise che si collocano in un contesto geografico particolare: visto che il distretto Agno-Chiampo dove insistono la Miteni (oggi fallita), il polo conciario e quello chimico, è una delle aree «più ferite del Paese» sul piano ambientale hanno ammonito i ragazzi commentando le immagini esposte.

La portavoce di CiLLSA Donata Albiero, durante il suo breve intervento «si è scusata per la commozione mostrata in quegli istanti» quando è stata ricordata la figura di Giovanni Titta Fazio, il medico arzignanese che assieme ad altri fondò CiLLSA , scomparso alcuni mesi fa. «Titta quando era in vita - ha spiegato Albiero, che peraltro è la vedova dello stesso medico della città del Grifo - aveva espresso più volte il desiderio di ospitare qui in città una mostra di Schirato, la cui sensibilità artistica, civica e umana è di spessore indiscutibile. Queste immagini sono in qualche modo il complemento dell'impegno di mio marito per l'ambiente e il territorio». La mostra, curata giustappunto dell'attivista Alberto Peruffo, è iniziata de facto ieri 17 settembre al pomeriggio e si concluderà il 26 di questo mese.

Schirato (in foto a sinistra e a seguire Donata Albiero e Alberto Peruffo) durante la mattinata ha spiegato ai ragazzi l'approccio al suo lavoro. «Raccontare l'inquinamento da Pfas quando hai di fronte sostanza sì nocive ma incolori, insapori, invisibili e disciolte nell'acqua o nei terreni oppure sospese nell'aria è una sfida bestiale per chi usa il linguaggio delle immagini: motivo per cui mi sono concentrato sugli effetti che la contaminazione, sia sul piano della salute sia sul piano pscicologico, ha avuto sugli individui, sulle famiglie e sulle comunità». Ieri l'altro Schirato era stato invitato a Castelgomberto dai comitati locali e dalla amministrazione di quel Comune per una serata dedicata allo stesso tema. In quella occasione aveva confessato all'assessore alla cultura Ornella Sperotto, presente assieme a un centinaio di persone, che quello dei Pfas è «un dramma invisibile che anche per ragioni espressive ho raccontato dapprima in bianco e nero e poi a colori».

Nonostante questa scelta, quasi sempre incentrata sulla figura umana, il fotografo ha anche ripreso, a suo modo ovviamente, alcuni scorci del territorio a partire dal comprensorio dell'Agno-Guà (nella foto-galleria in basso alcuni luoghi della zona di Trissino visitati dall'autore, che negli anni ha pubblicato per le più prestigiose testate nazionali e internazionali). Per di più l'anno passato Schirato aveva bissato il premio Eppy con «Caravans of faith and memory», uscito sempre sul magazine Truthdig. Il lavoro, composto da ventitré immagini, «documenta l'antico e annuale pellegrinaggio del popolo Rom verso Saintes-Maries-de-la-Mer, in Francia, per onorare la loro santa patrona, Santa Sara la Nera, catturando al contempo i momenti più intimi e quotidiani della vita della comunità».


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I Pfas «Un dramma invisibile raccontato prima in bianco e nero e poi a colori»
https://www.vicenzatoday.it/attualita/inquinamento-derivati-del-fluoro-distretti-veneti-mostra-fotografica-18-settembre-2026.html
© VicenzaToday

domenica 6 settembre 2026

GLOBAL PROJECT SCUOLA COME TERRENO DEL CONFLITTO AMBIENTALE DALLA ONE HRALTH ALLA PLANETARY HEALTH


https://globalproject.info/2026/9/la-scuola-come-terreno-del-conflitto-ambientale-dalla-one-health-alla-planetary-health  

NEW 

 In Veneto sedici organizzazioni firmano il percorso 2026-2027 del Gruppo Educativo Zero PFAS: dai contaminanti emergenti alle scelte produttive che li generano

05.09.2026

 Dopo otto anni nelle scuole del Veneto, il Gruppo Educativo Zero PFAS cambia cornice teorica: dalla One Health alla Planetary Health. Sedici organizzazioni firmano l'adesione al percorso 2026-2027. Dietro un aggiornamento di lessico c'è una tesi precisa: la contaminazione è una decisione produttiva, e come tale può essere contestata.

Il Gruppo Educativo Zero PFAS del Veneto ha annunciato il 3 settembre da Arzignano l'avvio di una nuova fase del suo percorso nelle scuole. L'itinerario formativo per l'anno scolastico 2026-2027 si intitola «Planetary Health. Contaminanti emergenti: PFAS e microplastiche, violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva» e segna un cambio di cornice teorica rispetto agli otto anni precedenti.

Fino a oggi il riferimento culturale del gruppo era la One Health, l'approccio che tiene insieme salute umana, animale e ambientale come un unico sistema interconnesso. Su quella base sono stati costruiti percorsi di apprendimento attivo e di cittadinanza che hanno coinvolto 51 istituti scolastici del Veneto e oltre 14.000 persone fra studenti, docenti e genitori.

La Planetary Health amplia il campo. Riconosce che la salute delle persone dipende anche dai modelli di produzione e consumo, dall'economia, dall'urbanizzazione e dalle scelte politiche. Nel comunicato la coordinatrice Donata Albiero, già dirigente scolastica, indica la posta in gioco: «Cambia lo sguardo con cui leggiamo la realtà». Dietro ogni contaminante, aggiunge, si trova un insieme di decisioni economiche, produttive e culturali, e il compito educativo è mettere gli studenti in condizione di leggerle.

Lo spostamento ha una conseguenza diretta sul modo di trattare i PFAS e le microplastiche in classe. Da problema chimico e sanitario diventano casi attraverso cui ricostruire il rapporto fra salute pubblica, diritti costituzionali, giustizia sociale e responsabilità collettiva. La contaminazione smette di apparire come un incidente della tecnica e viene ricondotta a chi l'ha decisa.

La metodologia resta quella consolidata: apprendimento attivo, confronto in aula con medici ISDE, ricercatori, geologi, giuristi ed esperti del territorio, dialogo con gli attivisti del Movimento No PFAS, laboratori di cittadinanza attiva, uscite didattiche nelle aree contaminate e progetti di citizen science sulle microplastiche, anche con istituzioni scientifiche internazionali. Il supporto organizzativo e divulgativo continua a essere garantito dall'associazione ecologista CiLLSA.

Al percorso 2026-2027 hanno aderito sedici organizzazioni. Fra queste la Rete Zero PFAS Italia, il Gruppo Mamme No PFAS, il Comitato Zero PFAS di Padova, il collettivo PFAS.land, ISDE, Medicina Democratica, Acqua Bene Comune, la Rete GAS Vicentina, Legambiente Alta Padovana, Greenpeace Vicenza, Italia Nostra Medio Basso Vicentino, Libera Veneto, Il mondo di Irene, la CGIL Veneto e il CESP Cobas di Padova. Sapere medico, ambientalismo, sindacato e scuola nello stesso documento.

Il contesto in cui il percorso riparte resta aperto su entrambi i fronti. Il 26 giugno 2025 la Corte d'Assise di Vicenza ha condannato undici ex dirigenti della Miteni di Trissino a pene per complessivi 141 anni per disastro ambientale doloso e avvelenamento delle acque, assolvendone quattro; tutti i condannati hanno impugnato e il processo d'appello si celebrerà a Venezia. 

Sul piano normativo, dal 12 gennaio 2026 valgono in tutta l'Unione le soglie per i PFAS nell'acqua potabile fissate dalla direttiva 2020/2184, mentre la restrizione universale proposta da cinque governi europei nel 2023 attende ancora il parere definitivo dei comitati ECHA e la successiva proposta legislativa della Commissione. In mezzo a questi tempi lunghi si colloca il lavoro nelle scuole. Formare studenti capaci di leggere un dato, risalire alla filiera che lo ha prodotto e riconoscervi una responsabilità collettiva significa costruire competenza politica prima ancora che ambientale.