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domenica 18 ottobre 2026

IL FUTURO NON SI TOCCA A FIANCO DELLA SCUOLA IN LOTTA

 A fianco dei giovani in lotta 

CiLLSA e Coordinatrice del GRUPPO EDUCATIVO ZERO PFAS del Veneto 

 

Le proteste in Spagna per il diritto alla casa e quelle della scuola in Francia sono state solo l’innesco di un’agitazione sotto la cenere da tempo. Le questioni sollevate dai coetanei nel resto d’Europa sono le stesse che si pongono i giovani italiani, che hanno in più l’aggravante di un futuro precario e malpagato e di avere un governo che nel frattempo li criminalizza. Non solo Europa, Madagascar, Marocco, Perù, India, Argentina, la Gen Z protesta per salute, educazione e più diritti.



Come associazione ecologista CiLLSA , esprimiamo la nostra totale e incondizionata adesione alle mobilitazioni che il 16 ottobre e il 17 hanno visto centinaia di migliaia di giovani e studenti scendere nelle piazze di tutta Italia per il "No Meloni Day". Lo slogan che si è levato dai cortei, "Più aule e meno bombe", non è stato solo un grido di protesta, ma un manifesto politico e generazionale che facciamo pienamente nostro.

Lo striscione apparso  a Torino dice una verità che non si può ignorare. Una lezione importante  perchè gli studenti  hanno ricordato a tutti che il futuro non si arma. Il futuro si ascolta.Si educa.Si accompagna.


 Non esiste giustizia ambientale senza giustizia sociale e generazionale. Chi oggi riempie le piazze contesta un modello di sviluppo fallimentare, che taglia i fondi alla scuola pubblica e alla transizione ecologica per destinarli alle spese militari e a un'economia fossile e predatoria. I giovani italiani stanno indicando una rotta chiara: investire sulle persone e sulla cura del territorio, non sulle armi e sulla precarizzazione del futuro. Siamo al fianco delle ragazze e dei ragazzi che lottano contro il carovita, contro un caro-affitti insostenibile che nega il diritto allo studio, e contro l'aumento dei costi dei trasporti e dell'energia, consci che la crisi climatica e la crisi economica hanno la stessa radice.

 Un plauso e una profonda gratitudine vanno a tutte le professoresse e i professori che in queste giornate non si sono limitati a insegnare la democrazia tra le mura delle aule, ma hanno scelto di difenderla concretamente per le strade del Paese, scioperando al fianco dei propri alunni. Vedere docenti e personale scolastico fare scudo per proteggere la sicurezza degli studenti durante i momenti di massima tensione nei cortei è la testimonianza più alta di cosa significhi essere una comunità educante. Questa non è solo la protesta dei giovani, è la lotta di un'intera scuola che rifiuta di essere svilita, precarizzata e militarizzata. Il legame di solidarietà che si è stretto in queste piazze tra insegnanti e studenti è la base sana da cui ripartire per ricostruire il domani.


                                          Il Corriere della Sera Torino 17 ottobre 2026

Ci sono momenti nella storia della scuola in cui ragazzi e ragazze non chiedono i voti ai e alle docenti: domandano da che parte stanno.

Come coordinatrice del Gruppo Educativo "Zero PFAS" aggiungo che difendere il diritto allo studio significa prima di tutto difendere il diritto alla vita e alla salute delle future generazioni. Gli studenti che oggi scendono in piazza contro il carovita, i tagli e le spese militari stanno contestando lo stesso identico modello predatorio che noi combattiamo: una politica che sacrifica il domani e avvelena i territori in nome del profitto immediato. Agli studenti e alle studentesse diciamo: ”La vostra richiesta di futuro è la nostra. La scuola che vogliamo non è solo un luogo di formazione, ma il primo presidio di resistenza ecologica per un mondo finalmente libero da PFAS e da ogni forma di sfruttamento."

Respingiamo con forza ogni tentativo di criminalizzazione del dissenso politico. La spinta democratica che arriva dalle scuole e dalle università in tutta la penisola – da Torino a Milano, da Bologna a Firenze, Cagliari e Roma – è il segno di un Paese vivo che non si arrende al declino.



                                                          Da un  post  di Vincenzo San 

A quanti i hanno riempito le strade diciamo:” Non siete soli. La vostra sete di giustizia sociale, ambientale e pacifista è anche la nostra. 

Se vi tolgono il futuro, noi bloccheremo il presente insieme a voi".

Portavoce associazione CiLLSA e Coordinatrice Gruppo Educativo "Zero PFAS del Veneto "

Donata Albiero

N.B. 

“Le violenze vanno condannate tutte, non solo quelle che ci fanno comodo.

Va condannato chi devasta una libreria, ma anche chi entra in una scuola e picchia degli studenti.
Va condannato chi non manifesta pacificamente, ma anche chi affama gli agricoltori e gli autotrasportatori, perché anche quella è violenza.
Anche togliere risorse all'istruzione e intanto finanziare guerre è violenza.
Anche dire in diretta tv a un insegnante precario che non arriva a fine mese "Vai a lavorare!" è violenza.
Anche parlare di Garlasco e gossip nei telegiornali mentre al Sud i supermercati sono vuoti e le persone sono in lacrime per strada è violenza.
Ignorare milioni di persone che non ce la fanno più è violenza.
Ma come sempre, anche stavolta, l'unica violenza di cui si parlerà sarà soltanto una.
Lascio a voi intuire quale.” (Enrico Galiano)

POSTILLE

30 ottobre 

LE NUOVE GENERAZIONI GUIDANO LE PIAZZE, CONTRO UNA VIOLENZA ECONOMICA DI GUERRA.

Dalla Francia , alla Spagna, in Belgio e in Portogallo, In Albania , Germania , Italia ... "Lingue diverse e parole d’ordine che fino a poche settimane fa sembravano indecifrabili per il mondo adulto ci consegnano ora la chiave d’accesso a una generazione cresciuta dentro crisi permanenti, a cui si chiede di essere flessibile e produttiva senza offrirle un futuro. E a cui, mentre si tagliano scuola e welfare, si prospetta come orizzonte il riarmo e la guerra: in Germania è tornata la leva, e migliaia di ragazze e ragazzi sono scesi in piazza per dire che non vogliono diventare «carne da cannone»".
E io non posso che essere con loro perchè sono la mia speranza



Non so se questi ragazzi cambieranno il mondo. Non so nemmeno se riusciranno a ottenere quello per cui stanno manifestando.

Ma so che una piazza piena di giovani che si interrogano, discutono, protestano e chiedono un futuro diverso non è una cosa di cui avere paura ma una cosa di cui dovremmo preoccuparci solo quando smette di accadere.
"𝐸 𝑠𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑣𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑟𝑡𝑖𝑒𝑟𝑖
𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑠𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑖𝑒𝑟𝑖
𝑆𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑙𝑒 𝑏𝑎𝑟𝑟𝑖𝑐𝑎𝑡𝑒
𝑆𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑓𝑒𝑟𝑖𝑡𝑖, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑎𝑡𝑒
𝑆𝑒 𝑎𝑣𝑒𝑡𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑏𝑢𝑜𝑛𝑒
𝐿𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑙𝑒𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒
𝐴𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑣𝑖 𝑠𝑖𝑒𝑡𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑙𝑡𝑖
𝑆𝑖𝑒𝑡𝑒 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑣𝑜𝑙𝑡𝑖"

Sono quattro richieste, facili da capire dello sciopero 30 ottobre 2026 .
UNO. Stipendi e pensioni che valgano quello che costano le cose. I salari reali valgono ancora meno di prima del 2020, gli aumenti dei contratti non hanno coperto i prezzi, e una pensione minima non basta a fare la spesa. Si chiede di recuperare quello che l’inflazione ci ha portato via.
DUE. Soldi per ospedali, scuole e servizi, non per le armi. Il governo si è impegnato a portare la spesa militare a livelli mai visti. Ogni euro in più per i cannoni è un euro in meno per un reparto che chiude, per una classe senza insegnante, per un autobus che non passa, per una visita che ti fissano tra un anno, mentre se paghi il privato ti chiamano la settimana dopo.
TRE. Niente militari nelle strade e nelle scuole. Dopo gli scontri di Milano sono arrivati 500 parà. Chi sciopera chiede che i problemi sociali si risolvano con lavoro, case e servizi, non con i soldati agli angoli delle strade.
QUATTRO. Fuori dalla guerra. Lo stesso giorno i portuali di decine di porti europei si fermano contro le navi che caricano armi. Perché la guerra non la pagano i generali e gli azionisti delle fabbriche d’armi: la pagano i lavoratori, in tasse, in servizi tagliati, e a volte con la vita.


APPROFONDIMENTI 

“Soldi alla scuola, non alle armi”: gli studenti tornano a mobilitarsi contro la guerra   -

https://www.pressenza.com/it/2026/10/soldi-alla-scuola-non-alle-armi-gli-studenti-tornano-a-mobilitarsi-contro-la-guerra/?fbclid=Imo


I giovani che lottano per clima, diritti e Costituzione vanno sostenuti, non criminalizzati



Sono stati gli studenti a squarciare il velo di ipocrisia

20 Ottobre 2026



Lettera da una professoressa 


sabato 10 ottobre 2026

Vi Piu' PFAS DA ARZIGNANO LA SECONDA EDIZIONE DEL MANUALE PER SCUOLE, FAMIGLIE E CITTADINI

 

     


                                            https://www.vipiu.it/leggi/manuale-pfas-arzignano-scuole/

  manuale PFAS di Arzignano

 

La guida curata da Donata Albiero e sostenuta da CiLLSA è aggiornata per l’anno scolastico 2026/2027. Contiene contributi di esperti, attività didattiche e indicazioni per riconoscere i prodotti senza PFAS.

Il manuale PFAS di Arzignano arriva alla seconda edizione con un percorso rivolto alle scuole e ai cittadini. “PFAS: Manuale di sopravvivenza quotidiana” è curato da Donata Albiero, coordinatrice del Gruppo Educativo Zero PFAS del Veneto, e viene stampato per il territorio con il sostegno di CiLLSA, l’associazione Cittadini per il Lavoro, la Salute e l’Ambiente. Il testo può essere consultato nella sezione dedicata ai PFAS del sito di CiLLSA.

La nuova edizione è stata realizzata in occasione dell’Ecofesta 2026 ed è aggiornata per l’anno scolastico 2026/2027. La copertina annuncia contributi di esperti, normativa europea, riflessioni degli studenti, ricerca di prodotti PFAS free e collegamenti di supporto. Il lavoro prosegue l’impegno territoriale raccontato da ViPiù negli approfondimenti sulla contaminazione da PFAS in Veneto.

Il manuale è dedicato alla memoria di Giovanni Fazio, conosciuto come Titta, storico attivista impegnato sul rapporto tra contaminazione ambientale, alimenti e tutela della salute. Nel testo vengono ricordate le sue proposte sull’etichettatura dei prodotti, sul divieto di scarico delle sostanze pericolose e sulla possibilità di creare ad Arzignano un mercato di prodotti senza PFAS.

Manuale PFAS di Arzignano, laboratori e contributi degli esperti

La pubblicazione raccoglie i contributi del geologo Dario Zampieri, del medico ISDE Vincenzo Cordiano e della giurista Claudia Marcolungo. Alle parti informative si affiancano schede operative e laboratori sul campo, tra cui la “Caccia ai PFAS”, sviluppati anche con il contributo degli studenti. L’obiettivo dichiarato è trasformare le conoscenze scientifiche e normative in strumenti utilizzabili nella vita quotidiana e nell’attività scolastica.

Il testo è citato nella “Guida PFAS”, piattaforma digitale promossa dall’eurodeputata veneta Cristina Guarda per informare i cittadini e seguire il percorso europeo di regolamentazione dei contaminanti chimici. Il collegamento inserisce l’esperienza nata nell’Ovest Vicentino in un quadro che supera l’ambito locale.

Donata Albiero presenta la seconda edizione come uno strumento di consapevolezza, senza promesse commerciali o soluzioni miracolose. Il manuale PFAS di Arzignano resta liberamente accessibile e punta a coinvolgere studenti, insegnanti e famiglie nella lettura delle informazioni sui prodotti e nella comprensione delle conseguenze ambientali e sanitarie della contaminazione.

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 COMUNICATO STAMPA 

PFAS IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA QUOTIDIANA ENTRA NELLE SCUOLE E FA SCUOLA ANCHE IN EUROPA

https://donataalbiero.blogspot.com/2026/10/comunicato-stampa-pfas-il-manuale-di.html

 

 

COMUNICATO STAMPA. PFAS IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA QUOTIDIANA ENTRA NELLE SCUOLE E FA SCUOLA ANCHE IN EUROPA

 

Realizzata all’Ecofesta 2026 la seconda edizione della guida scolastica e civica curata da Donata Albiero i. Il testo diventa un punto di riferimento tale da essere citato ufficialmente nella nuova "Guida PFAS" dell'eurodeputata Cristina Guarda.

 


ARZIGNANO (VI), 10 OTTOBRE 2026 –

 È pronta la seconda edizione del "PFAS: Manuale di sopravvivenza quotidiana", il percorso di cittadinanza attiva e tutela ambientale curato da Donata Albiero,  già dirgente scolastica, coordinatrice del Gruppo Educativo Zero PFAS del Veneto, e stampato per il territorio grazie al sostegno dell'associazione CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Salute e l'Ambiente).

Il manuale, spiega la curatrice è dedicato al (dott. Giovanni Fazio): “Oggi, il tema contaminazioni cibi in Veneto (e non solo) ripropone in tutta la sua drammaticità la questione che da anni TITTA  ha  portato avanti, suggerendo il divieto dello scarico delle sostanze pericolose in ambiente, una legge di iniziativa popolare per l'etichettatura dei prodotti Zero Pfas, chiedendo  il divieto di commercializzazione dei prodotti alimentari provenienti dalla zona rossa, l'obbligo di etichettare la presenza di PFAS,  e  proponendo il mercato Zero Pfas ad Arzignano, andato a vuoto per mancanza di produttori disponibili. Rifletteva sempre su ‘Chi siamo e contro chi combattiamo”.  Il manuale è una risposta.

 L'autorevolezza e l'impatto del manuale hanno valicato i confini locali, trovando un importante riconoscimento istituzionale: il testo è infatti citato come fonte e punto di riferimento ufficiale all'interno della "Guida PFAS", accessibile su https://guidapfas.lovable.app/, la piattaforma digitale scritta e promossa dall'eurodeputata veneta Cristina Guarda per informare i cittadini e sostenere le tappe della regolamentazione contro i contaminanti chimici al Parlamento Europeo).

Un riconoscimento che dimostra come i percorsi di consapevolezza nati dal basso possano trasformarsi in fari normativi anche per le istituzioni europee

 Il testo curato da Donata Albiero, aggiornato per l'anno scolastico 2026/2027, nasce per rompere l’omertà e supplire al silenzio delle istituzioni in quello che l’autrice definisce senza mezzi termini un modello economico basato sulle «zone di sacrificio ad alto reddito», dove la salute, l'ambiente e la fertilità delle future generazioni vengono barattate per il profitto industriale. Conta sui contributi degli esperti  Dario Zampieri (geologo) Vincenzo  Cordiano (medico Isde) , Claudia Marcolungo (giurista) .

«Un mondo differente non può essere costruito da persone indifferenti», dichiara Donata Albiero. Il manuale azzera la retorica commerciale – non vende filtri miracolosi, ma genera consapevolezza – e include schede operative e laboratori sul campo (la "Caccia ai PFAS") co-scritti dagli studenti stessi, pronti a trasformare i ragazzi nelle nuove sentinelle attive del territorio.

La seconda edizione del manuale è liberamente accessibile e scaricabile  direttamente sul Sito Ufficiale CiLLSA - Sezione PFAS.

Donata Albiero, portavoce assciazione ecologista CiLLSA  


LA STAMPA  

Vi Più                                                                                                                                     PFAS, da Arzignano la seconda edizione del manuale per scuole, famiglie e cittadini                      di Serena Balbo  10 ottobre 2026                                                                     https://www.vipiu.it/leggi/manuale-pfas-arzignano-scuole/


venerdì 9 ottobre 2026

LOTTA AI PFAS IL MANUALE DI SOPRAVVIVENZA QUOTIDIANA FA SCUOLA IN EUROPA

 

"PFAS UN MANUALE PRATICO DI SOPRAVVIVENZA "  

manuale presente  in sito www.cillsa.it 

Il "PFAS Manuale di sopravvivenza quotidiana" è una guida pratica e accessibile, un testo di educazione civica, cittadinanza attiva e tutela della salute, rivolto agli studenti delle scuole coinvolte dal Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto in un percorso formativo, per difendersi dalla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS). È, in altre parole, uno strumento concreto per decodificare la realtà circostante, portando i ragazzi a rifiutare l'indifferenza e a sentirsi custodi attivi della propria salute.

 La seconda edizione, in memoria del dott. Titta Fazio, effettuata in occasione dell’Ecofesta 2026 di CiLLSA (mese di settembre),  amplia e aggiorna i contenuti della prima stesura (che era stata illustrata agli studenti a inizio 2025).

A Titta (dott. Fazio), dedico la seconda edizione (nella prima era presente come collaboratore), con il ringraziamento per le riflessioni che mi ha regalato su ‘Chi siamo e contro chi combattiamo.’

Oggi, il tema contaminazioni cibi in Veneto (e non solo) ripropone in tutta la sua drammaticità la questione che da anni TITTA  ha  portato avanti, suggerendo il divieto dello scarico delle sostanze pericolose in ambiente,  una legge di iniziativa popolare per l'etichettatura dei prodotti Zero Pfas, chiedendo  il divieto di commercializzazione dei prodotti alimentari provenienti dalla zona rossa, l'obbligo di etichettare la presenza di PFAS,  e  proponendo il mercato Zero Pfas ad Arzignano, andato a vuoto per mancanza di produttori disponibili (https://cillsa1.blogspot.com/2026/07/uova-contaminate-e-trasmissione-dati.html?fbclid=IwY)

 La  nuova versione si distingue per importanti caratteristiche: il testo si arricchisce degli approfondimenti e delle competenze di esperti del settore come Dario Zampieri (geologo), Vincenzo Cordiano (medico ISDE) e Claudia Marcolungo (giurista) ; i contenuti si inseriscono in un percorso didattico più ampio , la planetary health, con  spunti di dibattito che collegano l'emergenza chimica dei PFAS all'uso quotidiano della plastica (microplastiche), spingendo a una riflessione globale sui propri stili di vita; l'associazione CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Salute e l'Ambiente) ha curato e finanziato la stampa cartacea di copie destinate alle scuole e alla comunità della vallata vicentina, promuovendo allo stesso tempo la prosecuzione del  itinerario formativo per l’a.s. 2026 /25027  dal titolo  “ "PLANETARY HEALTH. Contaminanti emergenti PFAS/Microplastiche: violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva.

 L’autorevolezza e l’impatto del manuale hanno valicato i confini locali, trovando un importante riconoscimento istituzionale: il testo è infatti citato come fonte primaria della   "Guida PFAS", Come condurre una vita senza PFAS, un manuale pratico,  https://guidapfas.lovable.app/,  accessibile sulla   piattaforma digitale scritta e promossa dall'eurodeputata veneta Cristina Guarda per informare i cittadini e sostenere le tappe della regolamentazione contro i contaminanti chimici al Parlamento Europeo.

 

Manuale europarlamentare  Cristina Guarda 

“PFAS UN MANUALE PRATICO DI SOPRAVVIVENZA” è disponibile in formato digitale e liberamente accessibile per studenti, docenti e cittadini. È possibile scaricare e consultare l'aggiornamento direttamente sul Sito Ufficiale CiLLSA - Sezione PFAS nella sezione dedicata ai materiali UTILI per le  Scuole.  

 

sito CiLLSA - Sezione Pfas s 

Donata Albiero, Coordinatrice del Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto

                             Portavoce della Associazione ecologista CiLLSA

martedì 22 settembre 2026

ECOFESTA 2026 PFAS OTTO ANNI DI STORIA NELLE SCUOLE CON TITTA

ITINERARIO EDUCATIVO NELLE SCUOLE  SU QUESTIONE PFAS  AL NONO ANNO

 CONSECUTIVO 

 (intervento su scuola convegno 19 settembre 2026)

 

CONVEGNO DEL 19 SETTEMBRE 2026 
Alberto peruffo e Donata Albiero 



Buongiorno a tutte e a tutti.

 Parlare di scuola, oggi, all'Ecofesta di Arzignano, nel convegno della Rete Zero Pfas Italia in questo momento dedicato alla memoria del dottor Giovanni "Titta" Fazio, tocca corde profondissime per me e per il nostro gruppo educativo. Per noi Titta è stato un compagno di viaggio, con cui abbiamo condiviso i corridoi delle scuole, le aule, gli sguardi dei ragazzi, le loro riflessioni .


Portiamo nelle scuole, quest’anno, un percorso educativo per il nono anno consecutivo. Sono stati finora otto anni di resistenza educativa e pedagogica. E fino ad agosto 2025 Titta era lì con noi, con la sua passione contagiosa, la sua capacità di parlare ai giovani spiegando che difendere l'acqua e la salute era un dovere civile.




In questi otto anni alle nostre spalle, abbiamo già incontrato 14.000 persone (12.000 gli studenti)

Quattordicimila coscienze che abbiamo risvegliato, una per una, classe per classe, portando la verità dove si voleva stendere il velo del silenzio.

  Il cammino non si ferma. Anzi, si rilancia.

 Il nostro “Itinerario educativo per le scuole secondarie del Veneto” si evolve e si intitola: “PLANETARY HEALTH. Contaminanti emergenti PFAS e Microplastiche: violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva”.

 Fino all'anno scorso, abbiamo basato il nostro approccio sul concetto di One Health, focalizzandoci sul legame indissolubile tra salute umana, animale e ambientale. Oggi, di fronte all'aggravarsi della crisi ecologica, esplicitamente abbracciamo la prospettiva Planetary Health. Mettiamo al centro la salute dei sistemi politici, economici e sociali che determinano il futuro della vita stessa sulla Terra. Non può esistere salute umana in un pianeta malato e saccheggiato. Lo faremo unendo due dei più grandi e insidiosi simboli del modello antropocentrico attuale: i PFAS e le microplastiche. Due contaminanti emergenti, persistenti e pervasivi, invisibili a occhio nudo ma onnipresenti nei nostri fiumi, nei nostri tessuti e nel sangue delle nostre comunità.

 Parleremo di violenza ambientale. Perché l'avvelenamento dell'acqua da PFAS e l'invasione delle microplastiche sono atti di violenza deliberata contro gli ecosistemi. E dimostreremo loro come questa si traduca immediatamente in violenza sociale. È violenza sociale quando si nega il diritto alla salute e all'informazione. È violenza sociale quando i giovani di un territorio devono crescere con la consapevolezza di avere i propri corpi bio-accumulati da sostanze tossiche per il profitto di pochi. Questa è un'ingiustizia generazionale che le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori devono saper decodificare per potersi difendere.

Sappiamo bene cosa provano gli adolescenti: il rischio dell'eco-ansia e della rassegnazione è altissimo. Ma la nostra pedagogia non vuole generare impotenza. Vuole generare riscatto.

 Forniremo agli studenti gli strumenti scientifici e critici per decodificare il presente. Nei laboratori di questo anno scolastico, i ragazzi analizzeranno i dati, mapperanno le ferite e le risorse della propria terra, studieranno le alternative alla plastica e ai sistemi industriali inquinanti.

 Il percorso trasforma le classi in laboratori permanenti di cittadinanza attiva. Titta, quando si rivolgeva agli studenti, ripeteva sempre che potevano essere le sentinelle del loro territorio. Questa frase è diventata il cuore pulsante del nostro metodo. Insegniamo ai ragazzi a fare proprio quell'invito: a non essere spettatori passivi della violenza ambientale, ma sentinelle vigili, cittadini sovrani che pretendono bonifiche, che esigono leggi a zero PFAS, che praticano stili di vita alternativi e che sanno fare le domande giuste a chi governa.

Le 14.000 persone incontrate finora sono la prova che la conoscenza crea comunità, e la comunità crea cambiamento. E offriamo ai ragazzi che vogliono avere strumenti in mano per reagire, qui e ora,  anche la seconda edizione di “Pfas manuale di sopravvivenza quotidiana"  con i contributi di Dario Zampieri, Vincenzo Cordiano, Claudia Marcolungo.



 Grazie a CiLLSA che da anni ci aiuta nell’organizzazione, nella raccolta di documenti, nella pubblicizzazione e inserimento lavori scuole in pagine dedicate del sito (www.cillsa.it)  e che, per l’Ecofesta, a proprie spese, ha stampato 30 copie del manuale per le scuole della vallata (il manuale è scaricabile on line dal sito della associazione ) abbiamo la possibilità di interloquire con comuni della vallata e con quello di Vicenza per il PTOF.      

Una precisazione è d'obbligo.  Noi siamo nati, come Gruppo Educativo, dal mandato datoci dal movimento No Pfas del Veneto nel 2018 e abbiamo sempre rispettato le consegne. Ma è il Gruppo educativo (composto dagli esperti) che decide l ‘aggiornamento dell’itinerario, sentite le esigenze delle scuole, le reazioni di docenti e studenti, le necessità della società civile,  gli sviluppi scientifici, le osservazioni compiute dai relatori stessi durante il percorso di formazione. Gli obiettivi generali sono condivisi. La rete Zero Pfas non decide , però,  i contenuti, né l'organizzazione del percorso , nè la metodologia. Viene costantemente informata, chiamata a pronunciarsi sul 'percorso' e sul proseguimento se interessata (a.s. 2026 2027, adesione 16 loghi in rappresentanza di   associazioni comitati gruppi del vasto mondo no pfas, dopo essere stati interpellati dalla sottoscritta, ad uno ad uno, chiarendo gli obiettivi del percorso.  

Concludo 

 Dal palco di Arzignano, nel cuore del territorio che più ha lottato e sofferto, lanciamo un appello a tutta la Rete Zero PFAS, ai comitati, ai genitori, agli insegnanti: sostenete questo itinerario educativo, siate al nostro fianco nelle scuole di ogni provincia veneta.

 L'ecologismo dei fatti si radica sui banchi di scuola. Portare la Planetary Health tra i giovani è la nostra risposta alla violenza ambientale, alla violenza sociale ed è il modo efficace che conosciamo per generare cittadinanza attiva

 Titta, diceva sempre “L’importante non è vincere ma convincere “

E allora anche quest'anno la campanella suonerà ancora. Le sue idee, la sua forza e il suo rigore cammineranno con noi nelle prossime migliaia di studenti che incontreremo.

La rete della vita non si spezza.

 Grazie a tutte e a tutti.

 Donata Albiero 

 

 

 

 
















 

domenica 20 settembre 2026

TERA AQUA NO PFAS ECOLOGIA A SCUOLA




TERA AQUA N° di settembre 2026


 

Scuola: la nuova sfida del Gruppo Zero PFAS del Veneto con la Planetary Health

Guardando i nostri territori, troppo spesso ne vediamo le ferite profonde. Molecole invisibili e indistruttibili come i PFAS e le microplastiche violano l'acqua, la terra e i corpi delle nostre comunità. Considerare questa contaminazione come una fatalità biologica o un destino inevitabile è un errore: si tratta di una vera e propria violenza ambientale e sociale, effetto diretto di un modello di sviluppo che mette il profitto davanti alla vita. Per dare una risposta concreta a questa emergenza, a settembre 2026 il Gruppo Educativo Zero PFAS — sostenuto dall'associazione CiLLSA per l’aspetto organizzativo e divulgativo — scende in campo per il nono anno consecutivo nelle scuole secondarie del Veneto. 

Non si tratta di una novità assoluta, ma della maturazione di un percorso storico che si evolve   profondamente quest'anno, mettendo al centro la sfida dell'approccio globale: “PLANETARY HEALTH. Contaminanti emergenti PFAS/Microplastiche: violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva”. 

Fino ad oggi, in otto anni di attività ininterrotta, il progetto ha incontrato cinquantuno scuole, dialogando con circa quattordicimila persone tra studenti, genitori ed educatori. Nel lungo cammino di formazione sul campo è emersa una consapevolezza fondamentale: non esiste salute umana fuori da un ecosistema sano. Se l'acqua e la terra sono contaminate, anche la società si ammala. 

La vera svolta dell'itinerario formativo per l'anno scolastico 2026/2027 è proprio l'adozione strutturale della Planetary Health, un approccio che impone uno sguardo sistemico, politico e sociale. Al centro dell'analisi non ci sono più solo le dinamiche della natura, ma l'impatto dei sistemi antropici — i modelli di produzione, consumo ed economia guidati dal solo profitto — sull'intero pianeta. La Planetary Health permette di spiegare ai ragazzi che l'inquinamento dell'acqua o del sangue non è solo un problema chimico o medico. È il risultato di scelte precise. I PFAS e le microplastiche diventano così i "casi studio" perfetti: non semplici agenti inquinanti, ma manifestazioni di una violenza ambientale e sociale strutturale. Studiare tali fenomeni in classe con questa nuova chiave di lettura permette agli studenti di non limitarsi alla constatazione del danno, ma di attivarsi come cittadini consapevoli, capaci di chiedere conto delle scelte politiche ed economiche che determinano la salute del loro futuro.

I giovani vogliono essere i protagonisti del cambiamento. 

“Se messi nelle condizioni di conoscere e capire, si trasformano nei custodi più lucidi e coraggiosi del territorio”, come ricordava Giovanni Fazio. Per questo il percorso rinnovato non propone dati da memorizzare, ma vere e proprie pratiche di libertà: vedere l'invisibile, capovolgendo i modelli economici che avvelenano le risorse vitali, studiando la chimica e la storia della terra locale per smontare bugie e zone d'ombra; custodire il domani, utilizzando il passaggio di testimone tra pari (peer education) per smettere di subire il presente e iniziare a scrivere una storia diversa; proteggere chi lavora portando  la cultura della sicurezza nei contesti più fragili, come le scuole serali e i CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti), dove il rischio espositivo tocca direttamente la dignità del lavoro quotidiano. Il progetto si conferma un patto con il futuro, un dono di attivismo, basato sulla solidarietà civile verso le nuove generazioni. 

L'appello finale è rivolto a dirigenti, docenti, genitori e alla società civile. “Non permettiamo che il cinismo o l'indifferenza spengano l'energia dei ragazzi. È necessario dare loro spazio, ascolto e fiducia. Un mondo migliore non è un'utopia lontana: è un pianeta che vuole guarire, e quel processo di guarigione sta per ricominciare, ancora una volta, dietro la porta di una scuola”

 Donata Albiero, ideatrice progetto, coordinatrice Gruppo Educativo Zero Pfas del Veneto

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