Pratiche di cittadinanza attiva.
Seconda parte: relazione finale su itinerario educativo “One Health"
«Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani.
Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano.
L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita»
(Antonio Gramsci - La città futura l’11 febbraio 1917)
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| Sudenti quinta Itis De Pretto Schio conclusione percorso anno 2026 |
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| Il movimento è... |
Fuori dal Silenzio: i ragazzi si mobilitano.
Potrebbe essere questa l’intitolazione della relazione. La scuola, nei nostri incontri, è diventata la trincea della cittadinanza attiva, il luogo in cui gli studenti hanno smesso di subire la realtà e hanno iniziato ad analizzarla, a capirla e a combatterla. Parlare di ecologia e sostenibilità, con loro, significava fare i conti, infatti, con ferite aperte e profonde del nostro territorio. Significava pronunciare una parola pesante, che fa paura, ma che non può più essere taciuta: PFAS (collegandola alle microplastiche), allargando l’analisi a livello nazionale e mondiale. I ragazzi sanno che l'inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche è il più grande scandalo ambientale della nostra storia recente. Sanno che queste molecole invisibili, "inquinanti eterni", sono penetrati nelle falde acquifere, nel cibo, nel sangue di intere comunità tra Vicenza, Verona e Padova. Davanti a tale disastro, i giovani non hanno scelto la rassegnazione. Hanno scelto la partecipazione. Sono studenti che, supportati da docenti coraggiosi, hanno studiato la chimica degli "inquinanti eterni", hanno analizzato i dati e trasformato la paura per la contaminazione dell'acqua in consapevolezza scientifica e in azione. Il monito di Antonio Gramsci "Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza" (Antonio Gramsci - L’ordine nuovo 1maggio 1919) è diventato il mantra dei miei personali interventi.
Li abbiamo ascoltati i nostri studenti nelle loro considerazioni, denunce, provocazioni, proposte.
“I PFAS sono come un tumore che si insinua nella nostra vita quotidiana senza che noi ce ne accorgiamo. Sono presenti in molti prodotti che usiamo ogni giorno, dalle pentole antiaderenti ai tessuti impermeabili, eppure la loro tossicità e persistenza nell’ambiente sono ancora poco conosciute. È inquietante pensare che queste sostanze chimiche possano accumularsi nel nostro corpo e nell’ambiente, causando danni a lungo termine alla nostra salute e a quella del pianeta. È importante che si prenda coscienza di questo problema e si lavori insieme per trovare alternative più sicure e sostenibili. Non possiamo continuare a ignorare il fatto che la nostra comodità di oggi possa compromettere il futuro del nostro pianeta e della nostra salute” (una osservazione ripetuta in tanti questionari di uscita effettuati dalle scuole).
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| A.s. 2025 26 Media Zanella Arzignano |
Prima, non avevo assolutamente idea di cosa fossero i PFAS, né tantomeno che potessero rappresentare una minaccia così diffusa(…). Credo che la vera emergenza non sia solo chimica, ma informativa. È assurdo che sostanze, prodotte per pura comodità industriale, siano diventate un rischio sanitario globale senza che l’opinione pubblica ne fosse pienamente consapevole. I video che abbiamo visto mi hanno aperto gli occhi sulla necessità di una maggiore tutela della purezza dell'acqua, che è un'emergenza planetaria non più rimandabile”. “Il caso PFAS fa capire quanto sia fragile l’equilibrio tra industria e ambiente. Quando l’interesse economico supera la tutela della salute; le conseguenze ricadono su tutta la comunità. Per questo è fondamentale proteggere l’acqua e pretendere maggiore responsabilità”. “Io credo che quello che si sta facendo non sia abbastanza e secondo me è necessario parlarne di più per mettere in luce il problema e per sensibilizzare le nuove generazioni, che saranno quelle che potranno fare un cambiamento significativo sull’argomento” (Itset A. Martini Castelfranco Veneto).
“Ho capito che queste piccolissime particelle di plastica sono ormai presenti ovunque: nell’acqua, negli alimenti e persino nel nostro corpo. Spesso usiamo la plastica ogni giorno senza pensare alle conseguenze. Ho capito che le microplastiche possono entrare nella catena alimentare e quindi arrivare fino a noi attraverso il cibo e l’acqua. E' un argomento importante, anche per il mio indirizzo di studi alberghiero, perché nel nostro lavoro prepariamo e serviamo alimenti alle persone. Per questo è fondamentale fare attenzione ai materiali che usiamo in cucina e negli imballaggi, cercando di ridurre la plastica e preferire materiali più sicuri. In questo modo possiamo contribuire a proteggere la salute dei clienti e anche l’ambiente. Questa lettura mi ha fatto capire che anche i piccoli gesti quotidiani, come ridurre l’uso della plastica o scegliere prodotti con meno imballaggi, possono aiutare a diminuire l’inquinamento e migliorare il futuro del pianeta”. “In futuro, cercherò di integrare la conoscenza sulla lotta alle microplastiche nel mio lavoro di chef, adottando pratiche come il riciclo dei materiali, l'uso di contenitori di vetro o acciaio e la scelta consapevole dei prodotti per la pulizia, per garantire che la mia passione per la cucina sia allineata con la protezione dell'ambiente e della salute” (Cl seconde IIS J da Montagnana).
“La (…) situazione raggiunta è causata da ignoranza, profitto personale e disinteresse per le generazioni future. Riteniamo pertanto che la conoscenza di quanto riguarda la nostra regione sia molto importante ed è perciò necessario che più scuole possibili conoscano quanto avvenuto. È necessario rimanere informati e diffondere le informazioni corrette, prevenendo così la disinformazione e le fake news. È compito delle istituzioni porre dei limiti più stretti riguardo alla presenza di PFAS in prodotti da consumo e segnalandoli nelle etichette. Il singolo, d’altro canto, ha il compito di fare pressione, per quanto possibile, affinché le istituzioni pongano le giuste precauzioni per salvaguardare la salute dei propri cittadini” (IIS Cattaneo di Monselice)
“Secondo noi è necessario promuovere una maggiore ricerca e un’attenzione più costante alla presenza dei Pfas sul nostro territorio, accompagnate da una comunicazione chiara e tempestiva ai cittadini. Inoltre, sarebbe utile organizzare incontri di prevenzione e informazione rivolti ai cittadini, affiancati da attività di screening gratuito per effettuare esami del sangue finalizzati a individuare i livelli di PFAS nel nostro corpo. La diffusione di informazioni attraverso i social media potrebbe aumentare la consapevolezza sul tema, in
particolare nei giovani. Infine, i PFAS non dovrebbero più essere utilizzati e dovrebbero essere smaltiti attraverso metodi più ecologici e sostenibili”. “Si potrebbero proporre questo genere di incontri anche all’interno dei comuni, sia quelli coinvolti direttamente e sia quelli non afflitti da questa problematica, per sensibilizzare più cittadini possibile.
Tutte queste problematiche sono causate da multinazionali e grandi aziende che poco si interessano dell’impatto ambientale provocato da loro stessi. Tanti cittadini vedono queste problematiche come lontane e irrisolvibili non facendo nulla per cambiare la situazione attuale (…) Le istituzioni devono essere sensibilizzate per prevenire la problematica dei pfas, così come anche per prevenire la problematica dei pfas, così come anche altre problematiche che provocano danni all’ambiente, facendo più controlli stringenti” (IIS Mattei di Conselve).
“La cittadinanza attiva è un antidoto contro il degrado ambientale perché quando le persone si impegnano e partecipano attivamente nella tutela dell’ambiente, possono fare la differenza (IIS Concetto Marchesi)
“La lotta contro PFAS e microplastiche è parte della lotta al riscaldamento globale perché nascono dallo stesso modello produttivo basato sui combustibili fossili. Ridurre queste sostanze significa tagliare emissioni, consumo di risorse e inquinamento. Difendere la salute umana vuol dire anche proteggere gli ecosistemi e il clima del Pianeta. Il riscaldamento globale è causato in gran parte dalla produzione di plastiche e sostanze come i pfas quindi la diminuzione della loro produzione contribuirebbe alla lotta contro il riscaldamento (…). Combatterli insieme significa proteggere l’ambiente, la salute delle persone e il futuro del Pianeta. “Purtroppo stiamo vivendo un punto cruciale per il nostro territorio, una problematica che ci riguarda in prima persona e dove l'ignoranza sul tema ne fa da padrona. Informarsi e prenderne almeno coscienza sul tema è la soluzione” (liceo Brocchi Bassano)
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| IIS Martini Castelfranco Veneto Coordinatrice tra i ragazzi 5 /03/ 2026 |
" - Walk a mile in someone’s shoes.""Cammina un miglio nelle scarpe di qualcun altro -
Un detto, un proverbio. Uno come tanti altri. Uno come tanti altri fino a che non capita a te, di trovarti ricoverato in ospedale da due settimane, con la prospettiva, fortunata, di una buona maligna prognosi, rarissima, di un'operazione e di settimane di cure. "Sarebbe importante che tu facessi dei controlli per capire se ciò può essere stato causato da PFAS," è stata la frase che ha terminato quell'ultima conversazione professionalmente rassicurante con il chirurgo.
Causato da PFAS.
Io di PFAS non ne avevo sentito parlare molto, se non a scuola, qualche settimana prima, attraverso gli incontri; forse proprio per questo l'acronimo uscito dalle labbra del medico mi ha fatto riflettere su quanto, fino all'ultima lezione dedicata ad analizzare documenti, queste sostanze cancerogene fossero in qualche modo confinate fra le righe, incastrate tra una lettera e l'altra, tra una percentuale e una statistica, tra un grafico e una serie di paroloni tecnici incomprensibili. E come adesso potrebbero essere una possibilità da verificare dentro il mio corpo. È un atto così umano riflettere su termini e problematiche, preoccuparsene, interessarsene, indagarne a riguardo. Averne paura, con una sola differenza: finché quei problemi non sono nelle tue scarpe, non ti chiedono risposte immediate. Camminare nelle scarpe di qualcun altro, forse, significa proprio questo: scoprire che quello che chiamiamo “contesto”, “informazione”, “educazione civica” è in realtà vita. E che sforzarsi di indossarle, le scarpe altrui, è un grande segno di interesse collettivo, di benessere comunitario. Da qui nasce una responsabilità che non è solo individuale: informarsi, fare controlli, pretendere trasparenza, scegliere con più attenzione cosa consumiamo non riguardano solo chi oggi è in un letto d’ospedale o chi sta combattendo in prima linea la battaglia: riguarda anche chi sta bene, soprattutto chi sta bene. Perché la presa di coscienza non è un atto privato, è un gesto collettivo; è il tentativo di proteggere non solo se stessi, ma uno spazio condiviso, fragile, che attraversa ciascuno di noi. La Costituzione italiana lo afferma con una chiarezza disarmante nell'articolo 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.” Non dice solo diritto, dice anche interesse. Di tutti.
E anche se non possiamo davvero camminare nelle scarpe di ognuno, possiamo comunque scegliere di non trattare come lontano ciò che, in realtà, ci attraversa ogni giorno. Ciò che siamo noi nella nostra collettività” (Licei Tron Zanella Martini) .
Insomma, dalle scuole medie di Arzignano fino ai licei di Schio, all’istituto superiore di Montagnana e di Castelfranco Veneto la voce dei ragazzi è un coro che chiede giustizia. Gli studenti non accettano il silenzio. Elaborano tesine, scrivono articoli, lettere, divulgano video, interrogano le istituzioni e collaborano fianco a fianco con il nostro movimento No PFAS. Quando i ragazzi pretendono acqua pulita, quando supportano la ricerca di filtri più efficienti o quando manifestano per fermare per sempre la produzione di queste sostanze nocive, indicano il loro percorso, ci confermano che un modello di sviluppo economico che avvelena le risorse vitali in nome del profitto non è più tollerabile. Non è semplice didattica: è democrazia vissuta. È la dimostrazione che quando la scuola si apre al territorio, diventa un incubatore di sentinelle ambientali capaci di difendere il diritto alla salute e alla trasparenza.
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| IIS Mattei di Conselve 13 gennaio 2026 I ragazzi esprimono le loro impressioni |
Gli studenti che hanno aderito al PROGETTO (cinque scuole) hanno ben esplicitato i loro percorsi di cittadinanza attiva condotti autonomamente e ci hanno conquistati.
Il rap “Canzone Pfas” (IIS Tron di Schio”) è stata la denuncia allo stato puro del malaffare sui Pfas a scapito dei cittadini (Ne abbiamo parlato già nella prima parte della relazione)
Il video “No Pfas please” con lettera al Presidente della Repubblica (media Bassani di Thiene) è un appello per un’attenzione maggiore della società al delicato tema Pfas Microplastiche con la richiesta del divieto di produzione di prodotti contenenti PFAS.
(…) Egregio Presidente Mattarella,
Sono Daniela Pizzuti, docente di Matematica e Scienze dell’Istituto Comprensivo di Thiene (Vi). Insieme agli alunni della classe II A di codesto Istituto vorremmo presentarLe un video realizzato da noi e con la collaborazione delle prof.sse A. Carta e E. Fondasi, su un problema che ci tocca da vicino: i PFAS e l’importanza di proteggere l’ambiente e la salute delle persone.
(…) Egr. Presidente il video che Le trasmettiamo è parte di un progetto educativo generale, intitolato “ONE HEALTH. Quando la chimica è contro la vita. Cittadinanza attiva per bandire Pfas e Microplastiche” (…)
L’obiettivo di questo progetto è portare informazioni corrette ai giovani, principali vittime degli effetti di queste sostanze chimiche tossiche e, al tempo stesso, bersaglio di una comunicazione spesso approssimativa o a volte inesatta. Da qui la scelta di affiancare alla informazione l’impegno educativo, costruendo un percorso capace di stimolare conoscenza, senso critico e responsabilità civile nei giovani. “Conoscere per capire e agire” è il motto. Il gruppo è formato da medici ISDE (Medici per l’Ambiente), geologi, docenti universitari, ex tecnici ARPAV, esperti territoriali, insegnanti ed attivisti, come la sottoscritta. Un “arcipelago” di competenze che lavora secondo l’approccio One Health, che lega inscindibilmente la salute umana a quella degli ecosistemi e alla responsabilità civile. CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalità, la Salute e l’Ambiente), associazione ecologista e pacifista, di cui la dott.ssa Albiero è portavoce, aiuta nella divulgazione, offrendo spazio nel suo Sito per i lavori delle scuole e attivando canali di comunicazione con Stampa e Social. (…) I report finali delle attività scolastiche, documentate dalla Dott.ssa Albiero, hanno dimostrato come gli studenti acquisiscano conoscenze aggiornate sugli effetti dei PFAS e delle microplastiche, sviluppino coscienza critica, sentendosi parte attiva della comunità. Molti percorsi si sono conclusi con campagne di sensibilizzazione interne alle scuole, attività di monitoraggio ambientale, azioni di comunicazione rivolte al territorio.
Siamo convinti che i giovani, se messi nelle condizioni di conoscere e capire, possano diventare custodi consapevoli del territorio, cittadini capaci di difendere i beni comuni e promotori di un futuro più giusto e sostenibile. Solo così è possibile affrontare la complessità delle crisi ambientali e sociali del nostro tempo”. Nel nostro video chiediamo che venga data un’attenzione maggiore a questo delicato tema e crediamo che sarebbe opportuno vietare i prodotti contenenti PFAS. Inoltre, è necessario che vengano effettuati controlli accurati sulle acque potabili, affinché la concentrazione di PFAS sia pari a zero. Pensiamo infatti che tutti abbiano il diritto di vivere in un ambiente sano e di poter bere acqua sicura.
Gli alunni della classe 2A e noi docenti dell’IC Thiene saremmo molto felici qualora avesse il tempo e il piacere di visionare il lavoro svolto dalla classe.
La ringraziamo per l’affetto più volte dimostrato nei confronti delle giovani generazioni" FIRMATO
Vari prodotti delle tre classi aderenti , indirizzo economico, sociale sono provenuti dal 'vulcanico' liceo Fogazzaro di Vi con chiaro l’obiettivo di sensibilizzare compagni della scuola e cittadinanza sulla questione Pfas: il cartellone a scopo informativo (all'interno della scuola); il volantino (informazione e sensibilizzazione interno ed esterno della scuola); Il sondaggio a scuola (rivolto alle classi del biennio) sulla consapevolezza dei PFAS; il video (informazione e sensibilizzazione e testimonianze). In aggiunta, una assemblea finale di Istituto ad aprile in cui tutti gli alunni delle 3 classi del Progetto PFAS hanno esposto i loro lavori organizzando il laboratorio in aula (Peer education).
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| 30 marzo 2026 Liceo Fogazzaro Gli studenti preserntano le loro pratiche di cittadinanza attiva |
Lezioni tra pari anche all’IIS Sartori di Lonigo, con l’apporto di due docenti nell’anno di formazione che hanno scelto la tematica Pfas come tesina finale.
La presentazione dell’argomento è stata trattata, per così dire, su 2 fronti: la presenza dei PFAS negli alimenti e gli effetti dei PFAS sulla salute umana. Gli studenti delle classi, che hanno creato queste presentazioni, hanno incontrato studenti del biennio (5 classi seconde per un totale di 104 alunni) presentando i loro lavori. Al termine hanno somministrato un quiz (formato Kahoot) per raccogliere le competenze sviluppate durante il progetto: PFAS e salute, (questionario 81% risposte corrette) - PFAS e alimenti (questionario 53% risposte corrette) e un modulo google (per controllare le conoscenze prima e dopo l’intervento dei ragazzi) ricevendo risultati lusinghieri.
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| 10 aprile 2026 IIS Sartori Lonigo Conclusione I ragazzi illustrano il loro lavoro |
La metodologia didattica in cui gli studenti condividono conoscenze ed esperienze con i propri coetanei è stata applicata, ancora, nella scuola media Zanella (1IC Arzignano), regalandoci, qui, la possibilità, come gruppo operativo Zero Pfas, di assistere in presenza alle performance degli studenti delle terze aderenti al progetto con gli alunni delle prime (più di un centinaio), ai loro giochi e quiz nonché da parte mia di intervenire stabilendo un dialogo con i piccoli. Successivamente, con le sole classi terze, abbiamo, insieme, valutato l’efficacia del loro pratica di cittadinanza attiva, visibilmente commossi, per l’affettuoso omaggio pubblico al dott. Giovanni Fazio, ricordato nelle slide con la 'sua' associazione ecologista CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalità, la Salute e l’Ambiente).
Qualcosa di ‘magico ‘ deve essere successo se, attraverso facebook, una signora, dichiaratasi zia di un bambino di prima media, mi ha scritto, ringraziandomi per il lavoro portato a scuola, riferito, con entusiasmo dal nipote di prima e se altri Adulti sono intervenuti per esprimere apprezzamenti; se in una email inviatami, una ragazzina di prima, Noemi si è presentata solo per raccontarmi che avrebbe voluto avvicinarsi a me e chiedermi ancora informazioni sui Pfas senza però trovare il coraggio. Piccoli segnali.
Progetto e sensibilizzazione per molte classi dei Licei Ton, Zanella, Martini (Schio), nuovo istituto, rivelazione sul metodo seguito per dare esecuzione al suo autonomo percorso (comprese lezioni di legalità).
Per quanto riguarda il Progetto le 4 classi coinvolte si sono divise in gruppi di lavoro/ approfondimento, realizzando un prodotto valutato come percorso alternanza scuola-lavoro, a maggio. Oltre alla valutazione dei lavori, hanno organizzato un evento conclusivo, dove le classi si confrontano sugli elaborati.
Prima classe - Chimica e diffusione dei PFAS Cosa cercare: - cosa sono i PFAS (struttura chimica) - perché sono forever chemicals- principali utilizzi industriali- vie di diffusione (acqua, aria, suolo) - approfondimenti su PFOS e PFOA- caso Veneto/ casi internazionali. Prodotto: poster scientifico/video/ podcast/infografica (da decidere con i gruppi /classe)
Seconda classe - PFAS e salute Cosa cercare: - come entrano nel nostro corpo- bioaccumulo- effetti sul sistema endocrino, fegato, fertilità e sviluppo infantile- studi epidemiologici. Prodotto:poster/scientifico/ video/podcast/infografica (da decidere con i gruppi/classe)
Terza classe - Microplastiche: origine e ambiente Cosa cercare:- cosa sono le micro e nano plastiche- fonti principali come cosmetici, abbigliamento, imballaggi- diffusione in mare, aria e suolo- effetti sugli ecosistemi Prodotto: poster scientifico/video/podcast/infografica (da decidere con i gruppi/classe)
Quarta classe - Microplastiche, uomo e soluzioni Cosa cercare:- microplastiche nel corpo umano- effetti potenziali sulla salute- metodi di analisi (filtrazione, spettroscopia)- soluzioni legislative, tecnologiche, comportamenti individuali Prodotto: poster scientifico/video/podcast/infografica.
Per la condivisione (ragazzi genitori cittadini) i prodotti sono pubblicati nel sito scuola. A settembre si penserà come poterli divulgare coinvolgendo le medie del territorio.
Il confronto intergenerazionale è stata la caratteristica dei Progetti. Gli studenti hanno dialogato (anche in diversi istituti caratterizzati da percorso di sola sensibilizzazione) con volontari del Movimento, quelli, diciamo noi, che non si arrendono, concordando insieme il significato della parola “attivista”.

Da Anna Maria Panarotto che ha raccontato il suo cammino di mamma no Pfas, a Elisabetta Donadello che ha posto l’accento sula diversità tra essere cittadini attivi o passivi, a Francesco Miazzi che ha elencato le sue battaglie continue nel territorio dove vive, a Monica Buson che si è presentata con lo slogan “Non sono né un pessimista né un ottimista. Sono un attivista “di Jean Pascal Tricoire.
Alessia Mambrin ha confidato la ragione del suo entrare nell’attivismo di Greenpeace, Valeria Bolla, aderendo a Italia Nostra, ha trovato la possibilità di difendere il patrimonio storico, artistico e naturale del Paese. Il motto è stato: “Conoscere Difendere Tutelare”.
Domenico Callipo ha spiegato come nel passaggio dalla sua terra natia del sud a un comune del Veneto abbia trovato nell’associazione CiLLSA una casa comune dove poter difendere i diritti suoi di cittadino e quelli della collettività. Ha perorato, in memoria del dott. Fazio, ogni forma di prevenzione possibile, per fare in modo che non si ripetano più disastri ambientali che vanno ad impattare, purtroppo, sulla salute degli ignari cittadini. E sugli alimenti ha sostenuto la necessità di informarsi sull’origine dei cibi e delle bevande che vengono acquistati. "Uno degli obiettivi, fortemente voluti dal dottor Fazio - ha ricordato- è stato quello di chiedere l’emissione di un bollino oppure di una certificazione che attestasse l’assenza dei PFAS ab origine, proprio per poter consentire alle persone di effettuare delle scelte consapevoli, in campo alimentare”.
E poi c’è stata Anna Trevisan con il suo “cambio di sguardo”. Per i sensi, afferma, ciò che non si percepisce semplicemente non esiste. Come si fa infatti a percepire ciò che è inodore, incolore, insapore? Eppure i PFAS esistono, inodori insapori e incolori, proprio come l'aria e l'acqua che contaminano. Ricorda “Prima di conoscere l'esistenza di questi inquinanti, guardando la terra che abito vedevo semplicemente la superficie: bellissime colline, vigneti, prati, campi, montagne. Oggi, in quegli stessi luoghi, vedo terreni che assorbono percolato tossico, acque e ruscelli inquinati, coltivazioni a rischio. C'è un prima e c'è un dopo PFAS. Il mio sguardo è cambiato: ha imparato a vedere sotto la superficie, ha imparato a vedere l'invisibile”. Coinvolgente: si potrebbe aggiungere che mentre il cittadino comune si adatta alle norme sociali, l'attivista le analizza criticamente, individuando le disuguaglianze e agendo per scardinare lo status quo. Si tratta di una vera e propria prospettiva civica. Tale concetto è stato ripreso da Alberto Peruffo, sostenendo l’opportunità che ha l’attivista di poter aiutare gli altri, più fragili, meno consapevoli, regalando la sua forza, la sua passione, la sua convinzione.
È, in altre parole, l’attivismo legato al concetto di diritto, quello che mette la propria forza morale a servizio di chi ne ha bisogno, un atto di solidarietà civile. Mettere la propria "forza morale" a servizio degli altri significa trasformare l'indignazione in azione concreta per proteggere chi non ha voce o potere. È agire come intermediari per far valere i diritti di minoranze o gruppi vulnerabili davanti alle istituzioni. È sfidare norme ritenute ingiuste per sollevare un dibattito etico e spingere verso un cambiamento legislativo. E’ fornire gli strumenti (conoscenza delle leggi, supporto psicologico) affinché le persone possano difendersi da sole. È portare alla luce abusi che avvengono nel silenzio, rendendo collettiva una sofferenza individuale. È un terreno di lotta dove la coerenza morale del singolo diventa il motore del progresso sociale.
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| A.S.2025 26 IIS Tron di Schio Conclusioni "Il cambio di perospettiva dell'attivista" |
Da Giampaolo Zanni, venuto a conoscenza della questione Pfas, il dovere come organizzazione sindacale di dover proteggere le categorie lavorative esposte a rischio a rischio. Infine, parlando di linguaggio, di comunicazione, Laura Fazzini giornalista indipendente con la sua citazione "Se informi bene tuteli tutti" (Angelo Pangrazio) utilizzata da lei nell'ambito del giornalismo ambientale ha sottolineato la responsabilità e l'importanza di comunicare in modo corretto e approfondito per proteggere la salute pubblica e il territorio. Sulla giornata vissuta con i ragazzi ha raccontato: “Gli elaborati dei ragazzi, quiz con domande sui pfas e interviste video ad alcune vittime ambientali, hanno fatto emergere un punto, per me una ferita. Non se ne parla ancora abbastanza, non se ne parla ancora per bene. Come fare allora per arrivare a tutti, soprattutto arrivare ai giovani che hanno in mano il futuro del nostro pianeta? L’ho chiesto a loro, ai ragazzi delle classi presenti nell’aula magna. Ho ricevuto due risposte, diverse e bellissime.La prima è chiara, i ragazzi non leggono articoli lunghi e tecnici. Preferiscono testi brevi, con semplici parole ma soprattutto imparano guardando video, corti. È vero, ormai il giornalismo deve vivere di immagini, più che di parole. Ma per produrre immagini deve andare lì dove la storia nasce e cresce. I ragazzi del Fogazzaro però non sono andati a vedere dov’era Miteni, la fonte più importante dell’inquinamento da Pfas e non hanno sentito la necessità di andare a vedere i territori inquinati. Come mai? Questa prima risposta ha aperto un primo confronto, necessario. Come giornalista la prima azione che faccio è la visita del territorio che devo raccontare, come se stare in mezzo all’ambiente potesse ispirarmi, darmi l’energia giusta per capire meglio cosa scrivere. Però io scrivo un articolo che in pochi leggono, soprattutto non lo leggono i ragazzi. Questi ultimi quando vogliono informare i coetanei producono video con tante visualizzazioni ma non vanno nei lunghi protagonisti, non producono direttamente loro e si affidano a Internet. Il risultato della prima risposta è stato un’assunzione di responsabilità da entrambe le parti. Come giornalista starò più attenta a come arrivare ai giovani, e loro cercheranno di vivere di più il loro territorio. La mia seconda domanda era ben diversa dalla prima. Come prendete in mano il vostro futuro, da cui dipende il nostro pianeta? Il risultato è una contro domanda chiara e difficile, soprattutto per me. Perché devono essere i giovani a migliorare il futuro, perché devono vivere con il peso di una cattiva gestione precedente?Spesso i miei articoli descrivono le azioni commesse dagli inquinatori, le scelte politiche che hanno aumentato il rischio, per l’ambiente e la popolazione, di subire una contaminazione perenne. Difficilmente indico al mio lettore delle vie di uscita, degli stimoli per chiedere di cambiare le cose, dele strade che conducano ad un miglioramento. Questo mio stile, di pura inchiesta, porta un carico inaspettato però, del quale non mi ero accorta e non sentivo. La contro domanda dei ragazzi mi ha illuminata: Io descrivo solo il negativo della storia, togliendo la fiducia verso le istituzioni, indicando solo il fattore distruttivo delle scelte personali e gestionali di chi commette un reato ambientale. Questo negativo pesa, a chi legge e a chi mi ascolta. Un ragazzo in particolare è stato chiaro: non vuole essere lui a rimettere a posto una situazione che abbiamo sempre raccontato ma di cui non abbiamo indicato i possibili risvolti positivi. Cristallino, sincero e utile. Come sempre sono i ragazzi”. Nicolò Filippi antropologo ha introdotto il discorso di “naturalizzazione” di quel processo ideologico e culturale attraverso il quale fenomeni sociali, storici o culturali vengono percepiti come "naturali", innati o immutabili. Ci abituano a pensare che ingiustizia sociale, scelte antidemocratiche, soprusi da parte dei potenti, siano inscritte nella nostra società e, perciò, inevitabili… “Di fronte a questo pericolo per il nostro ambiente e i nostri corpi, similmente a quanto accade per gli effetti del cambiamento climatico, le persone possono avere reazioni molto diverse. A volte prevale il cinismo, quando le persone di fronte all’ennesima ingiustizia scelgono di voltarsi dall’altra parte, preferendo non sapere, o — come fanno alcuni tecnici — descrivendo l’ingiustizia come un problema tecnico (“non ci sono le tecnologie adatte”, “non ci sono le leggi che regolano il monitoraggio”, “non abbiamo disposizioni in merito”) o un fatto statistico così diffuso da sembrare impossibile da risolvere (“i PFAS sono ovunque, non escono solo dal camino”)". Come agire? Si chiede e chiede ai ragazzi. Ha offerto le sue soluzioni, su tre legami “Legame tecnico: chi di voi rivestirà un ruolo nel settore chimico avrà — che sia scritto su un contratto di lavoro o meno — la responsabilità in quanto cittadino di vigilare sulla diffusione di sostanze chimiche potenzialmente dannose per la comunità; Legame ideologico: l’idea della crescita ad ogni costo e del profitto al primo posto guidano le scelte di molte aziende, piccole e grandi, sempre a scapito di qualcuno — il fine per loro giustifica i mezzi. Siate consapevoli delle ingiustizie a cui prendete parte (o di cui siete vittima) acquistando determinati prodotti pubblicizzati in modo altisonante. Legame culturale: discriminazioni e ingiustizia sociale vengono facilmente occultati utilizzando parole eccessivamente tecniche, statistiche di difficile comprensione, o frasi accattivanti. Imparate a “smontare” il linguaggio e a chiedervi cosa significa veramente ciò che vi viene raccontato. Usate il linguaggio in maniera creativa e chiedetevi sempre come farvi capire dagli altri…”
Nelle scuole serali, ci sono stati spunti preziosi dati dai docenti per riuscire a dialogare con gli studenti. La prof.ssa Zermian, esempio ha introdotto la dinamica dell’incontro con una serie di domande: “Se scoprissi che la tua acqua è inquinata, come reagiresti? Perché l'acqua è fondamentale per tutti noi? Pensi che il nostro territorio sia inquinato? Perché? Cosa ti viene in mente quando senti la parola inquinamento? L'inquinamento ha delle conseguenze sulla nostra salute?”
In altre scuole che avevano solo la sensibilizzazione i ri prof.ri referenti PFAS hanno proseguito con approfondimenti e\o pratiche che ci hanno regalato ai nostri incontro o successivamente (Istituto Farina, IC 6 di Vicenza, IIS Martini Castelfranco, IIS J da Montagnana, IIS Parolini Bassano, IIS Rossi serale)
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| A.s. 2025 26 Liceo Brocchi di Bassano |
Interessante, spendibile in altre scuole, il progetto di sostenibilità di Istituto, coordinato dal prof. A. Pegoraro “Progetto riduzione IMpronta Ecologica” (P.R.IM.E.) condotto al di fuori del nostro percorso, all’IIS J. Da Montagnana. Per noi del Gruppo educativo, trattasi di un’altra perla di attivismo da far conoscere. Il progetto ha le seguenti finalità: a) pedagogiche, nei confronti degli studenti ; b) ambientali, nei confronti delle famiglie e di tutta la società; c) di valutazione della sostenibilità ambientale (ISO 14001) e di riduzione degli oneri economici, nei confronti dell’Istituto Scolastico.
Matrici coinvolte: monitoraggio e riduzione dei consumi idrici individuali e collettivi; monitoraggio e riduzione dei consumi energetici individuali e collettivi (illuminazione degli edifici, riscaldamento degli edifici, FEM per apparecchiature varie) in sinergia con il ruolo dell’energy manager; monitoraggio e riduzione dei consumi energetici individuali (in relazione alla mobilità casa-scuola) in sinergia con il ruolo del mobility manager; monitoraggio e riduzione dei consumi di materie prime (carta da ufficio); monitoraggio e riduzione della produzione RSU (organico, carta, vetro, metalli, plastica, indifferenziato, RUP, altro: toner, ecc) in coerenza con quanto previsto dall’art. 4 della direttiva 2008/98/CE. Ad oggi, ci ha raccontato il prof. Andrea nostro referente Pfas, “stiamo lavorando sull'ottimizzazione della raccolta differenziata tramite sensibilizzazione degli utenti con incontri di formazione e miglioramento del numero e diffusione dei punti di raccolta nonché miglioramento della loro grafica”
Gli studenti di quinta dell’ITIS De Pretto Schio, in tema di attivismo extrascolastico, hanno concluso il loro percorso triennale sui Pfas relazionato ai compagni del liceo Galileo Galilei (PD) sul loro progetto, le motivazioni che li hanno spinti e il passaggio di testimone ad altre classi.
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| Luca (itis de Pretto) , a destra, relatore a Padova per le scuole Zero Pfas |
A me, il compito di introdurre il dialogo intergenerazionale (studenti ed attivisti del movimento no pfas), poi, di unire domande e risposte, provocazioni, dubbi, pratiche, facendo leva sulla creatività degli allievi, sulla loro spontaneità, iniettando dosi di fiducia, di passione, nuovi spunti di azione e responsabilità.
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| A.s. 2025 26 Istituto Farina VI |
Naturalmente, abbiamo anche chiesto il parere degli studenti (in forma anonima sul nostro operato). Teniamo conto dei loro pareri sul nostro modo di rapportarci: hanno riconosciuto in noi serietà, dedizione, professionalità.“Ringraziamo sentitamente gli esperti per la loro presenza e per la disponibilità ad aiutarci a comprendere meglio il tema dei PFAS, una questione complessa ma di enorme rilevanza per la nostra salute e per l’ambiente che ci circonda. L’a attività di informazione e sensibilizzazione, rappresenta un contributo fondamentale per aumentare la consapevolezza e la conoscenza riguardo un tema così rilevante e vicino alla nostra realtà. (…) L’intervento ci offrirà strumenti utili per riflettere in modo critico e responsabile sul nostro presente e, soprattutto, sulle nostre scelte future” (IIS Tron Schio).
(Alla scrivente)”…Ti ringraziamo davvero moltissimo per l'enorme pazienza che dimostri sempre nei nostri confronti. Ahimè gli impegni scolastici sono tantissimi e ogni anno si aggiungono sfide più complesse. Ti ringraziamo anche per tutta la passione e la dedizione che ci trasmetti ogni volta, insieme al tuo staff. Ringraziamo medici, esperti e attivisti che si sono resi disponibili e che hanno condiviso con noi esperienze e informazioni forti e importantissime sia per noi sia per i nostri ragazzi, i quali, ogni anno collaborano, studiano e scoprono la loro realtà. Grazie per tutto” (liceo Fogazzaro VI).
(A CiLLSA) “io penso che senza l’associazione CiLLSA sarebbe molto difficile vivere” “Grazie. Loro si sono accorti di cose che noi non sapevamo e quindi ci hanno protetti, preoccupati per la nostra salute” “La parte che ho trovato interessante è quella dove ci hanno spiegato cosa succede se continui a d assumere Pfas. Trovo che l’associazione CiLLSA sia stata molto brava a segnalare queste cose e a fare tutti i controlli “E’ stato molto bello ascoltare i nostri compagni più grandi” (studenti prima media Zanella di Arzignano, in assemblea tenuta dai loro compagni di terza ).
Prendiamo atto delle criticità sollevate (alcuni istituti provincia di Padova e ITSET Martini di Castelfranco) riconducibili alla necessità di avere più interazioni e più spazio per ricevere risposte alle loro domande, esemplificazioni concrete, utilizzando un linguaggio meno tecnico. Ci difendiamo con Il tempo limitato a disposizione nelle scuole, nostro nemico, ma riconosciamo le loro richieste legittime.
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| A.s. 2025 26 IIS J.Da Montagnana |
Un’ultima riflessione condivisa finora con Titta il mio compagno di vita e di impegno. Spesso i mass media e i social descrivono i ragazzi come una generazione distratta, incollata agli schermi, isolata nel proprio mondo. Ma la verità è un’altra, ed è straordinaria: quando questi ragazzi decidono di scendere in campo, diventano la forza più pulita, potente e travolgente della nostra società. La cittadinanza attiva non è un elenco di doveri. È un fuoco. È quel brivido che provano quando i ragazzi dicono "no, questa ingiustizia non mi sta bene", "no, questo problema merita più attenzione”.
I giovani non aspettano il futuro: lo stanno già costruendo. Quando si rimboccano le maniche per ripulire un quartiere, quando dedicano il loro tempo a chi soffre, o quando fanno sentire la loro voce per difendere il pianeta, ci stanno dando una lezione immensa. Ci stanno dimostrando che l'indifferenza si può sconfiggere. Ci stanno insegnando l’empatia, quella vera, che non si ferma alle parole ma si sporca le mani di terra, di vernice, di fatica, di azioni.
A noi spetta il compito più delicato: non spegnere questo fuoco. Dobbiamo smettere di trattarli come ospiti del domani e iniziare a riconoscerli come i custodi dell'oggi. Dobbiamo dare loro spazio, ascolto e, soprattutto, fiducia. Un ragazzo che scopre la bellezza di essere utile alla propria comunità è un cittadino che non si volterà mai più dall'altra parte.
E noi sosteniamo la loro passione perché nella loro energia non c'è solo il futuro di domani, ma c'è l'unica, vera speranza del nostro presente.
Il ricordo di ciò che ripeteva il nostro dott. Fazio sui giovani ci accompagna e ci guida “I nostri ragazzi, se messi nelle condizioni di conoscere e capire, possano diventare custodi consapevoli del territorio, cittadini capaci di difendere i beni comuni e promotori di un futuro più giusto e sostenibile”.
È quel che abbiamo cercato di fare anche quest'anno scolastico.
Donata Albiero
ALLEGATI
PROGETTI E PRATICHE CON CONFRONTO FINALE
Media Bassani Thiene VI Progetto
https://drive.google.com/drive/folders/17lLF_ufisVUPCk3uv1OoBvxZbTbxcU1b?usp=drive_link
Liceo Fogazzaro VI Progetto
https://drive.google.com/drive/folders/1urRmrbzQfF8UiV36Ivu830Cnyin0nywp?usp=drive_link
Licei TRON ZANELLA MARTINI Schio VI Progetto
https://drive.google.com/drive/folders/1emzQQ8d8DAsqLDPC2BQAh_t6-ObB3OAx?usp=drive_link
IIS Sartori Lonigo VI Progetto
https://drive.google.com/drive/folders/17BtO_8jJ1rfWvQuh5ScQQxEHw3OiP31X?usp=drive_link
Media Zanella Arzignano VI Progetto
https://drive.google.com/drive/folders/1vcDlZgrXcAK8On-nII8nGkBHU0fmka7n?usp=drive_link
SENSIBILIZZAZIONI E RIFLESSIONI (PRATICHE)
ROSSI VI serale
https://drive.google.com/drive/folders/1T0jcGmjjxdf-awoUj8w6IppvIZvC-0xj?usp=drive_link
IIS Parolini Bassano VI
https://drive.google.com/drive/folders/1-8FFZ0BycNCVbaHeMDdOC6g_YiEwxakW?usp=drive_link
Media Muttoni VI
https://drive.google.com/drive/folders/1fgEH9CV2zYJ-EXm0ngC6quRUnSZ55eaF?usp=drive_link
ITSET Martini Castelfranco TV
https://drive.google.com/drive/folders/14m1QBmli_WzLRb2sBS2s6fkEZsoN5pOP?usp=drive_link
Omnicomprensivo paritario (secondarie
secondo grado) Farina VI
https://drive.google.com/drive/folders/18oJW3c4ZAPwVSwgLkyqyt0gHqgCq-7dQ?usp=drive_link
RELAZIONE FINALE ATTIVITA' NELLE SCUOLE - Prima Parte
https://donataalbiero.blogspot.com/2026/05/pfas-bilancio-finale-in-diciannove.html )
Nota
Nel sito di CiLLSA ci sono due pagine specifche che si occupano di Pfas ( manuale di sopravvivenza ) e del Gruppo educativo Zero Pfas (memoria storica delle scuole )