ITINERARIO EDUCATIVO NELLE SCUOLE SU QUESTIONE PFAS AL NONO ANNO
CONSECUTIVO
(intervento su scuola convegno 19 settembre 2026)
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CONVEGNO DEL 19 SETTEMBRE 2026 Alberto peruffo e Donata Albiero |
Buongiorno a tutte e a tutti. Parlare di scuola, oggi, all'Ecofesta di Arzignano, nel convegno della
Rete Zero Pfas Italia in questo momento dedicato alla memoria del dottor
Giovanni "Titta" Fazio, tocca corde profondissime per me e per il
nostro gruppo educativo. Per noi Titta è stato un compagno di viaggio, con cui
abbiamo condiviso i corridoi delle scuole, le aule, gli sguardi dei ragazzi, le loro riflessioni .
Portiamo nelle scuole, quest’anno, un percorso educativo per il nono anno consecutivo. Sono stati finora otto anni di resistenza educativa e pedagogica. E
fino ad agosto 2025 Titta era lì con noi, con la sua passione contagiosa, la
sua capacità di parlare ai giovani spiegando che difendere l'acqua e la salute
era un dovere civile.
In questi otto anni alle nostre spalle, abbiamo già incontrato 14.000
persone (12.000 gli studenti)
Quattordicimila coscienze che abbiamo
risvegliato, una per una, classe per classe, portando la verità dove si voleva
stendere il velo del silenzio.
Il cammino non si ferma. Anzi, si
rilancia.
Il nostro “Itinerario educativo per le scuole secondarie del Veneto”
si evolve e si intitola: “PLANETARY HEALTH. Contaminanti emergenti PFAS e
Microplastiche: violenza ambientale, violenza sociale e cittadinanza attiva”.
Fino all'anno scorso, abbiamo basato il nostro approccio sul concetto di One
Health, focalizzandoci sul legame indissolubile tra salute umana, animale e
ambientale. Oggi, di fronte
all'aggravarsi della crisi ecologica, esplicitamente abbracciamo la prospettiva
Planetary Health. Mettiamo al centro la salute dei sistemi politici, economici e sociali che
determinano il futuro della vita stessa sulla Terra. Non può esistere salute
umana in un pianeta malato e saccheggiato. Lo faremo unendo due dei più grandi e insidiosi simboli del modello
antropocentrico attuale: i PFAS e le microplastiche. Due contaminanti
emergenti, persistenti e pervasivi, invisibili a occhio nudo ma onnipresenti
nei nostri fiumi, nei nostri tessuti e nel sangue delle nostre comunità.
Parleremo di violenza ambientale.
Perché l'avvelenamento dell'acqua da PFAS e l'invasione delle microplastiche
sono atti di violenza deliberata contro gli ecosistemi. E dimostreremo loro
come questa si traduca immediatamente in violenza sociale. È violenza sociale quando si nega il diritto alla salute e
all'informazione. È violenza sociale quando i giovani di un territorio devono
crescere con la consapevolezza di avere i propri corpi bio-accumulati da
sostanze tossiche per il profitto di pochi. Questa è un'ingiustizia
generazionale che le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori devono saper
decodificare per potersi difendere.
Sappiamo bene cosa provano gli adolescenti: il rischio dell'eco-ansia e
della rassegnazione è altissimo. Ma la nostra pedagogia non vuole generare impotenza. Vuole generare
riscatto.
Forniremo agli studenti gli strumenti scientifici e critici per
decodificare il presente. Nei laboratori di questo anno scolastico, i ragazzi analizzeranno i dati,
mapperanno le ferite e le risorse della propria terra, studieranno le
alternative alla plastica e ai sistemi industriali inquinanti.
Il percorso trasforma le classi in laboratori permanenti di cittadinanza
attiva. Titta, quando si rivolgeva agli studenti, ripeteva sempre che
potevano essere le sentinelle del loro territorio. Questa frase è diventata il cuore pulsante del nostro metodo. Insegniamo ai
ragazzi a fare proprio quell'invito: a non essere spettatori passivi della
violenza ambientale, ma sentinelle vigili, cittadini sovrani che pretendono
bonifiche, che esigono leggi a zero PFAS, che praticano stili di vita
alternativi e che sanno fare le domande giuste a chi governa.
Le 14.000 persone incontrate finora sono la prova che la conoscenza crea
comunità, e la comunità crea cambiamento. E offriamo ai ragazzi che vogliono avere strumenti in mano per reagire, qui e ora, anche la seconda edizione di “Pfas manuale di sopravvivenza quotidiana" con i contributi di Dario Zampieri, Vincenzo Cordiano, Claudia Marcolungo.
Grazie a CiLLSA che da anni ci aiuta nell’organizzazione, nella raccolta di documenti, nella pubblicizzazione e inserimento lavori scuole in pagine dedicate del sito (www.cillsa.it) e che, per l’Ecofesta, a proprie spese, ha stampato 30 copie del manuale per le scuole della vallata (il manuale è scaricabile on line dal sito della associazione ) abbiamo la possibilità di interloquire con comuni della vallata e con quello di Vicenza per il PTOF.
Una precisazione è d'obbligo. Noi siamo nati, come Gruppo Educativo, dal mandato datoci dal movimento No Pfas del Veneto nel 2018 e abbiamo sempre rispettato le consegne. Ma è il Gruppo educativo (composto dagli esperti) che decide l ‘aggiornamento dell’itinerario, sentite le esigenze delle scuole, le reazioni di docenti e studenti, le necessità della società civile, gli sviluppi scientifici, le osservazioni compiute dai relatori stessi durante il percorso di formazione. Gli obiettivi generali sono condivisi. La rete Zero Pfas non decide , però, i contenuti, né l'organizzazione del percorso , nè la metodologia. Viene costantemente informata, chiamata a pronunciarsi sul 'percorso' e sul proseguimento se interessata (a.s. 2026 2027, adesione 16 loghi in rappresentanza di associazioni comitati gruppi del vasto mondo no pfas, dopo essere stati interpellati dalla sottoscritta, ad uno ad uno, chiarendo gli obiettivi del percorso.
Concludo
Dal palco di Arzignano, nel cuore
del territorio che più ha lottato e sofferto, lanciamo un appello a tutta la
Rete Zero PFAS, ai comitati, ai genitori, agli insegnanti: sostenete questo
itinerario educativo, siate al nostro fianco nelle scuole di ogni provincia
veneta.
L'ecologismo dei fatti si radica sui banchi di scuola. Portare la Planetary
Health tra i giovani è la nostra risposta alla violenza ambientale, alla
violenza sociale ed è il modo efficace che conosciamo per generare cittadinanza
attiva
Titta, diceva sempre “L’importante non è vincere ma convincere “
E allora anche quest'anno la campanella suonerà ancora. Le sue idee,
la sua forza e il suo rigore cammineranno con noi nelle prossime migliaia di
studenti che incontreremo.
La rete della vita non si spezza.
Grazie a tutte e a tutti.
Donata Albiero