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lunedì 17 settembre 2012

SIAMO CIO' CHE FACCIAMO

FATTI... NON PAROLE    


La bambina  che zittì il  mondo  per  sei minuti
I giovani possono insegnare agli adulti 

 All'età di 9 anni, Cullis-Seven,  mentre frequentava la scuola elementare di Lord Tennyson, fondò l'Environmental Children's Organization (ECO), un gruppo di bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le problematiche ambientali. 

EDUCAZIONE AMBIENTALE NELLA SMS GIURIOLO DI ARZIGNANO 


Nel 1992, all'età di 12 anni, Cullis-Suzuki raccolse fondi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro.  Con i membri del gruppo Michelle Quigg, Vanessa Suttie e Morgan Geisler, la Cullis-Suzuki con un discorso appassionato presenta le questioni ambientali dal punto di vista dei giovani, è stata poi applaudita dai delegati.

 Il video è diventato una sorta di messaggio virale, popolarmente conosciuto come "La ragazzina che zittì il mondo per 6 minuti", un fortissimo atto di accusa ed un monito per tutti noi, al nostro disimpegno e  indifferenza, mentre restiamo a guardare che il pianeta muore e nessuno fa niente per cambiarlo.

Sono passati 20 anni da allora, anno1992; il discorso di quella bambina dovrebbe essere ripetuto ogni giorno ai governanti, agli esperti, agli economisti, ai politici, ai cittadini responsabili, perché non si dimentichino le loro responsabilità.

Il  video fortemente educativo  è da diffondere  nelle scuole per farlo ascoltare ai nostri giovani, con l’obiettivo di smuovere le coscienze di tutti.
Ecco, indimenticabile, la sua accusa:
 “Buonasera, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children Organization). Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte, Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me.
 
 Abbiamo raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire.

Concorso interno alla media Giuriolo di Arzignano  a.s. 2010/11-
 Raccolta differenziata a scuola  
Venendo a parlare qui non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato azionario.
Sono a qui a parlare a nome delle generazioni future.
Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate.
Sono qui a parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perché non hanno più alcun posto dove andare.
Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono de buchi nell’ozono, ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene.
Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori.

E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre.
 Nella mia vita mia ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo.  Quando avevate la mia età, vi preoccupavate forse di queste cose? Tutto ciò sta accadendo sotto i nostri occhi e ciò nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni. Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chiedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi.
Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto.
Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo.
Qui potete esser presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii e tutti voi siete anche figli.
Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone, per la verità, una famiglia di 30 milioni di specie. E nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà.
Sono solo una bambina ma so e dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo che ha un solo scopo. La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo ciò che sento.
Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non condividono con i bisognosi.

Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura di condividere, abbiamo paura di dare via un po’ della nostra ricchezza. In Canada, viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, cibo, case abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni.
La lista potrebbe andare avanti per due giorni.
Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati, mentre trascorrevamo un po' di tempo con i bambini di strada.
Questo è ciò che ci ha detto un bambino di strada: “Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore ed affetto”.
Se un bimbo di strada che non ha nulla è disponibile a condividere, perché noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi?
Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un paese o in un altro fa ancora una così grande differenza; che potrei essere un bambino in una favela di Rio, o un bambino che muore di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio-oriente o un mendicante in India.
Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali, terminare la povertà e per siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe questa terra!
A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari. Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?  Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perché le state facendo?
Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere.
I genitori dovrebbero poter consolare i loro figli dicendo: “Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio”.
Ma non credo che voi possiate dirci più queste cose.
Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? Mio padre dice sempre siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo.
Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte.
 Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole.”

E’ cambiato qualcosa da allora ?

La risposta la dà una altra ragazzina in una lettera pubblicata da The best advice nel 2011.
“… Nel 1992, una dodicenne zittì per sei minuti il mondo mostrandogli solo la verità che fino ad allora si poteva cambiare. Quella ragazza era Severn Suzuki.
Ora dopo 19 anni vi chiedo pochi minuti del vostro tempo per aprire gli occhi.
… Se non potere far tornare indietro il tempo e ridarci quello che avete preso vorrei che l’umanità si accontentasse di ciò che ha già.
Potete essere di diverse razze, potete essere ricchi o poveri, potete essere istruiti o meno, potete essere re o mendicanti ma siete tutti umani.  Siete tutti figli e genitori. Siete figli di chi ha vissuto per regalarvi il mondo siete genitori di chi verrà dopo di voi, ed è questo che ci volete lasciare?  Volete che le vostre colpe ricadano su di noi?  Guardate i vostri figli, nipoti, cugini, fratelli, siete sicuri che è questo che volete per loro?
Io sono solo una ragazzina ma so che non è questo il mondo in cui voglio vivere.

  Un mondo in cui si fa la guerra per la pace.
 Un mondo in cui il colore della pelle resta ancora più importante di quello degli occhi.
Un mondo in cui ci sono mille religioni ma nessuna viene praticata per bene.
Un mondo in cui chi è ricco non è abile a dare... 
Io sono solo una ragazzina ma so che questo è sbagliato.
Tu stai decidendo in quale mondo io devo vivere. 


Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo di fare.   

Riflettiamo come adulti:genitori, docenti, cittadini.
Siamo responsabili, anche nelle scelte locali. 
Dibattiamo, interveniamo, decidiamo insieme  quali sono le priorità per un mondo ‘vivibile’ da offrire ai nostri figli, ai nostri allievi, ai nostri ragazzi.   

Ognuno può , nel  suo piccolo, quotidianamente.
http://donataalbiero.blogspot.it/2012/09/a-muso-duro.html



Donata Albiero             

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