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giovedì 16 agosto 2012

PERCHE' IL PROGETTO SUI DIRITTI UMANI A SCUOLA


                   
                                                                                    
                  














        
Negli ultimi decenni, l’aumento della violenza, del razzismo, dell’estremismo, della xenophobia, della discriminazione e dell’intolleranza pone la nostra società di fronte a serie sfide.

L’educazione viene sempre più considerata come un baluardo contro tali fenomeni e contro le violazioni dei diritti umani che ne derivano, nonché come un importante contributo alla coesione sociale, alla giustizia sociale e alla pace. 
Per questo la scuola ha un ruolo decisivo, per rendere consapevoli gli studenti di essere titolari di diritti che spettano ad ogni uomo in qualità di essere umano, quindi  a tutti gli uomini del mondo, senza distinzione di razza lingua religione, cultura e da qualsiasi altra possibile limitazione.
Bisogna insegnare e imparare i diritti umani, per potersi opporre ad ogni forma di violenza e di discriminazione.
Io credo che ci possa aiutare nel compito educativo la memoria storica.

Voglio dire che ad esempio ricordare Mauthausen e Auschwitz significa commemorare la Shoah, i forni crematori, la pianificazione di uno sterminio di massa in nome di una folle ideologia, della persecuzione di chiunque era considerato diverso per razza, religione, idee politiche, tendenze sessuali e il ricordare comporta la presa di coscienza che tutto ciò non sarebbe potuto accadere, se molti non fossero rimasti immobili e indifferenti a guardare.
La Shoah diviene così il paradigma storico della violazione dei diritti umani nella contemporaneità.
Un uso corretto della memoria non deve limitarsi al ricordo del passato, quanto incitare ad agire nel presente per una giusta causa.
Questa memoria deve stimolare ad occuparci delle ingiustizie quotidiane perpetuate intorno a noi. Occuparsi di memoria storica del nazismo significa considerare i soprusi, le ingiustizie, la condizione di chi si trova nel bisogno, nell'indigenza, di chi vive le difficoltà e le ingiustizie sociali. 

Attualmente occuparsi di memoria storica del nazismo significa tutelare i diritti umani degli oppressi, dei diversi, degli emarginati, degli umili, dei più deboli di cui tutti siamo parte nel tessuto sociale, comunitario e nel mondo, nel terribile deserto della sopraffazione e della violenza, dove tante voci chiedono giustizia per tutti quegli innocenti che ancora nascono solo per morire.
Le testimonianze non narrano per vendetta, ma per trasformare il dolore in forza, l'odio in compassione e amore, e per ribadire con decisione come, anche in condizioni estreme, l'uomo meriti sempre di rimanere lo scopo dell'uomo.   

Ecco perchè cito sempre  un articolo su LE Monde (aprile ’97)  dove si parla di  un preside di liceo americano che aveva l’abitudine di scrivere, ad ogni inizio di anno scolastico, una  lettera ai suoi insegnanti :

  Caro professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento.
I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con veleno da medici ben formati; lattanti uccisi e bruciati da diplomati di scuola superiore e università .                
Diffido  -quindi- dell’educazione. 
 La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani.                                   

  I vostri sforzi non devono mai mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati,  degli Eichmann istruiti.
La lettura, la scrittura , l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani ”

 Lavoriamo insieme …per i  bambini, per una scuola amica, per una scuola a misura di ogni alunno 

http://youtu.be/4VnCN0iGlUQ 
(In fila per tre)

        Donata Albiero 
                                               

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