I Pfas? «Un
dramma invisibile raccontato prima in bianco e nero e poi a colori»
Dopo aver conseguito un premio negli Usa con una
storia dedicata alla contaminazione da derivati del fluoro che ha investito
Veronese, Vicentino e Padovano, il fotografo pescarese Stefano Schirato ha
inaugurato nella città del Grifo la sua mostra che durerà fino al 26 settembre.
L'evento ha avuto come Leitmotiv il ricordo del medico Giovanni Fazio, noto per
le sue battaglie ecologiste sul territorio
Da sinistra a destra Stefano
Schirato, Donata Albiero e Alberto Peruffo: sullo sfondo il ritratto del medico
arzignanese Giovanni Fazio deceduto alcuni mesi fa (foto, Marco Milioni)
Ieri 17 settembre alla biblioteca civica Bedeschi di
Arzignano è stata inaugurata «Terra mala, living with poison» la mostra del
fotografo pescarese Stefano Schirato: il cui lavoro è in buona parte incentrato
sulla maxi contaminazione da Pfas, «i
temutissimi derivati del fluoro» addebitata alla Miteni di Trissino. Si tratta
di un disastro ambientale che tra Veronese, Vicentino e Padovano ha interessato
buona parte del Veneto centrale. L'evento è stato organizzato dell'associazione
ecologista Cillsa col patrocinio dell'amministrazione della città del Grifo.
L'inaugurazione è cominciata con lo stesso Schirato che ha parlato ad un
centinaio di alunni del comprensorio. È stata una sgroppata di un'ora secca
durante la quale il professionista abruzzese, che nel 2024 ha vinto il premio Eppy, uno
dei più prestigiosi negli Usa per il fotogiornalismo, ha spiegato «come lo
scatto non sia altro che un istante» rispetto ad un lavoro precedente di
ricerca. «Che nella mia concezione della fotografia non può che durare anni
poiché ho bisogno di contaminare me stesso con le vite o le storie che intendo
raccontare».
La questione centrale per Schirato è sempre ben
presente nei suoi pensieri. «Per me la fotografia non è solo documentazione ma
anche interpretazione» del mondo. Davanti ai ragazzi, che non hanno staccato lo
sguardo dall'oratore per un solo istante, l'autore ha pure spiegato che la
fotografia, se vera fotografia, rispetto al linguaggio dei video, ha la
capacità unica «di inchiodare lo spettatore davanti all'istante ritratto in un
dato momento». Si tratta di considerazioni cui il protagonista della giornata è
giunto stimolato dalle domande di Alberto Peruffo, l'attivista della rete «No
Pfas» che ha curato l'esposizione.
E così davanti agli alunni il pescarese è sceso ancor
più nel dettaglio spiegando che, a partire da quegli istanti, «prende forma di
un vero e proprio tratto indelebile della coscienza collettiva»: specie se una
determinata immagine «viene collocata all'interno di una storia ossia di un
racconto». Dalla teoria alla pratica il passo è stato breve perché terminato il
dibattito gli studenti si sono precipitati sulle immagini esposte. Alcune di
queste peraltro sono le stesse già pubblicate sul magazine a stelle e strisce
«Truthdig»: che per l'appunto ha vinto il premio Eppy nel 2024 raccontando «le
battaglie delle Mamme no Pfas». In quel caso della parte scritta si era
occupata la giornalista Beatrice Spadacini.
In mattinata per di più era toccato al sindaco
Riccardo Masiero fare gli onori di casa. «Amare la propria
città - fa sapere quest'ultimo ai taccuini di Vicenzatoday.it - significa
custodirla ogni giorno, con responsabilità e coraggio. Per questo il nostro
impegno per l'ambiente non è solo un dovere amministrativo, ma una scelta di
cuore verso le generazioni presenti e future. In particolare sfida del
contenimento dei Pfas richiede determinazione, collaborazione e investimenti
concreti. Un sincero riconoscimento va alle tante persone che, attraverso le
associazioni ambientaliste, dedicano tempo, passione e competenze alla difesa
dell'ambiente». Si tratta di parole precise che si collocano in un contesto
geografico particolare: visto che il distretto Agno-Chiampo dove insistono la
Miteni (oggi fallita), il polo conciario e quello chimico, è una delle aree
«più ferite del Paese» sul piano ambientale hanno ammonito i ragazzi
commentando le immagini esposte.
La portavoce di CiLLSA Donata Albiero, durante il suo
breve intervento «si è scusata per la commozione mostrata in quegli istanti»
quando è stata ricordata la figura di Giovanni Titta Fazio, il medico
arzignanese che assieme ad altri fondò CiLLSA , scomparso alcuni mesi fa.
«Titta quando era in vita - ha spiegato Albiero, che peraltro è la vedova dello
stesso medico della città del Grifo - aveva espresso più volte il desiderio di
ospitare qui in città una mostra di Schirato, la cui sensibilità artistica,
civica e umana è di spessore indiscutibile. Queste immagini sono in qualche
modo il complemento dell'impegno di mio marito per l'ambiente e il territorio».
La mostra, curata giustappunto dell'attivista Alberto Peruffo, è iniziata de
facto ieri 17 settembre al pomeriggio e si concluderà il 26 di questo mese.
Schirato (in foto a sinistra e a seguire Donata
Albiero e Alberto Peruffo) durante la mattinata ha spiegato ai ragazzi
l'approccio al suo lavoro. «Raccontare l'inquinamento da Pfas quando hai di
fronte sostanza sì nocive ma incolori, insapori, invisibili e disciolte
nell'acqua o nei terreni oppure sospese nell'aria è una sfida bestiale per chi
usa il linguaggio delle immagini: motivo per cui mi sono concentrato sugli
effetti che la contaminazione, sia sul piano della salute sia sul piano
pscicologico, ha avuto sugli individui, sulle famiglie e sulle comunità». Ieri
l'altro Schirato era stato invitato a Castelgomberto dai comitati locali e
dalla amministrazione di quel Comune per una serata dedicata allo stesso tema.
In quella occasione aveva confessato all'assessore alla cultura Ornella
Sperotto, presente assieme a un centinaio di persone, che quello dei Pfas è «un
dramma invisibile che anche per ragioni espressive ho raccontato dapprima in
bianco e nero e poi a colori».
Nonostante questa scelta, quasi sempre incentrata
sulla figura umana, il fotografo ha anche ripreso, a suo modo ovviamente,
alcuni scorci del territorio a partire dal comprensorio dell'Agno-Guà (nella
foto-galleria in basso alcuni luoghi della zona di Trissino visitati
dall'autore, che negli anni ha pubblicato per le più prestigiose testate
nazionali e internazionali). Per di più l'anno passato Schirato aveva bissato
il premio Eppy con «Caravans of faith and memory», uscito sempre sul magazine
Truthdig. Il lavoro, composto da ventitré immagini, «documenta l'antico e
annuale pellegrinaggio del popolo Rom verso Saintes-Maries-de-la-Mer, in
Francia, per onorare la loro santa patrona, Santa Sara la Nera, catturando al
contempo i momenti più intimi e quotidiani della vita della comunità».
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I Pfas «Un dramma invisibile raccontato prima in bianco e nero e poi a
colori»
https://www.vicenzatoday.it/attualita/inquinamento-derivati-del-fluoro-distretti-veneti-mostra-fotografica-18-settembre-2026.html
© VicenzaToday

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