Visualizzazioni totali

sabato 19 settembre 2026

LA MOSTRA "TERRA MALA" RACCONTATA AGLI STUDENTI DI ARZIGNANO

 

https://www.vicenzatoday.it/attualita/inquinamento-derivati-del-fluoro-distretti-veneti-mostra-fotografica-18-settembre-2026.html

 © VicenzaToday  18 FEBBRAIO 2026  Marco Milioni 


I Pfas? «Un dramma invisibile raccontato prima in bianco e nero e poi a colori»

Dopo aver conseguito un premio negli Usa con una storia dedicata alla contaminazione da derivati del fluoro che ha investito Veronese, Vicentino e Padovano, il fotografo pescarese Stefano Schirato ha inaugurato nella città del Grifo la sua mostra che durerà fino al 26 settembre. L'evento ha avuto come Leitmotiv il ricordo del medico Giovanni Fazio, noto per le sue battaglie ecologiste sul territorio

Da sinistra a destra Stefano Schirato, Donata Albiero e Alberto Peruffo: sullo sfondo il ritratto del medico arzignanese Giovanni Fazio deceduto alcuni mesi fa (foto, Marco Milioni)

Ieri 17 settembre alla biblioteca civica Bedeschi di Arzignano è stata inaugurata «Terra mala, living with poison» la mostra del fotografo pescarese Stefano Schirato: il cui lavoro è in buona parte incentrato sulla maxi contaminazione da Pfas, «i temutissimi derivati del fluoro» addebitata alla Miteni di Trissino. Si tratta di un disastro ambientale che tra Veronese, Vicentino e Padovano ha interessato buona parte del Veneto centrale. L'evento è stato organizzato dell'associazione ecologista Cillsa col patrocinio dell'amministrazione della città del Grifo. L'inaugurazione è cominciata con lo stesso Schirato che ha parlato ad un centinaio di alunni del comprensorio. È stata una sgroppata di un'ora secca durante la quale il professionista abruzzese, che nel 2024 ha vinto il premio Eppy, uno dei più prestigiosi negli Usa per il fotogiornalismo, ha spiegato «come lo scatto non sia altro che un istante» rispetto ad un lavoro precedente di ricerca. «Che nella mia concezione della fotografia non può che durare anni poiché ho bisogno di contaminare me stesso con le vite o le storie che intendo raccontare».

La questione centrale per Schirato è sempre ben presente nei suoi pensieri. «Per me la fotografia non è solo documentazione ma anche interpretazione» del mondo. Davanti ai ragazzi, che non hanno staccato lo sguardo dall'oratore per un solo istante, l'autore ha pure spiegato che la fotografia, se vera fotografia, rispetto al linguaggio dei video, ha la capacità unica «di inchiodare lo spettatore davanti all'istante ritratto in un dato momento». Si tratta di considerazioni cui il protagonista della giornata è giunto stimolato dalle domande di Alberto Peruffo, l'attivista della rete «No Pfas» che ha curato l'esposizione.

E così davanti agli alunni il pescarese è sceso ancor più nel dettaglio spiegando che, a partire da quegli istanti, «prende forma di un vero e proprio tratto indelebile della coscienza collettiva»: specie se una determinata immagine «viene collocata all'interno di una storia ossia di un racconto». Dalla teoria alla pratica il passo è stato breve perché terminato il dibattito gli studenti si sono precipitati sulle immagini esposte. Alcune di queste peraltro sono le stesse già pubblicate sul magazine a stelle e strisce «Truthdig»: che per l'appunto ha vinto il premio Eppy nel 2024 raccontando «le battaglie delle Mamme no Pfas». In quel caso della parte scritta si era occupata la giornalista Beatrice Spadacini.

In mattinata per di più era toccato al sindaco Riccardo Masiero fare gli onori di casa. «Amare la propria città - fa sapere quest'ultimo ai taccuini di Vicenzatoday.it - significa custodirla ogni giorno, con responsabilità e coraggio. Per questo il nostro impegno per l'ambiente non è solo un dovere amministrativo, ma una scelta di cuore verso le generazioni presenti e future. In particolare sfida del contenimento dei Pfas richiede determinazione, collaborazione e investimenti concreti. Un sincero riconoscimento va alle tante persone che, attraverso le associazioni ambientaliste, dedicano tempo, passione e competenze alla difesa dell'ambiente». Si tratta di parole precise che si collocano in un contesto geografico particolare: visto che il distretto Agno-Chiampo dove insistono la Miteni (oggi fallita), il polo conciario e quello chimico, è una delle aree «più ferite del Paese» sul piano ambientale hanno ammonito i ragazzi commentando le immagini esposte.

La portavoce di CiLLSA Donata Albiero, durante il suo breve intervento «si è scusata per la commozione mostrata in quegli istanti» quando è stata ricordata la figura di Giovanni Titta Fazio, il medico arzignanese che assieme ad altri fondò CiLLSA , scomparso alcuni mesi fa. «Titta quando era in vita - ha spiegato Albiero, che peraltro è la vedova dello stesso medico della città del Grifo - aveva espresso più volte il desiderio di ospitare qui in città una mostra di Schirato, la cui sensibilità artistica, civica e umana è di spessore indiscutibile. Queste immagini sono in qualche modo il complemento dell'impegno di mio marito per l'ambiente e il territorio». La mostra, curata giustappunto dell'attivista Alberto Peruffo, è iniziata de facto ieri 17 settembre al pomeriggio e si concluderà il 26 di questo mese.

Schirato (in foto a sinistra e a seguire Donata Albiero e Alberto Peruffo) durante la mattinata ha spiegato ai ragazzi l'approccio al suo lavoro. «Raccontare l'inquinamento da Pfas quando hai di fronte sostanza sì nocive ma incolori, insapori, invisibili e disciolte nell'acqua o nei terreni oppure sospese nell'aria è una sfida bestiale per chi usa il linguaggio delle immagini: motivo per cui mi sono concentrato sugli effetti che la contaminazione, sia sul piano della salute sia sul piano pscicologico, ha avuto sugli individui, sulle famiglie e sulle comunità». Ieri l'altro Schirato era stato invitato a Castelgomberto dai comitati locali e dalla amministrazione di quel Comune per una serata dedicata allo stesso tema. In quella occasione aveva confessato all'assessore alla cultura Ornella Sperotto, presente assieme a un centinaio di persone, che quello dei Pfas è «un dramma invisibile che anche per ragioni espressive ho raccontato dapprima in bianco e nero e poi a colori».

Nonostante questa scelta, quasi sempre incentrata sulla figura umana, il fotografo ha anche ripreso, a suo modo ovviamente, alcuni scorci del territorio a partire dal comprensorio dell'Agno-Guà (nella foto-galleria in basso alcuni luoghi della zona di Trissino visitati dall'autore, che negli anni ha pubblicato per le più prestigiose testate nazionali e internazionali). Per di più l'anno passato Schirato aveva bissato il premio Eppy con «Caravans of faith and memory», uscito sempre sul magazine Truthdig. Il lavoro, composto da ventitré immagini, «documenta l'antico e annuale pellegrinaggio del popolo Rom verso Saintes-Maries-de-la-Mer, in Francia, per onorare la loro santa patrona, Santa Sara la Nera, catturando al contempo i momenti più intimi e quotidiani della vita della comunità».


--
I Pfas «Un dramma invisibile raccontato prima in bianco e nero e poi a colori»
https://www.vicenzatoday.it/attualita/inquinamento-derivati-del-fluoro-distretti-veneti-mostra-fotografica-18-settembre-2026.html
© VicenzaToday

Nessun commento:

Posta un commento