Visualizzazioni totali

sabato 11 dicembre 2021

DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI, CORAGGIO!


 CORAGGIO non aver paura    https://youtu.be/9BnurJntZzU

Capite che lottando per l’impossibile si comincia a renderlo possibile.                        Oscar Arias-Sanchez, premio Nobel per la pace


 Venerdì 10 dicembre 2021, giornata mondiale dei diritti umani: apprendo, prima sconvolta poi indignata, la decisione dell’Alta Corte inglese di ribaltare la sentenza di primo grado che negava l’estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti. Ironia della sorte, accusato di cospirazione dall'America, il giornalista e attivista australiano è stato più volte proposto per il Premio Nobel per la sua attività di trasparenza. 



Così mi è ritornato in mente un opuscolo del 2016 di Amnesty International intitolato “Difensori dei diritti umani sotto attacco – sempre meno spazio per la società civile. Coraggio” 

Rileggo le quarantasette pagine ma non mi placo nella rabbia e nel senso di impotenza. 

Sono una ecologista, collaboro, nella terra in cui vivo e pratico la cittadinanza attiva, con la redazione di Pfas. land per garantire, in un tema specifico, quello dei PFAS (sostanze perfluoroalchiliche, tossiche che hanno contaminato l'acqua che beviamo e il cibo che mangiamo), la trasparenza nelle informazioni ai cittadini contro il ‘vuoto ‘ delle Istituzioni. 

Proprio il 4 dicembre di quest’anno, a Montagnana, insieme ad altri attivisti delle zone contaminate da pfas testimoniavamo al commissario dell'ONU venuto in Italia e nel nostro martoriato Veneto,  i nostri DIRITTI NEGATI.

 La storia si ripete.

Continuiamo, oggi, ad assistere a un attacco frontale, in piena regola, da parte di governi, gruppi armati, aziende e altri al diritto di difendere i diritti umani.

Viviamo in un’epoca caratterizzata dalla paura, dalla divisione e dalla demonizzazione. In ogni parte del mondo, si ricorre a narrazioni tossiche basate sulla contrapposizione “noi contro loro” per addossare a interi gruppi di persone colpe collettive legate a sentimenti sociali e politici. 

Si moltiplicano in modo allarmante i luoghi in cui chi osa schierarsi a favore dei diritti umani finisce sotto attacco. Affronta vessazioni, intimidazioni, campagne di diffamazione, maltrattamenti e detenzioni illegali, che giungono perfino all’uccisione, solo per aver preso posizione in favore di ciò che è giusto.

Coloro che difendono i diritti umani appartengono ad ogni condizione sociale. Sono studenti, esponenti di comunità, giornalisti, avvocati, vittime di abusi e loro familiari, operatori sanitari, insegnanti, sindacalisti, denunciatori di illeciti, agricoltori, ambientalisti e altro ancora. 

 Sono persone che sfidano l’abuso di potere perpetrato da governi e aziende, tutelano l’ambiente, difendono le minoranze, si oppongono alle tradizionali barriere opposte alle donne e alle persone LGBT(Transessuali e Transgender), si schierano contro le condizioni di lavoro illegali. Intralciano il passo all’ingiustizia e alle discriminazioni, agli abusi e alle demonizzazioni.                                                                                                          

 Dobbiamo avere coraggio, coraggio di non mollare, coraggio di andare avanti.

 Ora più che mai, occorrono persone che si schierino coraggiosamente contro l’ingiustizia e contro chi mina i diritti umani in cambio di una falsa promessa di prosperità e sicurezza. Abbiamo tutti il potere di sfidare le narrazioni velenose e lottare contro l’ingiustizia. 

Insieme possiamo fare la differenza.

Donata Albiero

 

Approfondimenti

GIOVENTU’ PER I DIRITTI UMANI

 Caro ragazzo difendi i diritti umani

https://donataalbiero.blogspot.com/2012/12/caro-ragazzo-difendi-i-diritti-umani.html

 Diritto Umano N° 1 - Siamo Nati Tutti Liberi ed Uguali

https://youtu.be/xsm9fX7R5RA

Diritto Umano N° 2 - Non Discriminare

https://youtu.be/2Y6P4JSpD-E

Diritto Umano N° 3 - Il Diritto alla Vita

https://youtu.be/dBhRp4pjuUw

Diritto Umano N° 4 - Nessuna Schiavitù

https://www.youtube.com/watch?v=xvDUp2vr83k

Diritto Umano N° 5 - Nessuna Tortura

https://youtu.be/Ajfi1oHmNDI

Diritto Umano N° 6 - Hai i tuoi Diritti Ovunque Tu Vada

https://youtu.be/25qoqjwOPkY

Diritto Umano N° 7 - Siamo Tutti Uguali Davanti alla Legge

https://youtu.be/qO1U2neobXs

Diritto Umano N° 8 - I Tuoi Diritti Umani sono Protetti dalla Legge

https://youtu.be/8Hm87m-Q8vk

Diritto Umano N° 9 Nessuna Detenzione Ingiusta

https://youtu.be/e3u7zXOcOKs

Diritto Umano N° 10 - Il Diritto ad un Processo

https://youtu.be/wR8TWYNFbn8

Diritto Umano N° 11 - Innocenti Fino a Prova Contraria

https://youtu.be/igJl5vqfWzw

Diritto Umano N° 12 - Il Diritto alla Privacy

https://youtu.be/P1TEwcugIaQ

Diritto Umano N° 13 - Libertà di Movimento

https://youtu.be/HCosiI8XNBM

Diritto Umano N° 14 - Il Diritto di Asilo

https://youtu.be/R7ar-tRp5Jo

Diritto Umano N° 15 - Diritto alla Nazionalità

https://youtu.be/6xszZVJQbZc

 

 

 

 

 

 

 

 

lunedì 15 novembre 2021

OSSERVATORIO SUI CONFLITTI AMBIENTALI

 


“LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. Nuove pratiche di cittadinanza attiva”

 Una domanda ci perseguita, come Gruppo EDUCATIVO Zero Pfas, la ragione per cui da 4 anni entriamo nelle scuole (abbiamo incontrato finora 5000 studenti in 20 scuole del Veneto e 700 genitori) con il nostro progetto:

“Che ne è di noi, dei nostri figli, dei bimbi che vanno a scuola se poi nell’aria che respiriamo, nell’acqua che beviamo, nella terra che tocchiamo, nei cibi che mangiamo vi è la presenza di diossina, di pcb, di pfas… sostanze soggette al bioaccumulo e catalogate dal punto di vista sanitario come interferenti endocrini, sostanze cioè che colpiscono il nostro apparato ormonale?

 USCIRE dal tunnel dell’INQUINAMENTO della nostra TERRA, a maggior ragione dopo la fase pandemica del covid, per trovare la luce, perché la Terra ci è data in prestito dai nostri figli e dobbiamo salvaguardarla … è l’imperativo che ci spinge, assieme all’ art 32 della costituzione “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse per la collettività!”



 Non siamo una organizzazione politica o confessionale; non agiamo per interessi economici né siamo sponsorizzati a livello istituzionale e amministrativo. Agiamo, a livello volontaristico, autofinanziandoci, mettendo a disposizione competenze e tempo prezioso; ci qualifichiamo una voce libera che fa del legame concreto con il territorio la sua cifra di riconoscibilità, che mette a disposizione le proprie energie, intelligenze, e, soprattutto, la propria partecipazione attiva in difesa della salute dei cittadini.

 Riteniamo che in questa fase storica caratterizzata, purtroppo, da grandi disastri ambientali, la Scuola, come struttura educante, abbia il diritto istituzionale e il dovere etico di intervenire nella formazione dei ragazzi, dando loro strumenti culturali e morali per far fronte alle grandi problematiche che caratterizzano la vita nel territorio inquinato in cui si trovano a risiedere.

 Sappiamo, realisticamente, che i nostri interventi e le nostre discussioni sono appena sufficienti per conoscerci e affrontare il problema pfas.

In realtà, noi cercheremo di dare ai ragazzi una formazione che sia per loro un punto di partenza per responsabilizzarsi, per sé e per gli altri. I ragazzi dovranno capire che ogni singolo individuo può e deve fare qualcosa.

Tuttavia non esistono scorciatoie e vie di salvezza individuali in quanto il bene prezioso, il bene comune, sia esso l’acqua e/o il cibo e/o l’aria, va difeso collettivamente, sapendo che la salute non può essere barattata con niente altro.

Ci muoviamo nell’ottica di un cambio di paradigma culturale, valoriale e pratico: da una società che pone al primo posto il consumismo e il profitto, a vantaggio di pochi, alla società che pone al primo posto la salute, per tutti, il benessere.

 Un piano di lavoro che coinvolge prima gli studenti: ci proponiamo di innescare in essi un processo, di autocoscienza e di consapevolezza, necessario alla crescita della loro “autonomia intellettuale”, per «creare cittadinanze attive che possano portare ad un reale cambiamento in favore di una società autenticamente ecologica e democratica».

Un piano di lavoro che cerca di coinvolgere anche i professionisti dell’educazione, i docenti, per sollecitarli a trattare le nuove tematiche con gli studenti e al tempo stesso i genitori per renderli consapevoli sulle attuali criticità ambientali ed ecologiche da affrontare subito.

Ci guida la consapevolezza che l’Ambiente (la sua SALVAGUARDIA) è la priorità per il presente e il futuro.

 La salute al primo posto.

 


Donata Albiero

(coordinatrice del progetto)

In allegato comunicato stampa

https://pfasland.files.wordpress.com/2021/09/comunicato-stampa-scuola-zero-pfas-2021-2022-.pdf?

Potrebbe essere un'immagine raffigurante mappa e testo

lunedì 27 settembre 2021

L’ECOPEDAGOGIA DI PAULO FREIRE PER IL FUTURO DELLA TERRA


SI STA AL MONDO PRENDENDO POSIZIONE 

Correva l’anno 1921 (19 settembre), la bellezza di 100 anni fa, quando nacque Paulo Freire, il geniale educatore e sociologo, padre del Programma di alfabetizzazione nazionale brasiliano ed esule in Cile dal 1964 dopo aver subito la prigionia e la tortura da parte della giunta militare: uno dei più grandi Maestri della pedagogia.

Quando frequentai l’università, a metà degli anni ’70, il suo pensiero dominava i programmi che studiavo per la laurea in Pedagogia.                                                      

Rimasi colpita, allora, quando alle prese con il libro “Pedagogia degli oppressi” ci spiegarono che leggere Freire significava “misurarsi con i problemi di oggi alla luce di un pensiero che parla al nostro tempo ed è un pensiero di futuro”. Ero ancora immatura e la mia coscienza non capì in pieno la rivoluzione del suo operare, il fatto di concepire l’educazione come un momento di trasformazione sociale: una emancipazione delle persone che sono inserite in un contesto, in una comunità, in un territorio, nel mondo.

Solo dopo, con la pratica scolastica come insegnante/dirigente e oggi con quella della cittadinanza attiva come ecologista, tutto mi è diventato e mi è chiaro. 

Per FREIRE “Non si sta al mondo con i guanti bianchi. Si sta al mondo prendendo posizione”.

Ed egli aveva preso posizione, fatto la scelta dei poveri, degli oppressi, dei dimenticati.  Non come chi sa e si rivolge dall’alto di una cattedra a chi non sa, ma come chi si mette accanto e in dialogo, offrendo non risposte preconfezionate o strumentali, ma domande, ascolto profondo, condivisione.

 La sua pedagogia, spendibile a scuola, oggi, ma ancor più nel mio essere attivista, è una pratica di dialogo, nella quale, confrontando saperi diversi, si contrasta un modo di pensare acritico, conformista e omologato, si prende coscienza delle contraddizioni, dei problemi, della complessità del mondo, non per arrendersi al fatalismo dell’evidenza, ma per sentirsi chiamati in causa. Da qui prende avvio il processo che Freire chiama di coscientizzazione. "Ser mais”, “essere più”, è l’espressione che Freire utilizza per indicare tale processo, che è di liberazione e di umanizzazione.  

Prendo nota.

E’ una pedagogia ancora all’avanguardia ben spendibile nel progetto educativo sui Pfas che portiamo nelle scuole

Spiega Silvia Manfredi, Presidente dell’Istituto Paulo Freire Italia:                      Secondo Freire la persona cresce e si evolve non solo per acquisire nuove competenze e imparare cose nuove, ma anche per svolgere un ruolo attivo a livello politico e sociale nel contesto in cui vive…”                                                                      

Siffatta teoria sostiene che sin da bambini iniziamo a plasmare il nostro ruolo di cittadini attivi, critici i quali potranno, un domani, contribuire a trovare soluzioni diverse e creative nella comunità in cui si è immersi. "... Educare significa quindi attivare nell’individuo il desiderio e l’impegno di agire per trasformare, modificare ed innovare dal punto di vista culturale e sociale l’ambiente che ci circonda".

L’atto di problematizzare, fare domande, chiedersi, interrogarsi rispetto a una situazione implica numerosi passaggi e io ci ragiono pensando alle possibilità di confronto con gli studenti sulla questione …. Pfas con il nostro progetto educativo “La salute nella Terra dei Pfas. Nuove pratiche di cittadinanza attiva”.                                                         

La tematica da noi portata sui PFAS è tanto significativa da poter essere analizzata, approfondita e conosciuta, ma quali sarebbero i passi da compiere seguendo il metodo di Freire?

Intanto bisogna sviluppare insieme una strategia condivisa per avviare, sempre insieme, l’analisi della situazione e della tematica che si vuole affrontare. Partire dal     presente è essenziale per ripensare il domani e guardare il futuro in una prospettiva di emancipazione e trasformazione socio-culturale.                                                              

E' il contratto formativo con gli studenti all’inizio del percorso. Ci siamo.

Il passaggio successivo implica la costruzione di circoli (gruppi) di incontro e dialogo – Freire li chiamava circoli culturali – per discutere, progettare decidere le azioni da fare insieme (Noi indirizziamo i ragazzi a realizzare in autonomia a scuola le azioni di cittadinanza attiva. Questi circoli rappresentano uno spazio di dibattito e consentono di sviluppare una rete di relazioni ed interazioni sociali. Il gruppo, inteso come spazio collettivo, favorisce la democratizzazione della parola, del sapere e fornisce la struttura base per lo sviluppo del lavoro intellettuale come produzione collettiva” .      Noi alla fine ci confrontiamo con loro utilizzando l’Agora, un confronto tra pari – ATTIVISTI con le loro storie e STUDENTI con le loro proposte realizzate nel concreto. Ci siamo.  

Non male, senza mai dimenticare quello che è il nostro Obiettivo generale: educare ad un altro mondo possibile, ovvero rendere visibile ciò che era nascosto, sensibilizzare, demercificare la vita, cambiare radicalmente i sistemi di produzione e creare le condizioni per preservare l’equilibrio tra l’uomo e l’ambiente naturale.           

 Il lascito di Freire si spinge fino ad anticipare il profilo di una “pedagogia della sostenibilità”, definita “ecopedagogia”, ovvero “L’ecopedagogia per il futuro della Terra” (Andrea Mulas).

E allora utilizziamo a scuola, anche nel nostro progetto educativo sui Pfas, il metodo di Paulo Freire, estremamente efficace, non solo per “imparare”, ma anche per attivare meccanismi di cambiamento sociale attraverso dinamiche attivanti!  La “classe” con cui ci confrontiamo diventi un “circolo di cultura” in cui studenti e attivisti ed esperti no pfas possano rielaborare la propria relazione per confrontarsi ed arricchirsi. Ognuno porta esperienze diverse con la consapevolezza che “Nessuno educa nessuno, nessuno si educa da solo. Gli uomini si educano insieme con la mediazione del mondo” (Freire).   


Avanti!

Donata Albiero  


Approfondimento 

Alla scuola italiana manca la Pedagogia 


martedì 14 settembre 2021

UN NUOVO ANNO SCOLASTICO CON LA VALORIZZAZIONE DELLA CITTADINANZA ATTIVA COME RISPOSTA CULTURALE AI DISASTRI SOCIO AMBIENTALI

 BUON INIZIO!  

 “Non smettete mai di protestare; non smettete mai di dissentire, di porvi domande, di mettere in discussione l’autorità, i luoghi comuni, i dogmi. 
Non esiste la verità assoluta. Non smettete di pensare.
Siate voci fuori dal coro. Siate il peso che inclina il piano. 
Siate sempre in disaccordo perché il dissenso è un’arma.    
Siate sempre informati e non chiudetevi alla conoscenza perché anche il sapere è un'arma."                                                                                                                                  (Bertrand Russel)


                                   

 Dopo l’esperienza difficile vissuta da studenti e operatori con "epoca Covid" e Sars, da febbraio 2020, specchio di un'angoscia esistenziale che ha colpito l’intera società e ha destrutturato la nostra vita quotidiana, è ripartita la scuola .


  In tale contesto, come Gruppo Educativo/Culturale Zero Pfas, presentiamo alle scuole, aggiornato, il progetto educativo «LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. Nuove pratiche di cittadinanza attiva».

Riteniamo, infatti, che il crimine ambientale compiuto da chi ha inquinato le nostre acque, la nostra aria, il nostro suolo, con i Pfas, non possa  essere ignorato né rinviato. 


Ci qualifichiamo una voce libera che fa del legame concreto con il territorio la sua cifra di riconoscibilità, che mette a disposizione le proprie energie, intelligenze, e, soprattutto, la propria partecipazione attiva in difesa della salute dei cittadini.


Donata Albiero 


APPROFONDIMENTO

Articolo su  PFAS LAND

13 settembre 2021 | RIAPRONO LE SCUOLE. CITTADINANZA ATTIVA: UNA PROSPETTIVA CULTURALE COME SOLUZIONE A PFAS E DISASTRO SOCIOAMBIENTALE

https://pfas.land/2021/09/13/13-settembre-2021-riaprono-le-scuole-cittadinanza-attiva-una-prospettiva-culturale-come-soluzione-a-pfas-e-disastri-sociali-ambientali/?



 

venerdì 20 agosto 2021

QUALE SCUOLA CI ASPETTA?

Il tempo stringe. Ricomincia la scuola

“Il trauma del Covid 19 ha colonizzato pesantemente la vita collettiva. Una calamita mortifera ha bloccato le nostre energie e le nostre risorse. Ne è un esempio emblematico e drammatico quello della scuola. Tutto il dibattito attuale sul suo presente e sul suo futuro appare integralmente assorbito dal problema della sicurezza”                              (Massimo Recalcati).

 Il fatto che della scuola, durante la pandemia si sia parlato tanto, dal 2019 al 2021, ma anche tanto male, e che non siano stati adottati studi di fattibilità e piani alternativi alla chiusura (se non la DAD, di cui ho già espresso il parere negativo in altri post), ha evidenziato quello che all’apparenza sembrerebbe un grave vuoto politico sul tema.

Si è deciso – o si è lasciato – che la scuola fosse sacrificata agli interessi e alle necessità produttive, in linea con il pensiero dominante per il quale il benessere delle imprese è considerato motore del benessere della società, e la scuola debba svolgere un ruolo funzionale al mercato. Pertanto, secondo questa visione, essa è subordinata ai trasporti, al mercato delle vacanze, alla contingenza delle strutture fatiscenti, alla logica del weekend, (concentrando tutto in cinque giorni), all’occupazione del personale scolastico, agli interessi concreti delle aziende.   Mentre, al contrario, la società dovrebbe provvedere primariamente al benessere della scuola intesa come diritto all’istruzione per il quale anche le misure di prevenzione anti Covid 19 dovrebbero essere prese col criterio della compatibilità e non della subalternità.

 Nei mesi di chiusura della scuola e/ o in quelli della didattica a distanza, sono stati messi in risalto ed esasperati i problemi della scuola pubblica, evidenziati dalla contingenza pandemica: aule pollaio, banchi a rotelle, personale insufficiente, strutture vecchie e cadenti, insegnanti poco idonei all'insegnamento, tecnologia obsoleta, amministratori di aziende pubbliche più che dirigenti scolastici, genitori che legiferano in chat...

 Accade però che Il ‘paziente - scuola’ continua a non essere curato, a non ricevere una terapia d’urto. Il dibattito non può restare ostaggio del virus e del problema della sicurezza, come subdolamente si sta tentando di fare.  

Quale “ricostruzione” vogliamo per essa? I suoi problemi ‘atavici’ sono rimasti lì, camuffati dalla risoluzione green pass e dalla competenza digitale.   

 Il problema è più generale e radicale insieme: “… quale centralità la scuola sarà in grado di affermare nel tempo della ricostruzione? Il suo futuro sarà ancora una volta sbarrato, senza risorse, relegato ai margini di una rappresentazione del Paese che può fare a meno dell’istruzione, della formazione e della ricerca?” Se lo chiede Recalcati, me lo chiedo anch’io da operatrice a lungo corso nella scuola. 

 La scuola pubblica ha come obiettivo la difesa della condizione di civiltà del Paese. Essa rientra tra i diritti inviolabili dei cittadini (art 2 della costituzione)”, nel caso specifico quello all’istruzione. 

 E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini (art 3)”                                          

La Repubblica detta le norme generali dell’istruzione e istituisce scuole statali per tutti gli ordini e grado (art 33) “                                                                                           

"La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita (art 34)”

 
E’, pertanto, un diritto ben codificato dalla Costituzione e non una norma ancillare subordinata al mercato. Per questo la sua competenza investe la nostra comunità, la sua stessa identità. Si spiega allora, credo, perché c’è ancora chi, come me, crede che la scuola pubblica sia una conquista e il futuro di un paese libero.

 Sulla scuola, da sempre, si addensano domande e aspettative, ma, forse, mai come in questo periodo, tali domande stanno assumendo un carattere contrastante. Da una parte si celebra la crisi dell’istituzione scolastica, dall’altra si proiettano sulla scuola le speranze per uscire dalla crisi più complessiva. Pensiamo solo all’enfasi del discorso pubblico sulla relazione tra scuola e lavoro, ma soprattutto tra scuola, crescita e sviluppo: la scuola è vista come parte del problema e al tempo stesso come parte della soluzione.                                               

In realtà, secondo me, la posta in gioco investe il ruolo della scuola, la sua autonomia, ovvero la possibilità che la scuola rimanga un luogo in grado di non arrendersi al pensiero unico che la finalizza alle logiche del MercatoLa scuola pubblica, nel futuro imminente, dovrà necessariamente essere, quella concepita dalla nostra Costituzione, laboratorio di democrazia, di cittadinanza attiva, di autonomia intellettuale, fucina di idee.

 
 "Come disse il poeta William Butler Yeats La scuola non è riempiere un secchio, ma accendere un incendio”. In aggiunta pensiamo che solo il fuoco è in grado di sciogliere la rigidità dei metalli e fare della canna di un fucile un vomere per dissodare la terra, al fine di prepararla per un nuovo raccolto (Gabriele Bastianutti).

Ritengo che il caos creato nella Scuola pubblica non sia del tutto casuale e non dipenda solo da incapacità politica. Temo che sia il portato di una strategia neo iberista che tende
privatizzare i servizi pubblici fondamentali, tra cui sanità e scuola (welfare) per immetterli nel mercato come merci.

 La difesa della scuola pubblica è la punta di diamante della nostra difesa dello Stato di Diritto. Confido principalmente negli studenti. 

Con tale consapevolezza aspetto il nuovo anno scolastico .

 Donata Albiero                               19 agosto 2021


 

 


lunedì 12 luglio 2021

ATTIVISTI A SCUOLA IN DIFESA DELLA SALUTE DEI CITTADINI

  RIFLESSIONI POST PANDEMIA DA COVID  

 


La Terra è malata. Il Veneto è malato

Non v’è dubbio. La pandemia da covid ce l’ha dimostrato.

  Come ho scritto nella relazione di giugno che ha accompagnato il progetto educativo sui Pfas nelle scuole

Siamo all’interno di una problematica che investe sistemicamente l’essenza del nostro modo di vivere: il rapporto tra le grandi multinazionali e il diritto alla salute degli esseri umani. Lo scontro tra Mercato e Natura, che mette in gioco le stesse regole della democrazia, è la questione del giorno, in un pianeta, sopraffatto dal dogma della crescita infinita, che manda segnali tanto terrificanti quanto ignorati dai più. Il problema sollevato da questioni legate al degrado ambientale è, per me, ormai, un problema filosofico sulla essenza dell’uomo, sul senso del limite, sul rapporto degli esseri umani con gli altri viventi, piante e animali che convivono assieme a noi nel pianeta”.

 La questione dell’inquinamento da Pfas rappresenta uno degli esempi più fulgidi di come la forsennata estrazione di valore dai territori produca disastri socio-ambientali che le popolazioni pagano per decenni.  Si passa dall’annosa questione del passaggio delle grandi navi in Laguna alla costruzione di grandi opere inutili come la Superstrada Pedemontana Veneta, dalla mala gestione dei rifiuti di 4 inceneritori (Padova, Fusina, Verona e Schio altamente inquinanti) alla costruzione di nuovi maxi polo targati Amazon: un mosaico di sfruttamento della natura e delle persone che non accenna a diminuire.

"Un ragazzo di Montagnana, nell’ambito di un incontro a scuola sui PFAS organizzato dal gruppo educativo zero Pfas che coordino, si chiedeva, pochi mesi fa, se la collettività, in nome della comune salvezza, sarebbe stata in grado di rinunciare alla propria libertà di scelta di fronte alle offerte del mercato. Abbiamo risposto e rispondiamo che tale libertà è puramente virtuale in quanto governata, fin dalla nostra nascita, dai messaggi continui, il più delle volte subliminali, di una propaganda massiva, finalizzata a creare falsi bisogni e indurre desideri miranti a soddisfare il consumo. In poche parole, è il dominio del profitto sulle coscienze. Il cosiddetto libero mercato disegna la nostra intera esistenza.

A chi pretende di fare di noi e delle nuove generazioni dei “consumatori”, automi da incanalare nel libero mercato e nel mondo del lavoro, subordinando la salute al profitto, abbiamo risposto e rispondiamo che la libertà di scelta razionale e cosciente, capace di capovolgere il paradigma del consumismo è garantita solo dalla scuola pubblica (almeno quella che abbiamo conosciuto finora) che attiva coscienza critica, educa alla metodologia scientifica ed evidenzia valori autentici, non subordinati alle leggi del profitto.

Il punto è che non esiste alcuna soluzione tecnica per un problema che non è né tecnico né economico, ma politico, filosofico ed esistenziale. Si tratta di cambiare paradigma culturale, sovvertire le basi di un modello sociale che sta portando l’intera umanità verso la catastrofe, inseguendo il dogma della crescita infinita. L’avvenire sarà tremendamente duro per la nuova generazione; perciò ci rivolgiamo ad essa, nella speranza che sappia prendere per tempo nelle mani le redini del proprio futuro”.                                                                                                         

 


E quale speranza dovranno avere i giovani?          

Sono le parole della grande scrittrice e ambientalista Rebecca Solnit: «Quello che dobbiamo fare è piantare i piedi nella speranza, che non è buon senso e neppure “andrà tutto bene”. 

È resistenza e sfida, vedere il mondo com’è e come potrebbe essere, mettendoci in moto in prima persona perché il cambiamento avvenga. Luogo della lotta e della gioia della lotta».

Il futuro lo costruiamo oggi, con le nostre azioni, indolenze, scelte e priorità. E abbiamo un grande potere, non sempre come singoli ma spesso come collettività. 

 La cittadinanza attiva, dunque, è una sfida ‘collettiva’ la cui conclusione dipende dall’impegno personale di tutti noi.

La presenza, infatti, di comitati locali e di piccole e grandi forme di resistenza può rappresentare l’unico antidoto e l’unica via d’uscita da un modello di sviluppo che, tanto a livello locale che globale, neppure una pandemia globale e una crisi di portata epocale è riuscito a scalfire o a modificare.

In questa fase, per costruire alternative e risposte all’altezza, è ancora più necessario andare oltre la pura dimensione locale e creare spazi di confronto costanti e allargati. E’ ancora più necessario guardare al di là della contingenza e avere un respiro in grado di cogliere i nessi tra gli impatti ambientali più visibili e una crisi ecologica globale. E’ancora più necessario consolidare i legami tra le tante lotte e forgiare un lessico che parli sempre più di giustizia ambientale, sociale, razziale e di genere.

 Con la speranza, rivolta ai giovani, che coltivino il senso di responsabilità, l’unico che li “rende” cittadini attivi, continuo anch’io con loro e per loro il percorso di attivista a scuola, in continuità con quanto già realizzato.

 Riporto il link per la lettura completa                                                                                                   TERRITORI INQUINATI E PROGETTO EDUCATIVO PFAS a s 2020 2021                                  Resoconto di un lavoro di educazione civica e di cittadinanza attiva

[https://bit.ly/2U4wPl7]



 

 

Donata Albiero

 

 

.