Visualizzazioni totali

giovedì 6 marzo 2014

LA SCINTILLA DEI BUONI MAESTRI

BUONI MAESTRI IN UN PAESE SBAGLIATO   

                                                                        i libri sono vita 














Docenti senza frontiere in viaggio– 
http://youtu.be/ybOZhrbyIxY


 Ho amato come mamma ed educatrice il maestro Mario Lodi, morto pochi giorni fa,  leggendo a piccoli ascoltatori incantati, alunni di prima elementare  “Cipì”, 
 CIPI '          http://youtu.be/xvtmDi-AluM 
 così come ho amato, pur  conoscendolo meno, un altro grande maestro, Alberto Manzi, ricordato -che coincidenza -  nello stesso periodo alla televisione.
NON E' MAI TROPPO TARDI   http://youtu.be/sFFAKnUZ0Dk

Ad essi aggiungo altri due grandi amori che hanno ispirato il mio percorso professionale, don Lorenzo Milani, il cui  motto I CARE è diventato per dieci anni la mission della scuola media Giuriolo di Arzignano 
I CARE                             http://youtu.be/ZpfYvu1uDJM
 e, in assoluto, Gianni Rodari,  i cui libri, tutti, ma proprio tutti, ho letto e regalato ancor piccoli  ai miei figli; ora trentenni  li hanno portati via nelle loro nuove case , come patrimonio culturale.
RODARI PROMO        http://youtu.be/3q0qO8RQEkw
Non poteva che essere così perché   le  opere di Rodari , rivolte al mondo dell'infanzia ma anche con uno sguardo profondamente intrigante agli adulti, hanno precorso i tempi indicando un sentiero di consapevolezza ecologica e di empatia con i bambini e bambine di diverse generazioni, con la vita, la natura e l'intero pianeta.

 Diversi per storia personale, questi grandi  maestri sono accumunati dal pensiero pedagogico antiautoritario e  democratico che hanno riversato  nel grande rispetto e   amore verso gli allievi.  
                         

Sono intervenuti, in un paese sbagliato, parafrasando il libro di Lodi, dove l’ingiustizia sociale crea una barriera per l’uguaglianza; hanno lavorato per creare contesti di apprendimento cooperativo e non competitivo, hanno trasformato  alunne ed alunni  in persone vive che costruiscono saperi, conoscenze e relazioni.
Parliamo di  gesti, azioni concrete, come il giornale di classe, che hanno fortemente attraversato la scuola italiana anche grazie all’opera del Movimento di Cooperazione Educativa, di cui Lodi è stato fondatore e che alla scuola italiana hanno dato strumenti preziosi per migliorarsi
                                             
 Purtroppo siamo ancora oggi un paese sbagliato.
Al posto dei figli dei braccianti stagionali, che arrivavano in corso d’anno, abbiamo i figli dei migranti ( la pubblicazione ad  Arzignano del libro  “Una Barbiana per nuovi Italiani” ne è precisa testimonianza), che hanno bisogno non solo di accoglienza ma della stessa passione militante di persone come Mario Lodi. L’ingiustizia sociale è ancora più pronunciata, la selezione di classe è ancora presente.






C’è poi la cattiva politica, che ripropone la scuola di un paese sbagliato, dove al posto del metodo cooperativo, al posto della valorizzazione delle differenze, si sta sempre di più affermando la competitività, l’omologazione, la standardizzazione degli apprendimenti.

Il ritorno dei grandi maestri urge; ce n’è bisogno .

  Perché “ Sulla scuola oggi non si puo’ essere troppo ecumenici -scrive Mariapia Veladiano in Repubblica marzo 2014 - bisogna essere di parte , la parte di chi rischia che l’istruzione non sia più un suo diritto, per colpa della crisi economica, della sciatteria politica, del calcolo astuto di chi sfrutta a fini suoi l’ignoranza altrui.
Dovrebbe essere La buona politica a occuparsi che questo accada ma non lo fa… Per fortuna   ci sono i buoni maestri in qualche  modo  EREDI di  Alberto Manzi che ha reso possibile per molti italiani ‘ quel non è mai troppo tardi’“ , titolo della sua trasmissione popolare
Sono insegnanti al mattino e volontari al pomeriggio in quartieri difficili. 
 Sono educatori in organizzazioni internazionali e nazionali ONLUS.

Sono adulti  che dedicano il loro tempo libero  ad aiutare bambini e ragazzi  nel mondo .
Sono i docenti senza frontiere,  sono i maestri senza aule; in prima linea,  per aiutare chi ha difficoltà a scuola, chi non va a scuola. Li tolgono dalla strada per sottrarli a un destino già scritto fatto di violenza e  sopruso.
Ecco chi sono i maestri speciali , gli eredi di Manzi , anche qui in Italia.
Questi maestri non parlano oggi alla televisione, ma sono a scuola, fuori della scuola,  trasversalmente per così dire, nei quartiere di degrado e dolore , nei riformatori . Credenti e atei insieme; li accomuna la  FIDUCIA nei  ragazzi, la certezza che dare fiducia vuol dire mettere in moto un meccanismo di riparazione nelle loro vite deprivate. Credere che sono capaci , possono sottrarsi a un destino che sembra scritto.
E questo riparare passa attraverso la relazione .


Sono educatori che lavorano in silenzio, che condividono l’idea di scuola attiva, partecipativa, fatta di emozioni e di passione.
Se la scuola tradizionale del mattino non funziona, o funziona male,
IN FILA PER TRE   http://youtu.be/OFRad3PiW0I
scendono in campo fuori di essa.
Hanno  scelto di fare e fanno cultura “uno a uno ”, dove OGNUNO ha un  NOME , un SORRISO , un suo PENSIERO , una sua  VOCE.  
Sostengono,  tali educatori , che  non è mai troppo tardi per dare di più ai bambini, ai ragazzi.  

Vorrei  che lo fosse per ognuno di noi.

Donata                                                    
ANNOTAZIONI

* Una lettera da scrivere sempre ai propri alunni
 Alberto Manzi scrive ai suoi ragazzi
Cari ragazzi di quinta,
abbiamo camminato insieme per cinque anni.
Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti.
Ora dobbiamo salutarci.
Io devo salutarvi.
Voi proseguite e la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. E’ vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando, imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario. D’altra parte voi non ne avete bisogno.
Siete capaci di camminare da soli e a testa alta, perché  NESSUNO DI VOI E’ INCAPACE DI FARLO.
Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete, nessuno potrà mai distruggervi, SE VOI NON VOLETE.
Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello SEMPRE in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che è già in voi e che deve sempre rimanere in voi; con onestà, onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo, e voi dovete ridarla; e intelligenza, e ancora intelligenza, e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere, il che significa sempre riuscire ad amare, e... amore, amore.
Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio.
Realizzate tutto ciò, ed io sarò sempre in voi, con voi.
E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno, qualcosa, vorrà distruggere la vostra libertà, la vostra generosità, la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto a riprendere il cammino insieme, perché voi siete parte di me, e io di voi. Ciao.

Alberto Manzi

lunedì 17 febbraio 2014

NON BRUCIAMO IL FUTURO

 VERSO I RIFIUTI  ZERO

http://youtu.be/2Eo4a6ZROUg    cartone animato
Rifiuti zero, un premio e una legge
 

Pochi mesi fa come associazione CiLLSA  eravamo alla ricerca di un locale pubblico gratuito ad Arzignano per poter trasmettere un film dossier “SPORCHI DA MORIRE” contro gli inceneritori o gassificatori (si cambia la parola ma non cambia la sostanza)  
Ma non ci sono spazi gratuiti offerti alle associazioni dalla amministrazione comunale e noi non avevamo soldi né di partiti né di santi protettori per pagarci il noleggio e la sala.
L’unica soluzione poteva essere la scuola dove in effetti ci venne data la possibilità ma con la condizione che non si facesse  politica.

 Cosa si intendeva? Che dovevamo guardare in silenzio il film senza commentare,  senza dire che noi come associazione non volevamo il gassificatore ad Arzignano, proprio perché, come ben spiegato nel film,  temevamo che l’operazione  fosse  una speculazione sulla salute dei cittadini ?
Abbiamo rinunciato così  alla ospitalità per non mettere a disagio nessuno .
Abbiamo visto il film a Schio in una sala cinematografica,  offerto da una associazione ambientalista che colà fa la stessa nostra battaglia.
Tale documentario  lo continuo a caldeggiare, per la sua pregnanza educativa, nei  cineforum, nei progetti delle scuole della nostra zona .
 
I gassificatori vengono costruiti , lo sappiamo,  per bruciare i rifiuti che invece non si dovrebbero produrre o dovrebbero essere riciclati .
Sicuramente la soluzione non è aggiungere ancora inquinamento all’aria  che respiriamo.

Il colmo della vicenda è che quando noi andiamo a dire alla cittadinanza di stare attenti per le conseguenze dannose se non mortali  per la nostra salute  veniamo accusati  dai partiti o da certi  lobby potenti di fare del terrorismo . 
 Ma i terroristi non sono  coloro che uccidono le persone innocenti e non coloro che tentano di salvarle ?
 
Per il resto, nel nostro distretto,  c’è un silenzio assordante, nelle amministrazioni,  nella ulss,  nelle scuole.
 

 
Figuriamoci , l’interesse che abbiamo provato nello scoprire una recensione del   quotidiano La repubblica  al libro di Rossano Ercolini “Non bruciamo il futuro ” scriva di recente   
«In un'Italia dove contro discariche e inceneritori ci sono state tante barricate e pochissime proposte, la storia di Capannori e di Rossano Ercolini dovrebbe essere studiata a scuola.»

 
Giriamo l’invito  alle scuole, ai docenti, ai dirigenti.  
Sì perché è inutile, a mio parere,  scrivere nei Piani dell’Offerta formativa (POF  ) che la scuola è ancorata al suo territorio  e poi ‘tralasciare’ di  parlare dei problemi dello stesso territorio in nome di una presunta apoliticità; non lo ha fatto Ercolini, maestro di scuola primaria autore  del libro che invitiamo a leggere.  
Si confonde il discorso dei partiti ( ero contrarissima che essi entrassero nella scuola che dirigevo) con il discorso della politica (lo è ogni azione che compiamo, a casa, a scuola, nel lavoro … anche a scuola:  nella organizzazione, nella metodologia, nelle scelte sul tempo scolastico  ecc ecc ).
E poi mi si permetta : la salute, l’inquinamento non sono problemi che riguardano la vita ,  le famiglie e il loro benessere ?
Già  nel post “Dalle discariche alla musica”  ho parlato di Ercolini ,  sostenitore dei rifiuti zero
                         
Ripeto, ora,  quanto contiene la scheda di presentazione del libro edito dalla Garzanti



Rossano Ercolini è un maestro elementare in un piccolo comune della Toscana, in provincia di Lucca. Quando viene a conoscenza dei piani per la costruzione di un inceneritore a pochi chilometri dalla sua scuola, per il bene del territorio e la salute dei suoi giovani alunni decide di intervenire. Fonda così l'associazione «Ambiente e Futuro», con l'obiettivo di informare la comunità dei rischi ambientali dell'incenerimento e di proporre strategie alternative per la gestione dei rifiuti.

Seguono anni di battaglie durissime durante i quali Ercolini sfida apertamente gli apparati politici e i poteri economici locali e nazionali. Ma alla fine le sue ragioni hanno la meglio e nel 2007 il comune di Capannori è il primo in Italia a adottare la strategia Rifiuti Zero, diventando in poco tempo il centro di un movimento straordinariamente vitale che, da Napoli a Milano, coinvolge ora sempre più cittadini e tanti amministratori. Nell'aprile del 2013, per questo suo impegno come attivista e educatore, Rossano Ercolini riceve il Goldman Environmental Prize e viene invitato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Barack Oba
ma.

Non bruciamo il futuro è la testimonianza fiera e coinvolgente di una battaglia decennale vinta contro poteri fortissimi. È la dimostrazione chiara e diretta delle enormi possibilità di un modo di fare politica nuovo e capace di organizzarsi dal basso…”  
 È anche uno straordinario manifesto educativo: in tutti questi anni l'autore non ha infatti mai smesso di insegnare.
Rossano Ercolini è oggi il simbolo di un ambientalismo capace di incidere in maniera efficace nello sviluppo di un territorio, andando oltre le ideologie e gli schieramenti.
Perché è solo con l'impegno di tutti a prendere parte al cambiamento che la democrazia respira e, con essa, prende vita la speranza di un futuro migliore.
 
E allora perché non invitare come SCUOLE  di  Arzignano , magari anche come CTF Vicenza Ovest, in collaborazione con la libreria Mondadori,  Rossano Ercolini a parlarci del suo libro “NON bruciamo il futuro   ?


Donata                      17 febbraio 2014







 

giovedì 6 febbraio 2014

L'INGANNO DELLA SETTIMANA CORTA

Scuola oggi, scuola del futuro?  

 http://youtu.be/M8dV0DYeQ7w  Vado a scuola - film 
                                Tanti modi diversi di andare a scuola



 I giochi sono fatti. 

I consigli di istituto hanno deliberato  e le  iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2014/2015  sono operative. Ho aspettato che Arzignano, intendo  le scuole (istituti comprensivi e secondarie di secondo grado) nella loro autonomia  decidessero per quanto riguarda il tempo scolastico da offrire nel Piano della  
Offerta formativa anno scolastico 2014 /2015, prima di intervenire .


La mia riflessione è del tutto personale ma non certo sprovveduta; 31 anni di dirigenza scolastica non sono pochi e certamente  sufficienti  per conoscere i meccanismi ‘ umani’ e ‘tecnici’ che sottendono alle votazioni negli organi collegiali .                                         Non so se nei consigli di istituto di Arzignano, nell’esprimere la scelta  del tempo scolastico, i  docenti, gli studenti (nelle secondarie di secondo grado), i genitori  hanno espresso il loro voto a titolo personale o come delegati ( in quanto rappresentanti della categoria di appartenenza) come auspico che sia stato. 
In ogni caso, vorrei che quanto scrivo fosse letto con serenità e  valutato per quello che intende essere: un appello ponendomi esclusivamente  dalla parte dei bambini, dei ragazzi e dei giovani.  
So che molte scuole superiori e istituti comprensivi, in Italia, hanno deciso per la riduzione dell'orario scolastico su cinque giorni, dal lunedì al venerdì. 
 Arzignano non è stata da meno .  
Scrive Fabio Luppino, provocatoriamente, in un articolo di gennaio 2014  “E' un vecchio pallino dei ceti più abbienti: avere i figli a casa il sabato, che bello. Magari gli altri giorni hai anche qualcuno che li va a prendere a scuola e che li pungola a fare i compiti o li dà ripetizioni. La settimana corta porterebbe i ragazzi dei licei a stare a scuola fino alle due e quelli dei professionali e tecnici fin oltre le tre. Siccome, anche in forza di precedenti tagli, molti ragazzi hanno la scuola distante da casa, l'agognato ritorno tra le mura domestiche in alcuni casi non si avrà prima delle quattro... A quell'ora e dopo il viaggio di ritorno a cui devi aggiungere l'alzataccia mattutina, la voglia di studiare dei ragazzi sarà senz'altro a mille. Tutte cose ovvie e ragionevoli che però, sulle prime, non vengono considerate proprio dai genitori tanto presi dal week end con i  figlioli… A quanto risulta proprio i figlioli-studenti nella maggior parte dei casi si sono schierati contro questa misura. Ma i presidi la propongono e la ripropongono con una certa insistenza quasi ad insinuare il dubbio che la spinta venga  dall'alto” .

Continuo nell’analisi delle varie realtà .                                                                  
In un ex circolo didattico di Arzignano da anni  vigeva  (pare che tutti fossero e siano tuttora contenti: genitori, insegnanti, amministrazione) la settimana corta. Io ero l’unica dirigente che gestiva le tre scuole medie (Zanella, Motterle, Beltrame di Montorso) fino a due anni fa. Ebbene, mi sono sempre opposta, per quanto di mia competenza, discutendo nei collegi dei docenti prima, andando poi, nel consiglio di istituto a portare la proposta educativa del collegio, a che i ragazzini delle medie, in una  età difficilissima quale quella della pubertà, facessero la settimana corta, ovvero  lezione per  sei ore al giorno consecutive o per 5 ore al giorno con due rientri sempre, con il sabato libero.
Francamente, non mi convince il discorso  della ‘famiglia unità il sabato ( e … magari , disunita negli altri giorni perché difficilmente i ragazzi riusciranno a pranzare con i genitori).   

Li conosco bene i ragazzi  di questa età.

Ad ogni modo, ora, nelle secondarie di primo grado (medie), l’opzione più utilizzata, almeno in provincia di VI , e’ la settimana corta in cui le 30 ore si distribuiscono in  5 giorni con  sei ore giornaliere al mattino. 
Mi pare  anche ad Arzignano. 
Vi chiedo in tutta coscienza, cari genitori e  cari docenti li vedete i vostri figli, i vostri studenti di scuola media,
sui banchi dalle 8 alle 14.00 ininterrottamente? Quali soluzioni saranno utilizzate  a scuola  per non farli ‘scoppiare’? Si allungherà l’intervallo a metà mattinata? O si creeranno  due mini pause  nel corso della giornata?  Sia come sia saranno dieci venti minuti in meno quotidiani  sottratti alle lezioni.                   
 E poi se l’alunno si ammala non avete tenuto conto che l’orario concentrato in 5 giorni significa più ore di lezioni saltate e maggiori difficoltà nel recupero?    
 E veniamo al sabato a casa: i nostri adolescenti saranno a casa a studiare o considereranno la vacanza prolungata dal venerdì sera alla domenica sera?    Mi  chiedo ancora: i tempi dell’attenzione sono stati valutati bene? Poiché…      - stando agli studi scientifici - l’ attenzione dura al massimo 45 minuti, poi il cervello rallenta, quali rimedi adotterà la scuola?  Secondo Massimo Santinello, docente di psicologia dell’università di Padova, poi, oggi, la durata della attenzione nei ragazzi è sempre più ridotta.  Ha senso che noi, nelle scuole,  allunghiamo le ore di lezioni in una giornata?  Che ne facciamo dei ragazzi fragili , dei ragazzini in difficoltà di apprendimento , degli studenti  che hanno necessità di più tempo disteso per apprendere ? Rinviamo  la questione affidando alle famiglie  i compiti a casa al sabato ?
Suvvia!
Che tristezza … pensare   al giorno libero unico dei docenti al sabato,  pensare all’aspetto organizzativo delle supplenze più gestibile ,  pensare a un giorno in meno da accompagnare o inviare i figli a scuola , pensare e  considerare uno ‘spreco  energetico’  l’apertura al sabato  

Ma in Italia c’è da aspettarsi di tutto. Se poi penso alle scuole che, tolte le ore di lezione , vengono chiuse e  non vengono utilizzate durante la giornata  la mia tristezza e il mio senso di impotenza aumentano.
La scuola è di ogni cittadino, dei bambini e dei ragazzi, degli insegnanti e delle famiglie, di chi la tiene pulita, di chi ha studiato, di chi studia ancora e di chi ha smesso e vuole ricominciare, di chi la amministra: di tutta la città.
La scuola è il bene comune di tutti, è il primo bene di chi governa la città.


La scuola aperta è il centro della vita dei quartieri, un luogo continuo di ascolto e discussione sui problemi della città e di coinvolgimento di tutte le generazioni.


Le scuole devono restare aperte tutto il giorno, oltre le lezioni curricolari, per offrire momenti di recupero e di potenziamento delle discipline, per proporre attività ludiche, sportive, di intrattenimento e di sperimentazione con la musica, l’arte, il teatro.
Devono  essere aperte tutto l’anno (con possibilità di assumere personale 'specializzato'  ricevendo finanziamenti adeguati se la gestione fosse dell' istituto,  o  gestione diretta dei comuni), per aiutare i genitori che lavorano durante l'estate , per non lasciare nelle strade o davanti alle tv  i bambini  soli, ma  con progetti educativi di qualità  ( di divertimento , di movimento , di partecipazione attiva , di protagonismo)
Non devono essere vissute solo da studenti e insegnanti, ma offrire occasioni di scambio tra generazioni e culture, luoghi dove il privato sociale può portare competenze e proposte, dove le famiglie e tutti i cittadini possono trovare progetti pensati per loro, e contemporaneamente svilupparne di propri.

Proviamo come cittadini attivi a esigere un servizio adeguato per i nostri figli e non solo adeguato alle nostre esigenze di dirigenti docenti genitori, amministratori  ?
Io non rinuncio  a sperare
Donata                                                                          06/ 02/ 2014

Che ne è della nostra scuola ? Ulteriori riflessioni

QUANDO IL TEMPO ERA DISTESO
http://donataalbiero.blogspot.it/2014/10/quando-il-tempo-scuola-era-disteso.html
* Studenti in piazza, impariamo da loro
http://donataalbiero.blogspot.it/2012/10/studenti-in-piazza-impariamo-da-loro.html
*  Difendiamo la scuola pubblica 

sabato 18 gennaio 2014

DALLA DISCARICA A MOZART

PARAGUAY: L’ ORCHESTRA GIOVANILE SUONA STRUMENTI RICICLATI  

Landfill Harmonic (Discarica Armonica)  http://youtu.be/fXynrsrTKbI
 Il mondo ci invia la spazzatura, noi inviamo la musica

Sostengo da tempo la strategia ‘Rifiuti Zero’, ritenendola una questione fondamentale per la politica ambientale: incoraggia la riprogettazione della vita ciclica delle risorse in modo tale da riutilizzare tutti i prodotti e rappresenta la nuova frontiera dei Paesi industrializzati.

 Mi tengo aggiornata sulle iniziative portate avanti in Italia dal maestro di scuola primaria di Capannori (LU)   Rossano Ercolini,  vincitore per l'Europa del Goldman Enrivonmental Prize 2013 per il suo impegno ambientale.           

Come persona di scuola  ho condiviso le motivazioni portate dalla Fondazione Goldman che ha voluto premiare il docente perché           “quando sentì parlare  di progetti di edificazione dell’inceneritore nel suo comune, ritenne di
avere la responsabilità come educatore di proteggere il benessere degli studenti e di informare la comunità in merito ai rischi dell’inceneritore e alle soluzioni per la gestione sostenibile dei rifiuti”.                                       

E’ quanto, per i cittadini di Arzignano e della zona limitrofa,  l’associazione CiLLSA (Cittadini per il Lavoro, la Legalità , la Salute, e l’Ambiente)  da un anno e mezzo fa. 
 Detto per inciso, ritengo che in siffatta opera di informazione si debbano impegnare anche le scuole, i docenti, i capi di istituto con i loro studenti. 
Qui non si tratta di questioni partitiche  (“Fuori i Partiti dalla scuola “) ma di vita, di  salute, di futuro sostenibile.     

E' stato così che alcuni giorni fa, per capire meglio la questione ‘rifiuti ‘ e possibili soluzioni  facevo una ricerca in internet, utilizzando come motore di ricerca  la parola  discarica’.

Tutto mi sarei aspettata meno di trovarmi  a visionare con interesse un link sconosciuto.

Scoprire che anche  i rifiuti hanno un'anima, ascoltare la melodia che proviene da violini, flauti e violoncelli costruiti con barattoli di latta e pezzi di  legno gettati via  e suonati da un gruppo di giovani di Asuncion, in Paraguay, mi ha  ‘spiazzato’,  lasciandomi senza parole .
Stavo vedendo  "Landfill Harmonic" (Discarica Armonica), il documentario/ lungometraggio  "sul coraggio e la creatività" che racconta dell'amore per la musica, dovunque essa provenga , che evidenzia un sogno cresciuto  da una montagna di spazzatura.

 Il video, riportato sopra,   si apre con una panoramica delle macerie del consumo.
Ecco  CATEURA città  in PARAGUAY, costruita sulla SPAZZATURA, i cui abitanti  si guadagnano da vivere con
il riciclo e la vendita di oggetti  gettati via.  Sembra un viaggio educativo, per la consapevolezza dell’iperspreco.
E invece appare una ragazza di tredici anni che mostra il proprio violino, ottenuto da uno strumento buttato via! E dopo di lei altri ragazzi, poi un’orchestra di strumenti recuperati che suona Mozart!    

Trattasi della  Recycled Orchestra
E’ sufficiente osservare lo sguardo di quei giovanissimi musicisti per capire il valore umano di quegli strumenti e di dare un’opportunità di far musica a chi può solo sognarla.
Ci lascia senza fiato ,  questa orchestra:  illumina l’intraprendenza e l’innovazione che gli esseri umani sono in grado di far emergere per ripensare la nostra cultura usa e getta.

La Recycled Orchestra serve anche a ricordarci che ogni persona ha qualcosa da offrire quando le viene data una possibilità.
  perché lì il miracolo  è accaduto  grazie a  Favio Chávez,  tecnico ambientale, che ha pensato di regalare ai bambini del posto un sogno: la musica classica .
Durante le sue lezioni proponeva ai bambini di imparare a suonare uno strumento musicale ma ben presto si era reso conto che il numero degli allievi interessati era aumentato e che uno strumento era un bene troppo prezioso che le famiglie di questi ragazzi non potevano permettersi di acquistare.
Così ha  dovuto escogitare un modo per assicurare ad ogni bambino il proprio strumento.
Chàvez ha puntato su un progetto di riciclo ad ampio raggio ed è nata  The Recycled Orchestra, l’orchestra del riciclo , per insegnare a suonare pezzi del repertorio classico a giovani disagiati di questo angolo di mondo.

“Il mondo ci invia la spazzatura, noi inviamo la musica“: questo è lo slogan del progetto.  Così i giovani preparano a casa gli strumenti  da latte, ferraglie, piccoli fusti arrugginiti, cartoni, corde, posate, fili elettrici, e altri oggetti buttati via, sono nati violini e contrabbassi, trombe e tamburi
C’è un senso di orgoglio che trasuda tra coloro che hanno contribuito a preparare gli strumenti e riprodurre la musica in una zona dove un violino vale più di una casa, e ha dimostrato di essere anche uno strumento di trasformazione per i giovani.      
Come dice un musicista: «La mia vita senza la musica sarebbe inutile».

http://youtu.be/FnYn46Cir1o
Paraguay, il fiore della musica spunta nella discarica  

Dal Paraguay ad … Arzignano; non  si soffocano certi ricordi. 
                                            
E il ruolo della scuola ?

Ho pensato alla fortuna dei ragazzi Arzignanesi
che sei  anni fa hanno ottenuto l’indirizzo musicale statale nella media Giuriolo. 
 Il tutto è stato da me perseguito, in qualità di dirigente scolastica,  con  caparbietà , osteggiata all’inizio persino dalla allora amministrazione comunale ( poi a successo sancito ricredutasi).  Oggi tutti, dico tutti, riconoscono il ‘gioiello’ della scuola, ereditato ora dall’ IC 2 di Arzignano .

Parlando di musica, sono  convinta che ad essa debba essere assegnato uno spazio maggiore e migliore proprio nella scuola dell’obbligo, in quella scuola che accoglie tutti, aiutandoli a crescere e a diventare gli adulti del futuro. 
 Non sto pensando ad un incremento della scuola media ad indirizzo musicale, ma ad uno spazio maggiore riservato alla musica nella scuola
media tradizionale, in quella dove, anche chi non ha particolari attitudini o interesse o possibilità, può comunque incontrare, scoprire ed imparare ad usare un linguaggio universale, spesso ritenuto erroneamente accessibile a pochi eletti.

Perché non aiutare i nostri ragazzi, che trascorrono quasi tutta la giornata con musica di sottofondo, a prestare attenzione, a capire, ad apprezzare o rifiutare ciò che ascoltano in modo autonomo e consapevole?

E perché non far loro scoprire che, anche con strumenti semplici come le loro voci o i “vituperati” flauti, ci si può divertire, esprimere e dar vita ad eventi gratificanti, di tutto rispetto ed esteticamente validi?

Ho sempre sostenuto l’importanza di dare ai ragazzi occasioni significative attraverso l’esperienza  orchestrale della musica d’insieme, dove chi ha più difficoltà trova il coraggio, chi è più dotato può distinguersi e tutti insieme possono vivere la gioia di partecipare a qualcosa di importante.
 Essa permette di raggiungere, oltre i notevoli obiettivi disciplinari, importanti traguardi educativi, sia a livello individuale che di gruppo, ma soprattutto dà a tutti un gratificante senso di appartenenza.
Certo, nelle nostre scuole, i fondi non permettono l’uso di strumenti di grande qualità, ma anche con un’orchestra di flauti , una tastiera, qualche chitarra, qualche percussione…. si può dare vita ad esperienze gratificanti e da un punto di vista estetico accettabili!!!

Quando si ha chiaro un obiettivo si trovano le soluzioni.
La Recycled Orchestra  è un  esempio eclatante.

 Creiamo un laboratorio musicale, almeno uno in ogni scuola dell’obbligo (primaria o \e  media ),  che compensi le classi che non hanno il’indirizzo musicale.

Mettiamo in atto in tutte le scuole di zona ,se non lo avessero ancora fatto, con qualche ora al pomeriggio  un progetto di musica d’insieme, che roda eventualmente (grazie alla disponibilità del dirigente e dei collegi) qualche ora ad altre discipline, che punti a un concerto finale , in cui sono veramente i ragazzi a fare musica (senza basi pre-registrate!!!…), tutti (e sottolineo proprio tutti, con o senza difficoltà o handicap), ciascuno secondo le proprie competenze e attitudini, perché la scuola e la musica devono, prima di altro , insegnare ad unire, a partecipare, a collaborare.

Continuo  a sognare il giorno in cui si parli con convinzione e rispetto dell’importanza educativa della musica per tutti a scuola  e si pongano in atto le strategie e gli strumenti idonei ad attuare ciò che per ora è solo a livello progettuale.

Per chi volesse  approfondire  riporto un servizio di Superquark del 27 settembre 2013  intitolato  Gli effetti benefici della musica insegnata ai bambini”  dove,  con  splendida semplicità,  Piero Angela illustra gli innumerevoli benefici dell'insegnamento della musica fin dai primi anni di vita.
http://youtu.be/CkYTbxqx-8M

  Donata                                                       

Riflessione a margine

 Nel progetto di Cateura c'è molto più della semplice educazione sociale , c'è una preparazione a recuperare i valori ambientali e l'intenzione di migliorare la qualità di vita in generale, della popolazione ma anche del territorio.
Di fatto a Cateura la convivenza con montagne di rifiuti è un'abitudine.
Ed ecco la dimostrazione che il degrado può trasformarsi in evoluzione e progresso, se invettiva e volontà umane si danno da fare.
 È stato così che Fabio Chavèz, un tecnico ambientale, ha trasformato il rifiuto in musica, arte, speranza, sostenibilità. Chitarre realizzate con manici da scopa, elettrodomestici "trasformati" in strumenti musicali, un violoncello creato attraverso una latta di olio e i manici da cucchiai di legno da cucina. Incredibile, se pensiamo che in questo villaggio un qualsiasi strumento musicale varrebbe più di una casa!
Dopo questa iniziativa sono addirittura nati dei laboratori all'interno delle scuole, nel sud America ma anche in Europa, dove vengono trasmessi ai ragazzi le basi tecniche per la costruzione di prodotti musicali, le tipologie di materiali necessarie per l'emissione di un determinato suono e via dicendo.
Per quanto il progresso produttivo continui ad avere i suoi successi, una grande conquista sta nell’ essere consapevoli che si possono ottenere ottime soddisfazioni attraverso l'auto creazione: siamo noi stessi la più grande risorsa che possediamo!
L'impegno e il lavoro di questi ragazzi lo testimoniano  ogni giorno, dimostrando che i migliori risultati possono realmente nascere dalla speranza e dalla forza interiore, anche nelle condizioni peggiori.