ECOFESTA 2026 IN ARZIGNANO
Il 14 agosto ho ricevuto il suo messaggio:
"Cara Donata,
ringraziandoti dell’invito a
partecipare all’edizione 2026 dell’Ecofesta di Arzignano, il pensiero non può
che andare a Titta. Non solo perché questa è innanzitutto la sua, la vostra
festa – anche se in questi possessivi non vi è alcuna idea di proprio o,
peggio, di proprietà –, ma anche perché chiunque prenderà la parola in
quell’occasione lo farà inevitabilmente nel dopo-dialogo che continua, e
persiste, con chi non c’è più.
Parlare di ecologia in questa città
vuol dire misurarsi con una figura, che ha unito un percorso teorico rigoroso a
un attivismo continuo, attento e disinteressato. Credo che la forza di Giovanni
sia stata coniugare una pratica medica competente e sempre dalla parte del
paziente con un agire politico volto alla difesa dello spazio pubblico e della
libertà di tutti. In altri termini: la cura dei corpi unita a quella dei
luoghi, fisici e simbolici, in cui questi corpi respirano, vivono, lavorano,
partecipano, lottano.
L’ecologia non è soltanto difesa
dell’ambiente, in quanto non può prescindere dalla messa in discussione dei
rapporti tra gli uomini e delle strutture di potere, né dall’attenzione verso
le altre forme di vita che abitano la Terra. Essa riguarda la mente, intesa in
senso ampio come processo relazionale che coincide con la vita
stessa. L’ultima battaglia e gli articoli usciti in questi anni di Titta sono
l’espressione compiuta di questa consapevolezza.
Si sa che le PFAS sono un’emergenza planetaria. Indistruttibili (“sostanze eterne”, come vengono chiamate), contaminano acqua e suoli causando gravi patologie. I Greci avevano un termine, miasma, per definire una forza elementale e invisibile di contaminazione rituale e biologica. Titta non si è mai fermato nel denunciare questa forma di inquinamento spettrale che si traduce in una perturbazione dell’ordine naturale.
Da qui la mobilitazione, la co-fondazione
dell’associazione CiLLSA, l’opera di sensibilizzazione nelle scuole,
l’indicazione delle responsabilità e il monito contro la crescita illimitata.
Perché giustizia sociale e giustizia ambientale vanno di pari passo. Giovanni
lo aveva ben compreso, e anche questo è il suo lascito: chi controlla, inquina
o nasconde la verità sulle risorse vitali esercita una forma intollerabile di
dominio capitalistico, che va contrastato con la trasparenza e l’azione
collettiva dal basso.
Arrivederci a settembre, dunque,
all’Ecofesta con Titta.
Un caro saluto" (Alfonso)


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