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giovedì 26 novembre 2020

LA SALUTE O IL RISPARMIO ECONOMICO AL PRIMO POSTO? CONFRONTO TRA DUE PROGETTI EDUCATIVI A SCUOLA

 Un PROGETTO  è promosso dalla Regione Veneto (LIFE PHOENIX SCUOLA)  

l’altro PROGETTO dai cittadini (LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. Nuove prove di cittadinanza attiva)


          L’analisi critica è pubblicata in  Pfas.land

          [https://bit.ly/369JRS9]

   Una analisi e un parere da parte della sottoscritta,  coordinatrice del progetto Scuola, 
      ideato dal gruppo ad hoc del  Movimento No Pfas del Veneto, un sano e serio confronto 
tra contenuti e modalità dei due progetti 

          Leggi tutto >> https://pfas.land/.../25-novembre-2020-life-phoenix.../

            Donata Albiero 



APPROFONDIMENTI  

I pfas a scuola con il progetto educativo dei cittadini del Movimento No PFAS del Veneto 

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/09/promuovere-salute-scuola-con-un.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/09/giustizia-climatica-e-acqua-diritto.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/05/coronavirus-e-pfas-due-facce-della.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/04/la-partecipazione-dei-cittadini-nei.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/02/pfas-spezzata-la-catena-dell-omerta.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2019/10/un-progetto-di-cittadini-attivi-per-un.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2019/09/il-caso-pfas-ritorna-scuola.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2019/06/the-devil-we-know-il-diavolo-che.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2019/06/disastro-ambientale-e-pfas-scuola_4.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2019/05/le-gocce-che-scavano-le-rocce-la-nuova.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2019/03/da-voi-studenti-una-lezione-per-chi.html

https://donataalbiero.blogspot.com/2019/03/quando-i-cittadini-attivi-entrano-nelle.html












mercoledì 4 novembre 2020

LA SCUOLA E’ IL FUTURO DI UN PAESE, NON UN VIRUS


IL DIRITTO ALLO STUDIO VA GARANTITO

 


  Ahi serva Italia’!  

Ahi serva Italia del Mercato e del Profitto!

Non ci posso credere.

Nonostante gli appelli accorati di pedagogisti, psicologi, professionisti della scuola, di studenti, famiglie, cittadini, è di nuovo successo. Si chiudono in tutta Italia le Scuole secondarie di secondo grado con il surrogato temporaneo della Didattica a Distanza che, ribadisco, non è una soluzione accettabile perché esclude definitivamente i più deboli e impoverisce miseramente ogni processo di crescita.

 

Non c’è limite al peggio.

Non mi so rassegnare allo sfascio programmato della scuola pubblica, ai mesi estivi sprecati per i banchi con le rotelline e al silenzio sulla congestione dei trasporti.

Chiudere una scuola significa incatenare il futuro scrive lo psichiatra Paolo Crepet, ma vallo a dire ai nostri politici.

Che ne possono sapere costoro che, di fronte a una reale emergenza Covid, si scaricano le responsabilità, le decisioni da prendere, se la Scuola sia o meno Prioritaria rispetto al Mercato e al Profitto? Che ne sanno?

Un Paese che non sa proteggere la scuola è un Paese che ha smarrito la rotta ed è senza futuro.

 


(foto da web) 

  Sono indignata.

La chiusura delle scuole non è un atto di responsabilità, ma la fotografia di un fallimento, dell’inadeguatezza di una gestione complessiva dell’emergenza.
“È oramai chiaro che la criminalizzazione dei comportamenti dei cittadini e le uscite da avanspettacolo sono solo tristi strategie di comunicazione per nascondere le enormi responsabilità di chi doveva, in questi mesi, costruire condizioni di tutela sanitaria e sociale per tutti e tutte e semplicemente e tragicamente non lo ha fatto” ha  riportato il Movimento ‘Priorità alla Scuola’ in uno dei suoi  comunicati.

Il nostro è uno strano Paese.

 “Strano Paese quello in cui il deficit di civismo e l’emergenza educativa sono evidenti, allarmanti e di molto precedenti alla pandemia, eppure appena i contagi risalgono si pensa di richiudere le scuole. Strano Paese, l’Italia pallonara (nei due sensi possibili del termine) che piange perché non può andare allo stadio e però "le lezioni a distanza sono più sicure". Ancora più strano, quasi incomprensibile, se a chiedere la retromarcia sono i rappresentanti di alcune Regioni e di certi partiti che prima del 14 settembre reclamavano a gran voce la ripresa delle lezioni nelle aule... Sempre sull’orlo del cortocircuito politico e informativo, in questo strano Paese si ammette in realtà, a ragione, che non sono le scuole i luoghi di maggiore diffusione del Covid, ma poi si aggiunge che le scuole superiori vanno comunque chiuse perché per raggiungerle molti studenti prendono i mezzi pubblici, dove l’affollamento comporta un serio rischio di contagio. Insomma, per risolvere un problema (autobus e metropolitane affollati) se ne creerebbe un altro (chiusura delle scuole)” (Danilo Paolini) : 

 

Strano Paese sì ma, aggiungo io, soprattutto, ignorante e servile Paese…un Paese che crede, con la didattica a distanza, di aver liquidato la questione Istruzione/Covid.

Eppure, la didattica a distanza consegna un segnale chiaro e negativo: indica che ancora una volta le politiche per la scuola, per l’istruzione e per il contrasto alla dispersione scolastica sono considerate come accessorio del Paese e non, invece, come presupposto al suo sviluppo, come azioni indispensabili alla rimozione delle disuguaglianze, all’esercizio dei diritti, alla costruzione di un’economia giusta e responsabile.

È come se non si riconoscesse la scuola come “primo attore, pubblico e repubblicano, della nostra democrazia”, come luogo essenziale non solo per l’educazione delle nostre bambine e dei nostri bambini, delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, ma anche come palestra civile dove educare alunne e alunni alla cittadinanza, alla convivenza, alla relazione tra differenti.

 Critico sulla DAD (Didattica a Distanza) è il grande pedagogista Daniele Novara:  

La scuola dietro a un monitor non consente la formazione di una vera comunità di apprendimento che permetta il confronto in carne e ossa (l’assenza dei corpi impedisce quell’osmosi sociale alla base di tutti gli apprendimenti scolastici)”. Riportare "i nostri studenti alla chiusura casalinga sostanzialmente  vuol dire un ritorno a una condizione di consumo ludico tecnologico e di isolamento. Condizioni pericolose per la loro salute mentale che rischia una grave deriva depressiva…Il rispetto per bambini e i ragazzi è il rispetto per noi stessi e per il nostro futuro”.

 Prima di chiudere la scuola bisogna, dunque, valutare ogni intervento alternativo possibile.

 Non mi rassegno, perciò, a vedere che ancora una volta la scuola considerata come “luogo sacrificabile” per mascherare mancanze e scelte politiche arroganti e incapaci su sanità, trasporto pubblico e assetto urbano.

 La scuola guarda nel presente e nel futuro, è l’argine contro le disuguaglianze

 Lo straordinario lavoro fatto durante i mesi estivi, tra mille difficoltà, da chi la abita l'ha resa uno dei luoghi più sicuri, malgrado nella sfera politica e amministrativa centrale e periferica sciagurati ritardi e colpevoli inerzie si siano sommate in questi mesi alle conseguenze di decenni di politiche liquidatorie.

 

 La scuola deve essere l’ultima a essere 'serrata' . Il diritto alla partita o all’apericena non ha rilevanza costituzionale, la scuola pubblica sì.

 Purtroppo, continua a essere la prima a chiudere, per un altro mese, fino al 3 dicembre. L’importante salvare il Natale, la ruota dei consumi, l’economia della nostra Italia.

Mentre dei costi sociali che gravano sulle generazioni giovani e sull’intero Paese pesantissimi e duraturi a nessuno, forse, fa un baffo.

 Già “Con la cultura non si mangia   

 Donata Albiero

  

 Approfondimenti

 Buona ripresa scuola

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/09/buona-ripresa-scuola.html

 La scuola è a scuola

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/07/la-scuola-e-scuola.html

 Apriti Sesamo! La scuola in presenza e in sicurezza

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/06/apriti-sesamo-scuola-settembre-in.html

 Adolescenti scomparsi in tempo di coronavirus

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/05/adolescenti-scomparsi-al-tempo-del.html

 Bambini invisibili e dimenticati al tempo del coronavirus

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/04/bambini-invisibili-e-dimenticati-al.html

 Scuola e didattica a distanza imposta dal coronavirus

https://donataalbiero.blogspot.com/2020/03/scuola-e-didattica-distanza-imposta-dal.html

 

mercoledì 23 settembre 2020

PROMUOVERE SALUTE A SCUOLA CON UN PROGETTO CULTURALE CHE SI PROIETTA NELLA AZIONE

  

https://pfas.land/2020/09/21/21-settembre-2020-si-ritorna-a-scuola-anche-con-i-pfas-e-le-soluzioni-di-cittadinanza-attiva/


Ritorniamo nelle scuole per l’anno scolastico 2020 2021 con il progetto educativo    “LA SALUTE NELLA TERRA DEI PFAS. Nuove pratiche di cittadinanza”

 Una lettera sui nostri intenti, rivolta ai professionisti (dirigente scolastico e docenti), ci accompagna, come movimento No PFas del Veneto -arcipelago di gruppi comitati associazioni, cittadini liberi- per collaborare insieme alle istituzioni scolastiche e dar vita a un nuovo pianeta educativo.


                        Pfas =  sostanze perfluoroalchiliche, non esistenti in natura                                                     La sigla Pfas indica almeno quattromila composti  diversi, che si distinguono per la lunghezza della molecola in cui atomi di carbonio si legano al fluoro
    

 Che senso potrebbe, infatti, avere un’istituzione educativa pubblica che non fosse in grado di elaborare cultura sui problemi più urgenti del nostro tempo?                       Per promuovere un cambiamento è quindi necessario un impegno educativo costante e continuativo capace di tradursi in una riappropriazione e conoscenza dell’ambiente in cui viviamo.

E’ un pianeta, quello a cui tendiamo noi, che pone l’accento sul significato di prevenzione, di salute, richiamandosi sempre alla “realtà”, alla dignità della persona, al suo diritto di star bene, all’interno del quadro desolante della società basata sul profitto ad ogni costo.  

E’ un pianeta che vede protagonisti del loro futuro le nuove generazioni.                 Nella nota, rivolta ad ogni studente di accompagnamento al percorso sui Pfas che intraprendiamo con gli istituti, scriviamo, con convinzione:    

«Sarà, il tuo, un progetto positivo e di speranza, rivolto al futuro, da condividere e portare avanti con i compagni della tua classe e che potrà dare, se ti metterai in gioco-noi lo auspichiamo- libero sfogo allo spirito creativo, costruttivo, propositivo, innovativo... Il progetto è solo l’inizio di un percorso: il tuo impegno continua»

Dunque, per noi, la scuola è la nuova frontiera culturale, in tempo di covid, nella lotta contro i Pfas.                                                                                                                       Lo enunciamo nel   Comunicato stampa  che ci introduce. Aspettiamo ora, con fiducia, la chiamata delle scuole.   

  Donata Albiero


P.S 
In PFAS land l’articolo completo assieme alla declinazione del progetto e la memoria storica di quanto già effettuato nelle scuole venete (documenti, riflessioni, foto).


 

sabato 12 settembre 2020

GIUSTIZIA CLIMATICA E ACQUA DIRITTO UMANO DA TUTELARE

L'INTERVENTO DEL  MOVIMENTO NO PFAS DEL VENETO  NELLE  SCUOLE 

 

La giustizia climatica non può prescindere dall’attenzione sull’acqua perché oltre ad essere una delle risorse più colpite e sfruttate rappresenta anche una soluzione alle sfide che dobbiamo fronteggiare per la lotta ai cambiamenti climatici, attraverso il riconoscimento effettivo del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari e attraverso investimenti concreti nei piani di sviluppo sostenibile dei Paesi. 



Il video “Acqua oro blu”che riporto quando vado nelle scuole , ha sintetizzato, con slogan e immagini del Pianeta Terra, quanto il GRUPPO EDUCATIVO ZERO PFAS, su mandato del Movimento No Pfas del Veneto, ha espresso con i propri interventi agli studenti nel percorso educativo condotto in questi ultimi due anni: " L'acqua è oro blu, un diritto umano da tutelare e siamo tutti coinvolti. Salva l'acqua, salva la vita, contro ogni forma di inquinamento"

Il video testimonia che ci troviamo ad una svolta critica nella storia del Pianeta, in un momento in cui l’umanità deve scegliere il suo futuro.                                                   

A mano a mano che il mondo diventa sempre più interdipendente e fragile, il futuro riserva allo stesso tempo grandi pericoli e grandi opportunità.  Per progredire dobbiamo riconoscere che, pur tra tanta diversità di culture e di forme di vita, siamo un’unica famiglia umana e un’unica comunità terrestre con un destino comune.

Dobbiamo unirci per costruire una società globale sostenibile, fondata sul rispetto per la natura, sui diritti umani universali, sulla giustizia economica e sulla cultura della pace. Per questo fine è imperativo che noi, i popoli della Terra, dichiariamo la nostra responsabilità gli uni verso gli altri, verso la grande comunità della vita, e verso le generazioni future.                                                                                                                  

Di qui, l’appello finale agli studenti inserito nel video: 

 Il cambiamento climatico impone di fare delle scelte. Costruiamo insieme un percorso comune di passione politica e consapevolezza sociale a partire dalle piazze, dalle manifestazioni in cui unire le nostre forze e i nostri numeri, a partire dai comuni, in cui viviamo, a partire dalle scuole.  E’ l’unica, ultima possibilità per il nostro e il vostro futuro  





I cittadini attivi del Movimento No Pfas hanno poi lasciato le scuole presentandosi come insieme di gruppi con la sollecitazione  finale della coordinatrice:

"Cari ragazzi, il presente vi appartiene, il futuro è nelle vostre mani. Pensate, organizzatevi, protestate se occorre, proponete, agite. Voi potete fare la differenza"

  L’acqua è vita! 


 Ora siamo di nuovo pronti a dare il nostro contributo alle scuole nel nuovo anno scolastico 2020 2021

 

Donata Albiero                          12 settembre 2020   

 

 

 

venerdì 4 settembre 2020

BUONA RIPRESA SCUOLA!

 

Aspettando il 14 settembre 2020   perché "La scuola è a ...scuola"  

 

 

Il primo settembre è arrivato, segnando l’inizio ufficiale del nuovo anno scolastico.

Ed è partito, in molte scuole, con i corsi di recupero e\o con il collegio dei docenti organizzativo in cui si è incominciato a deliberare il progetto educativo intorno a cui ruota il nuovo tempo scolastico…almeno per l’anno in corso.

 E’stato il giorno dei saluti tra i docenti, che si ritrovano dopo l’esperienza del coronavirus, con la voglia però, almeno me lo auguro, di condividere idee e costruire la scuola in cui credono ancora, il giorno per discutere, litigare, confrontarsi nella bella diatriba della vita. È il giorno del sentirsi insieme, comunità educante con la responsabilità di avere in carico la società del futuro.

 E’ iniziata la sfida per la scuola, la scuola pubblica, la scuola della Costituzione, quella che punta sulla costruzione di relazioni significative tra alunni ed insegnanti, tra docenti, con la dirigenza, con tutto il personale, con le famiglie;                          

 quella che appassiona alla vita, alla cultura, allo studio;                                                  

quella che non si accorge solo nell’emergenza di avere studenti con scarsi mezzi per seguirla a distanza o, pur nativi digitali, incapaci di scrivere su word, salvare ed inviare un file;      

quella, soprattutto,  che non guarda ai voti ma ai volti degli studenti, che vuole dare  sicurezza e nel contempo benessere.

 E’ una scuola che ama i suoi studenti, educandoli alla coscienza, alla responsabilità, all’impegno.

“È tempo di pensare che non si può fare più finta di nulla… Il pianeta è in crisi, il futuro è incerto… i tempi sono bui, la politica delude e divide gli uomini fratelli” (Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace)

 Confido e spero, in questo nuovo anno scolastico, che la SCUOLA voglia ancor più EDUCARE alla  Salute, alla cittadinanza attiva, alla difesa dei beni comuni, ergendosi come “faro” nelle tenebre in un  momento così incerto…

Siamo reduci tutti dall’esperienza di questa quarantena che ci ha “segnati e scossi nel profondo delle coscienze”. E’ stata una sosta obbligata di riflessione.

Ora   bisogna necessariamente riprendere il percorso educativo, anche se un “cammino in salita”.

                     Lettera ai bimbi delle scuole primarie 



Lettera ai ragazzi delle medie 




Buona ripresa!

 Donata Albiero                                   4 settembre 2020 

mercoledì 29 luglio 2020

LA SCUOLA E’ A SCUOLA


Quando il rientro a scuola è ancora un rebus


 

Un intervento a Vicenza 

 https://youtu.be/gnNXcBIEFhI


“Il livello più basso che una comunità può giungere a toccare è quando la formazione delle giovani generazioni non è più una priorità” scrive Giovanni Fioravanti. Come dargli torto?

 E’ quanto sta accadendo ora, vicino a noi, forse neppure avendone consapevolezza. Dai figli cresciuti davanti al televisore siamo giunti ai bambini e ai ragazzi istruiti “vis a vis” con il monitor di un pc, del tablet e dello smartphone.

In tempo di covid   tutto è stato accettato come una ineluttabile necessità. Ora però che l’emergenza sta passando, permettendoci di prendere le distanze dalla paura, sarebbe buona cosa soffermarci a riflettere su cosa sia la scuola pubblica, la scuola della costituzione.

Priorità scuola, insomma. La prima preoccupazione dovrebbe essere per le bambine e i bambini, i ragazzi e le ragazze della nostra comunità, dimenticati in questi mesi di isolamento e quanto serve loro e al Paese: investimenti, assunzioni, diminuzioni del numero di alunni per classe, messa a norma degli edifici, spazi adeguati; in altri termini, risanamento ambientale, umanizzazione e democratizzazione del sistema.   

Ma penso che non ci sia una idea di scuola ai piani alti del Ministero.


 Niente fondi aggiuntivi, vaghezza sulla prevenzione e sulla sicurezza sanitaria, nessun personale aggiuntivo; smembramento e rimescolamento delle classi, rottura delle discipline e riaccorpamento a caso con una spruzzatina di educazione civica. Le ore di 60 minuti Ora durano di meno, E poi sussidiarietà a gogò e patti di corresponsabilità educativa con la famiglia. Familismo invece che libertà d’insegnamento. Sulle singole scuole e sui territori ricadono oneri e responsabilità: che se la sbrighino loro!”

In compenso, c’è una parola d’ordine che alimenta il dibattito: banchi nuovi, monouso, a rotelline, panacea di tutti i mali.

 Sono basita.

Lo sa pure un bambino che senza un'idea di scuola anche i banchi più belli e colorati non servono a niente


E allora,  manca poco più di un mese dalla riapertura scuola e tremo alla  prospettiva che il prossimo anno scolastico dei nostri giovani si riduca a uno zabaglione di insegnamento in presenza e di insegnamento a distanza, a una scuola che abdica alle sue funzioni oggi fondanti di socializzazione, inclusione, confronto e partecipazione per ridursi a un unico compito, il più tradizionale ed antico, quello trasmissivo, quello della lezione frontale che resta tale anche se lanciata da una piattaforma web o se utilizza i materiali messi a disposizione dalla rete e da Rai scuola(Fioravanti) .


Le soluzioni non sono nelle parole dell’adulto, come non sono nello schermo di un device; ognuno se le costruisce, ciascuno se le conquista a modo suo se intorno c’è una vita che si agita, capace di proporre relazioni, scambi, conflitti e mediazioni.

E allora lo sforzo in questo momento è l’uscire fuori, riscoprendo il territorio, con una alleanza tra famiglie, amministrazione scolastica e amministrazione comunale per utilizzare tutte le risorse di spazi e di persone che si possono reperire e attivare.

Il territorio... una grande aula in cui promuovere esperienze e incontri sotto la regia dei docenti.

 Donata Albiero                      29 luglio 2020 

 


sabato 27 giugno 2020

APRITI SESAMO! SCUOLA A SETTEMBRE IN PRESENZA E IN SICUREZZA


   APRITI SCUOLA IN PRESENZA 

      video Luca Bassanese
Credo in una  scuola libera e pensante      https://youtu.be/1it-5LMUjCw

Vicenza 25 giugno 2020 
                                " Priorità alla scuola laica, statale , libera e pensante . 
                           Più organici, più finanziamenti, minor n#di alunni per classe " 

 
E così, finalmente, una sola certezza: le linee guida
sulla riapertura a settembre degli istituti da parte della Conferenza Stato-regioni sono state approvate. 
Il giorno dopo delle sessanta manifestazioni in molte città organizzate dal movimento “Priorità alla scuola”, in cui nel richiedere l’apertura di tutte le scuole a settembre si denunciavano ritardi insostenibili, mancanza di fondi, mancanza di organici, mancanza di sicurezza nelle scuole, di spazi, di tempi adeguati per l’istruzione, il persistere di classi pollaio, la contrarietà alla didattica a distanza e la necessità della didattica in presenza …
Vicenza 25 giugno 2020 
Che dire?
Vedremo alla prova dei fatti cosa accadrà tra due mesi.  
Io però continuo ad essere preoccupata. E parlo da persona a conoscenza dei fatti.

 Il Piano di rientro a Scuola per il prossimo anno scolastico rimane ancora una "DICHIARAZIONE DI GUERRA" (cito Costanza Margiotta, portavoce del movimento "Priorità alla Scuola") alla Scuola della Costituzione e della Repubblica: soluzioni improvvisate e diverse per ogni istituto, classi smembrate, discipline accorpate, orario frantumato, ingresso nelle Scuole del Terzo settore...

Ci sono alcuni punti fermi, imprescindibili, senza i quali non si può parlare di scuola ma che ai Piani Alti sembrano non conoscere 

“- La scuola della Repubblica si svolge nelle aule, con docenti dello Stato, con programmi uguali per tutti; nessuna scuola della Repubblica è possibile “alternando” frequenza e modalità a distanza.

- La scuola non ha nulla a che vedere con l’associazionismo e l’animazione sociale. È il luogo delle relazioni umane in presenza, le uniche che, orientate alla cultura e all’istruzione, possono determinare conoscenza significativa. Nessun orario può essere ridotto, nessuna parte di orario può essere sostituita da attività gestite da enti esterni, terzo settore o altri privati.

- La scuola della Repubblica è aperta a tutti, ma non è un optional al quale “si può” accedere o meno: è un obbligo fino a 16 anni e persiste come obbligo successivamente per ottenere un diploma, che ha valore legale, e come tale configura uguaglianza sostanziale.

- La scuola della Repubblica deve tendere a rimuovere le diseguaglianze e quindi dev’essere uguale per tutti, dal nord al sud del Paese, dai quartieri più ricchi a quelli più poveri. Non esiste scuola della Repubblica con classi sovraffollate o con presenze “a gruppi”, alternate, frantumando le classi, luogo dove invece si realizzano le relazioni fondamentali.

- La scuola non è una risposta a domanda individuale, un servizio, una merce, ma una istituzione della Repubblica, un organo costituzionale. Come tale essa deve essere destinataria delle risorse che uno strumento dell’interesse generale merita…”
 (Manifesto per la costituzione di un comitato permanente per la salvaguardia e il rilancio della scuola pubblica).
Mi ritrovo in tutto e per tutto nei punti elencati sopra; per questo ho aderito alla costituzione di un comitato permanente per la salvaguardia ed il rilancio della scuola pubblica.

Del resto per anni ho battagliato in favore della LIP (Legge di iniziativa popolare) e  contro la legge 107/2015 che di “Buona Scuola”non aveva proprio niente,  raccogliendo firme nei gazebi in difesa della scuola pubblica, laica, di tutti e per tutti.
Senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia, né crescita, umana ed economica.
Non posso fermarmi ora.

  Luca Bassanese Vicenza 25 giugno 2020
Manifestazione "Priorità alla scuola" 


  Donata Albiero 


P.S.

Le linee guida per il rientro scolastico a settembre 2020

Costituzione di un Comitato permanente per la salvaguardia ed il rilancio della scuola pubblica.
Manifesto: https://www.facebook.com/salvaguardiascuolarepubblica/

Se vuoi sottoscriverlo manda mail con nome, cognome e città a:
salvaguardiascuolarepubblica@gmail.com