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martedì 27 maggio 2025

PFAS SCUOLE REPORT FINALE A.S. 2024 2025

 

“ONE HEALTH. UN PERCORSO DI CITTADINANZA ATTIVA PER BANDIRE I PFAS” 

Prima parte: l'itinerario educativo nelle scuole. 

A.S. 2024/2025 la coordinatrice Donata Albiero alla scuola media Vivaldi -IC Montegrotto PD 
ph archivio  CiLLSA  

                                                            


Solo l'educazione alla cittadinanza e alla corresponsabilità
 può alimentare la coscienza critica, dotandoci di strumenti
conoscitivi e culturali capaci di far comprendere i processi
di cambiamento e di farci interagire, in maniera creativa
e consapevole con la realtà, in modo da essere protagonisti
e non sudditi servili.
Per questo, è necessario trasformare il senso di impotenza   
in volontà di mettersi in gioco per non delegare ad altri     
la responsabilità del nostro futuro e non lasciarci  rubare la speranza”
(Papa Francesco
 23 marzo 2013 Omelia della messa delle Palme) 

 

CATASTROFE AMBIENTALE

Viviamo in un tempo senza speranza, immersi in un sistema socio-economico che avvalora l’avidità, l’arricchimento individuale, l’egoismo, il disinteresse verso l’altro da sé. Produciamo, ce lo ricorda bene il giornalista e autore Paolo Cacciari in un suo articolo del 2019 - costruiamo, commerciamo, consumiamo sempre più carne da allevamenti intensivi, telefonini e computer con il coltan estratto dalle miniere congolesi, pentole antigraffio con i Pfas (gli acidi perfluoroalchilici che troviamo nel sangue dei bambini in mezzo Veneto), treni ad alta velocità, aeroporti e grandi navi che sventrano valli, pianure e lagune”. La sua analisi lucida prosegue nel ricordarci che ci muoviamo, riscaldiamo e refrigeriamo le nostre case per mezzo di combustibili fossili. Ci cibiamo di pizze condite con pomodori raccolti da migranti sfruttati e schiavi. Ci vestiamo con indumenti confezionati nelle fabbriche sfruttatrici, disseminate nel pianeta. Tutto ciò entra nel Pil e contribuisce al benessere degli italiani e del capitalismo nel mondo”. Se non si arriva alla critica profonda del pensiero antropocentrico è difficile uscire dalla logica di dominio che ha portato l’umanità a dichiarare guerra alla natura. Il riscaldamento globale, la distruzione della biodiversità, la scarsità d’acqua, le pandemie distruttive, le crescenti tensioni tra stati, le disuguaglianze sempre più grandi e oscene…ci hanno portato a una catastrofe ambientale epocale senza precedenti. 

Occorre reagire, con una presa di coscienza collettiva, nella consapevolezza che da soli non possiamo cambiare il mondo ma insieme possiamo mitigare il danno e invertire la rotta. Ed è l’obiettivo che ci poniamo con le scuole, rivolgendoci alle nuove generazioni, nella lotta contro le sostanze chimiche, interferenti endocrini ed eterni, di fronte a silenzi, omissioni, incurie istituzionali, la ‘rassegnazione‘della popolazione.


GRUPPO EDUCATIVO ZERO PFAS DEL VENETO

Noi, Gruppo educativo Zero Pfas, operiamo in un contesto specifico, il Veneto, di fronte a una delle contaminazioni ambientali tra le più gravi, quella dei Pfas, che dura da molto tempo e interessa la seconda falda più grande d’Europa e più di trecentocinquantamila persone. Quarantasei scuole secondarie di primo e secondo grado in Veneto incontrate (con ‘richiami’ negli anni da parte di ventuno  istituti che hanno voluto riprogettare per due, tre, quattro, cinque anni i percorsi sui Pfas), più di  diecimilacento  studenti incontrati in sette anni scolastici dal 2018 (si aggiungano diverse migliaia di altri allievi, raggiunti con la Peer Education, o educazione tra pari, metodologia didattica operata in diverse scuole come pratica di cittadinanza attiva: processo di trasmissione di conoscenze ed esperienze tra compagni di scuola) fanno da battistrada per far riflettere i ragazzi sulle cause della tragedia collettiva nel nostro territorio causata dai Pfas. Si tratta, senza alcun dubbio, di una prova  straordinaria di forza civile, portata avanti da un arcipelago di attivisti, collaboratori, amici, tutti uniti nello sforzo collettivo di consegnare un futuro alle nuove generazioni. Si aggiunga la sensibilizzazione a circa millenovecento adulti (docenti, genitori, cittadini). Dodicimila unità (de visu).  Ciò che ci è interessato, che ci interessa, sempre e comunque, è contribuire, insieme alla scuola, a sviluppare nei giovani una maggiore consapevolezza degli eventi che coinvolgono la comunità in cui vivono, facendo loro esplicitare potenzialità e capacità di essere protagonisti di fronte alle sfide del nostro tempo.

A.S. 2024/2025 Il gruppo operativo educativo 
ph di Donata Albiero -archivio di CiLLSA 

NUMERI 

I numeri, riferiti a questo ultimo anno scolastico, danno un quadro complessivo della mansione svolta in Ventitre ISTITUTI veneti (28 scuole), di cui diciotto secondarie di secondo grado e sette di primo grado, due CPIA e un SERALE, in quattro province. 

Delle ventotto scuole visitate, ventidue hanno scelto la ‘sensibilizzazione’, sei il progetto      (oltre a incontri con gli esperti è stata svolta una attività autonoma delle scuole - pratica di cittadinanza attiva di alcuni mesi - e un confronto finale con Attivisti del Movimento); tre hanno effettuato uscite al tribunale di Vicenza, una  l'uscita alle risorgive del Bacchiglione.

Sei istituti sono nuovi. 

Milleseicentoventicinque sono stati gli studenti direttamente coinvolti e quattrocento  circa gli adulti (docenti, genitori, cittadini, informati sul percorso educativo).  Più di  di duemila unità                                                                             

                                                                                    

 AZIONE EDUCATIVA

Abbiamo terminato il nostro settimo anno consecutivo, puntando a realizzare (o quanto meno considerare), il cambio di paradigma culturale, ossia il primato della salute sul profitto e sul mercato e a condividere un sentimento positivo di speranza. La speranza che fa smuovere i sassi, che induce al cambiamento, per un mondo basato sul mutuo  riconoscimento della dignità umana.  Abbiamo narrato alle studentesse e agli studenti la storia drammatica di cui siamo stati vittime inconsapevoli per decenni, riflettuto sulle connessioni tra ambiente, salute ed economia, sulle ricadute della crisi climatica e l’uso degli inquinanti; abbiamo cercato con loro nuove frontiere dell’impegno per contrastare i continui attacchi alla salute nostra e del pianeta da parte di una distorsione di sistema economico; abbiamo sottolineato il valore della Costituzione e della cittadinanza attiva che si costruisce con il coinvolgimento delle nuove generazioni nella costruzione di buone pratiche.   

L’itinerario, snodatosi da novembre 2024 a maggio 2025,  in una pianificazione puntuale, ha raccolto bisogni, aspettative, proposte, domande e fornito materiale specifico di riflessione. L’organizzazione ha previsto in media quaranta- cinquanta alunni ogni incontro, per poter relazionarci più efficacemente. Sei scuole hanno effettuato ufficialmente il progetto ma diverse altre hanno intrapreso da sole il cammino della cittadinanza attiva da noi auspicato. 

a.s. 2024 25 scuole con progetti della durata di alcuni mesi 
ph di Donata Albiero - archivio CiLLSA 

                                                                                                                        
a.s. 2024 2025 scuole con incontri di sensibilizzazione 
ph di Donata Albiero - archivio CiLLSA 

 CONFRONTO CON GLI STUDENTI

One HEALTH. 

Abbiamo riflettuto sulle connessioni tra ambiente e salute; sulle ricadute della crisi climatica e l’uso degli inquinanti, Pfas in testa e ragionato su dati, nazionali e internazionali. Si è parlato di diritti calpestati e di quelli ri-conosciuti dopo anni di battaglie, soprattutto da parte di gruppi, ong.,  associazioni. Si è discusso delle nuove frontiere dell’impegno. Sempre, è aleggiato il “che fare”per difendere la salute, salute spesso non tutelata da coloro che avrebbero il dovere di farlo (politici e istituzioni). Accanto all’approfondimento con specialisti del settore è stato dato spazio al racconto di esperienze significative in atto e al ruolo degli attivisti. Il tutto,  prendendo lo spunto dai questionari di ingresso, che, hanno dimostrato, ancora, scarsa e superficiale conoscenza di quanto avvenuto e di quanto avviene a causa dell’inquinamento da perfluorati nei luoghi dove loro stessi vivono. Abbiamo ascoltato i ragazzi che, ad ogni incontro, ci hanno dettato le linee dei nostri interventi, riferendoci, a nome del gruppo di lavoro o della classe di riferimento, la questione che stava loro a cuore e ciò che intendevano approfondire.  


A.S. 2024 2025 A scuola per i Pfas   ph di Donata Albiero - archivio CiLLSA 
Gli studenti pongono agli esperti F. Basso (sopra), G. Fazio (sotto), a incontro finito, ulteriori domande 


Le domande stimolanti, per una riflessione comune, sono risultate raggruppate in tre filoni: Qual è il bilancio tra i benefici industriali dei PFAS e i rischi per la salute e l’ambiente? In che misura le normative attuali sono efficaci nel limitare la produzione e l’uso di PFAS? Quali alternative sicure ed efficaci esistono per sostituire i PFAS in applicazioni industriali e di consumo? Ci hanno spiegato i ragazzi, che, dopo aver analizzato il materiale di studio, visto i documentari proposti, discussi in spazi laboratoriali, sono arrivati ai nostri incontri con alcune idee da condividere sulla situazione, unite a molteplici domande.        

a.s. 2024 25 Si impostano le relazioni degli esperti sulle riflessioni dei ragazzi 
ph di Titta Fazio-archivio CiLLSA 

A.s. 2024 25 Gli studenti relazionano quanto hanno studiato per preparare l'incontro con noi 
ph di Donata Albiero - archivio CiLLSA 


A.S. 2024 25 Gli studenti interrogano e vogliono risposte 
ph di Titta Fazio - archivio CiLLSA 
     

                                

Citiamo alcune scuole a mo’ di esempio.                                                            

 ph di Titta Fazio - archivio CiLLSA 
 

















Sull’importanza del conoscere la problematica:Prendere consapevolezza della gravità del problema è il primo passo, forse scontato, ma imprescindibile. Avere una visione chiara dei drammatici effetti che possono provocare i PFAS è fondamentale per contrastare ignoranza e disinformazione. Non possiamo che constatare la nostra impotenza: siamo indifesi, non ci sono tutele legislative o giuridiche,non c’è modo di distinguere tra cibi contaminati e cibi genuini, non possiamo fare esami di accertamento…Tuttavia, dobbiamo impegnarci per cambiare le attuali politiche industriali, basate più sul profitto e sul guadagno sconsiderato che sul benessere psico-fisico dei cittadini”
(Cl 5 ALS Cattaneo/Mattei-Monselice) 

ph di Donata- archivio CiLLSA


Sugli aspetti politici legati alla contaminazionell problema è preso seriamente dalle autorità o è ancora di secondo piano?Perché si è preferito l’aspetto economico a quello sanitario? Perché un problema così grande è stato ignorato e sottovalutato? Vengono prese misure preventive per evitare la diffusione di Pfas? Se sì, quali? Si sarebbe potuto rallentare o arginare il problema se le misure fossero state attuate? Perché non si può inserire all’interno del protocollo della sanità regionale l’esame per la ricerca dei Pfas nel sangue se sta diventando un problema nazionale? Per quale motivo non è permesso fare esami per capire se i Pfas sono presenti nel proprio corpo? Esistono politiche attive per risarcire le popolazioni e i produttori agricoli delle zone contaminate? 
(Liceo Cornaro PD)  

Su gravidanze a rischio e salute bambini: 



Lo studio dell’Università di Padova mette in luce un problema allarmante: l’inquinamento da PFAS non è solo una questione ambientale, ma una minaccia diretta alla salute riproduttiva di migliaia di donne. Il fatto che sostanze presenti nell’ambiente possano interferire con funzioni ormonali fondamentali come quelle del progesterone, compromettendo fertilità, solleva interrogativi etici e sanitari urgenti. Spesso questo enorme problema viene molto sottovalutato vista anche l’ignoranza e la poca informazione in merito. Infatti riteniamo necessario un intervento concreto da parte delle istituzioni per limitare l’esposizione a queste sostanze e tutelare la salute delle generazioni future“Siamo rimaste molto stupite da quanto il cervello dei bambini viene influenzato dai pfas e pensiamo che sia necessario fare qualcosa”.
(Liceo Da Vinci di Arzignano VI)   

ph di Francesco Basso - archivio CiLLSA 


Su rischi Pfas, non percepiti dalla popolazione:"È stato davvero scioccante di come il PFAS si sia diffuso non solo qui ma in quasi tutta Italia. Mi preoccupa, inoltre, il cibo e l’acqua che stiamo consumando pensando che non siano nocivi”. È importante che tutti siano a conoscenza dei rischi, delle conseguenze e delle eventuali soluzioni. Mi ha sorpreso molto perché non ne avevo mai sentito parlare, ed è preoccupante che i PFAS impattino cosi sulla salute delle persone e sul suolo e mi preoccupa il fatto che non se ne parli tanto” “La cosa che mi preoccupa di più è il fatto che non si fa niente; dovrebbero vietarli perché anche se è una questione economica, i soldi tornano, la salute no. Una perdita economica per lo Stato e le imprese sarà un sacrificio notabile per un futuro migliore per noi, e per i nostri successori.”“Ho capito che i pfas sono molto pericolosi e che non se ne parla abbastanza, mi preoccupa che la situazione degeneri e diventino molto più comuni nel nostro territorio e più pericolosi”(Pasini - Schio sensibilizzazione).

Sul ruolo dei giovani: “Dobbiamo essere coraggiosi, capaci di prendere scelte che possano cambiare la situazione odierna, imporre leggi e norme che regolino l’utilizzo dei PFAS, studiare possibili alternative o cure mediche in grado di debellarli.  Noi, giovani di oggi, saremo gli imprenditori, i politici, i medici, i magistrati di domani. Se davvero riusciremo a capire che cambiare è necessario, allora sarà in nostro potere farlo. Se è vero, come si dice, che il futuro è nelle nostre mani, allora esso potrà essere migliore del presente”.           (Liceo Cattaneo Mattei )

Insomma, gli interrogativi non sono mancati, le richieste di soluzioni concrete nemmeno. E poi, immancabile, la domanda finale: “Come possiamo contrastare gli effetti negativi dei Pfas?”  


Oltre alle azioni individuali (Il cambiamento nasce da noi) e collettive (L’unione fa la forza), alla  presentazione di varie azioni sulla prevenzione da adottare, abbiamo consegnato  documenti in merito, li abbiamo invitati a controllare i Report di qualità dell’acqua forniti dalle compagnie idriche locali perché essi devono includere informazioni sulle contaminazioni, compresi i PFAS, se presenti, abbiamo loro proposto un Manuale di sopravvivenza  quotidiana (prodotti senza Pfas nel mercato).


 Hanno capito i ragazzi l’importanza dell‘impegno collettivo.Non accettano più - scrivevo già l’anno scorso - una società nella quale la gente è schiacciata da un senso comune aberrante in cui economia, politica e media, sono al servizio di una logica fittizia, quella di una crescita infinita e di una società governata dalla logica di mercato”. Gli studenti hanno, perciò, reagito, con le pratiche di cittadinanza attiva, all’immobilismo e all’indifferenza.  


CONCLUSIONI


ph di Donata -Archivio CiLLSA 

ph di Donata- archivio CiLLSA















La verifica, sul percorso effettuato, da parte delle scuole ci pare decisamente positiva  (è stata effettuata in modalità svariate: molti docenti referenti -tramite telefonate, colloqui diretti- hanno confermato la validità del percorso e ll'iter di svolgimento, diversi hanno richiesto il proseguimento; alcuni dirigenti, tramite note in protocollo hanno ringraziato e/o o salutato Noi sul ‘campo’; studenti di diverse scuole (tramite questionari di gradimento, osservazioni nell’ambito dell’ultimo incontro su progetti)  hanno condiviso il lavoro del gruppo educativo). 

Ci fa piacere che l'IIS J.Da Montagnana - Montagnana PD , con le cui quinte ci siamo rapportati, abbia deciso di introdurre il tema PFAS e le derivanti implicazioni sociali ed ambientali come argomento di esame di stato (presentato nel documento "15 maggio" della scuola: programma di scienze naturali e attività di educazione civica). 

Le pratiche di cittadinanza attiva delle scuole, il confronto ‘intergenerazionale’ con gli attivisti, le considerazioni della scrivente sul percorso effettuato, sono riportate in altro specifico report, a testimonianza del valore qualitativo del lavoro svolto dal Gruppo Educativo.

Noi, intanto, abbiamo terminato il nostro percorso, ricordando ai ragazzi che il destino non è segnato, il futuro non è scritto: nessuno può prevederlo, lo costruiamo noi stessi, giorno per giorno, attraverso ogni decisione presa (o non presa).  La speranza non cancella le difficoltà e i pericoli che esistono, ma allo stesso tempo non si fa sconfiggere da questi.  

Sant'Agostino scriveva: “La speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle”.Proviamo a farne tesoro, insieme a tanti bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Ci accompagnano - anche se non sappiamo se continueremo- le richieste di diverse scuole di avere già a giugno il nostro ‘percorso educativo’ per il prossimo anno scolastico.          


Ci ha colpito, in particolare, un messaggio regalatoci da una prof.ssa della scuola media Zanella di Arzignano, che ci ha accolti a scuola e ci ha accompagnati con gli studenti al presidio di Vicenza:

ph di Donata- archivio CiLLSA 


Carissima Donata, Ti ringrazio ancora... di questa opportunità. Senza di te non sarebbe stato possibile.
Ti saremo sempre accanto in questa lotta. Docenti a alunni della tua Scuola. Ci hai insegnato tanto e nel cuore dei tuoi docenti sei un esempio che rimpiangiamo. Grazie, e te lo ripeto, se ci sono altre occasioni in cui la voce dei giovani può essere determinante non esitare a chiamarci. Noi ci saremo. Le mie colleghe sono rimaste senza parole. Tanto che dall’anno prossimo la lotta ai Pfas diventerà un UDA d’istituto. E perché non far partecipare anche i piccoli della primaria? Un bacio grande grande   

Donata Albiero

 °°°

ALLEGATI 

1. Manifesti incontri 

https://drive.google.com/drive/folders/1jetSckAqtjKjUgnUeeZgwlpvZ_IDKjcI?usp=sharing

2. Equipe di lavoro nelle singole scuole 

https://drive.google.com/drive/folders/1cEOJpvuLYog0-yFRY6xsYOKXlwKru5WP?usp=sharing

3. Collage scuole con equipe 

https://drive.google.com/drive/folders/1FBnKk466xS_MMuyOuVG0-Xla3rPvWNl7?usp=sharing

4.   312 foto Scuole

https://drive.google.com/drive/folders/1ibiI_0Ehvg4DLEU_x3Ovo1bRsrDUebnd?usp=sharing

5. Legenda 

Scuole attivate: 28 su 23 istituti, 6 nuove  

Sensibilizzazione 65 classi in 19 giornate, 25 incontri, 65 ore con circa 1300 studenti                         

Progetto 15 classi in 14 giornate, 15 incontri, 36 ore con 325 studenti.                                                  

Tot 80 classi – 33 giornate – 40 incontri – 101 ore  

A ciò si aggiungano Educazione tra pari nelle classi con nostra supervisione, assemblee di istituto guidate dagli studenti impegnati nel progetto, incontri organizzati ad hoc da associazione ecologista CiLLSA. 

                                                                               


Partecipanti   

Docenti: referenti del percorso educativo, aderenti alla rete No PFAS (internet), coordinatori di classi, appartenenti a consigli di classe.                                                                                                              

Studenti: classi impegnati nei percorsi di sensibilizzazione/progetto, coinvolti in peer education (classi e assemblee), azioni esterne-                                                                                                                            

Genitori e cittadini          

 Movimento No Pfas  

Associazioni, comitati, gruppi  aderenti al percorso educativo:                                                            

Associazioni: CiLLSA, ISDE, Medicina Democratica, Libera Veneto, Acqua bene comune VI, Rete  Gas Vicentina, Greenpeace (sez. VI), Legambiente (alto padovano)                                                          

Comitati: Comitato Zero Pfas  Pd, Comitato Zero pfas Agno Chiampo (VI)                                            

Gruppi: Cittadini Zero pfas VI, Mamme No Pfas                                                                                        

Altro:  Osservatorio PFAS (nazionale)

Componenti del Gruppo educativo operante a scuola, con il coordinamento della sottoscritta    

Esperti: Francesco Basso, Francesco Bertola, Giovanni Fazio, Claudio Lupo, Dario Zampieri, Vincenzo Cordiano (hanno, con la loro presenza, garantito la scientificità di tutti gli incontri).                  

Attivisti: Federico Bevilacqua, Monica Buson, Giovanna Dal Lago, Catia De Cao, Elisabetta Donadello, Nicolò Filippi, Alessia Mambrin, Claudia Mazzasette, Francesco Miazzi, Michela Piccoli, Maria Secco  

Altri interventi                                                                                                                                            

Sindacalista: Giampaolo Zanni   (Il lavoro avvelenato) / Giornalista Laura Fazzini 

Un grazie collettivo.                                        

A Francesco Basso, Francesco Bertola, Vincenzo Cordiano, Giovanni Fazio, Claudio Lupo, Dario Zampieri, il mio personale ‘grazie’per il tempo speso, la passione, la dedizione e per la professionalità messa in campo,‘baluardo’ contro ogni possibile attacco.     

Infine, un grazie particolare alla associazione ecologista CiLLSA, di cui faccio parte, che ci ha aiutato a diffondere le informazioni e il lavoro del gruppo educativo con i mezzi a sua disposizione 

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APPROFONDIMENTI 

Parte seconda: le pratiche di cittadinaza attiva nelle scuole a.s. 2024 2025 

 https://donataalbiero.blogspot.com/2025/06/pfas-studenti-pratiche-di-cittadinanza.html?fbclid=IwY2xjawKtVI1leHRuA2FlbQIxMQBicmlkETB2MmQyb01TNlFkOVFrYUZkAR5u07HyRPvhVrUgimO6Xuk5wo9S_rMXMuZnGlKswZoJt2SI1IDr1n2O11LGLA_aem_-45Jb_xYYMGzG2Cmk9Jd-A


N.B. Tutta la documentazione viene inserita nel sito di CiLLSA 

https://sites.google.com/view/cillsacom/home-page?authuser=0

  *Pagina su PFAS con  Manuale di sopravvivenza quotidiana (possibile scaricarlo)

 https://sites.google.com/view/cillsacom/i-pfas?authuser=

*Pagina GRUPPO Educativo Zero Pfas e lavoro- scuola per scuola- a. s. 2024 2025      

https://sites.google.com/view/cillsacom/gruppo-educativo-zero-pfas-del-veneto?authuser=0

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martedì 29 aprile 2025

AVERE CURA DELLA PROPRIA LIBERTA' SIGNIFICA AVERE CURA DELL'AMBIENTE

 

 "L' AMBIENTE E' IL TEATRO IN CUI LA NOSTRA LIBERTA' VA IN SCENA  " 

 VIDEO IL SASSO IN TESTA  

https://drive.google.com/file/d/10APyIAzFfNQDNzoBpWMB_8PSXBFOhvkD/view?usp=drive_link




25 APRILE 2025  

E' una riflessione che ho effettuato in alcune scuole per questo 25 aprile  parlando di PFAS, di libertà, di pace (papa Francesco) e di ambiente.  

A dir la verità è il filo conduttore che imbastisce i miei interventi da anni ma che si  ripropone con poiù forza, OGGI... Mi ha aiutato l’analisi  condotta dal prof. Simone Gianesini con i suoi studenti sul tema LIBERTA' e PARTECIPAZIONE,  tre anni fa.   

 Mi scriveva, allora, il prof.,  spiegandomi il video effettuato dai ragazzi come pratica di CITTADINANZA ATTIVA all’interno del progetto sui pfas:  

“Da una poesia di Pasolini (A un ragazzo_, da _La religione del mio tempo_, 1961) abbiamo estrapolato una domanda, che risulta il cuore della piccola storia narrata nel video.

 Il video è infatti un frammento narrativo: una situazione dantesca, in cui una specie di iniziato viene condotto da una guida su per una montagna. I due fanno l'incontro con un personaggio che dovrebbe ricordare un partigiano (cfr. specialm. Inf. X, l'incontro con Farinata): questi pone la domanda estrapolata da Pasolini.

La domanda riguarda la vera libertà, ma l'iniziato in realtà non capisce, non abituato a farsi domande né essendo veramente libero, ma piuttosto saturo dei condizionamenti di consumismo, dell'ideologia dello sviluppo senza limiti ecc. E così l'incontro rimane sterile e iniziato e guida proseguono il loro viaggio verso un avvenire falsamente luminoso.

 Dopo il momento della domanda, il cuore del lavoro è stato fornire esempi di false libertà o di libertà contraddittorie che poi nel video si vedono mulinare nella mente dell'iniziato.

 Un'altra idea che dovrebbe emergere e che aiuta a far emergere una epigrafe evangelica posta all'inizio è che chi non ha cura della propria libertà è destinato a perderla.

Avere cura della propria libertà significa aver cura anche dell'ambiente (= paesaggio + salute), che è il teatro in cui la nostra libertà va in scena. La qualità dell'una è proporzionale alla qualità dell'altro".


Ricorda il prof. Gianesini il perché ogni anno partecipa al 25 aprile.  

Mi identifico. Partecipa lui, partecipo io, partecipiamo per sottolineare la necessità di difendere la libertà senza la quale nessuna democrazia è possibile e senza la quale i diritti umani vengono negati, a partire dalla difesa della vita di ogni specie vivente, dunque dell'ambiente sano che si traduce in salute, diritto sancito ma spesso calpestato da scelte devastanti e irrispettose della natura di cui facciamo parte, come avviene costantemente nei nostri territori.

 Oggi viviamo in un’epoca buia da cui non si intravede via d’uscita. 

Tutte le conquiste sociali, civili e ambientali sono messe in dubbio, se non attaccate frontalmente. 

Le  grandi trasformazioni che dovremmo promuovere per rispondere alle sfide del futuro, da cui dipenderà letteralmente la vita o la morte di tanti ragazzi e tante ragazze in tutto il mondo, sono assenti dall’orizzonte.

 Nel nostro Paese, ci sono le energie per organizzare una risposta collettiva in grado di sconfiggere le pulsioni reazionarie che ora sembrano inscalfibili e costruire un mondo migliore, il mondo di cui abbiamo bisogno.


“Bisogna riuscire a consolidare le esperienze di mobilitazione, esorta il prof Gianesini, valorizzando l’impegno di attivisti della prima ora e militanti più navigati.                                                              

 La sfida che abbiamo davanti è quella di allargare il nostro sguardo oltre il ‘qui ed ora', per recuperare un comune “senso del futuro”.

 

Ora e sempre Resistenza.                                                                                                            


Grazie, prof. Simone, davvero grazie. Non lasciarti intimorire! Un abbraccio da tutti i docenti Zero Pfas.  Spero davvero di riaverti con noi.

 

Donata Albiero 


N.B: 

Ecco un secondo video importante,  realizzato dal prof.re con altri studenti e di attualità  (scandalo prosecco)    

APOCALIPSE WINE.  DISCORSO CIVILE SUL PAESAGGIO INCONGRUO   https://youtu.be/0oOW4xuhdnk?si=etc5osufLxCL0zVO

 


 

 


lunedì 14 aprile 2025

DA LA VOCE DEI BERICI L'ARTICOLO SUL PERCORSO EDUCATIVO ONE HEALTH

 

         LEZIONI DI CONSAPEVOLEZZA 

         Un  articolo di  Giada Zandonà - 13 aprile 2025  sottolinea il significato del Progetto

         One Health " Lezioni di consapevolezza"   



INTERVISTA  DONATA ALBIERO

Quando ha capito che i giovani erano i grandi esclusi dal dibattito sui Pfas, delle sostanze chimiche tossiche e persistenti, usate in moltissimi prodotti di uso comune, Donata Albiero ha deciso di cambiare strada. O meglio: di costruirne una tutta per loro. Da ex dirigente scolastica con 40 anni di carriera, ha fatto quello che le riesce meglio: entrare in classe, ascoltare e seminare consapevolezza, soprattutto nel vicentino, epicentro europeo della contaminazione. « I giovani sono i più colpiti, ma anche quelli che possono cambiare il futuro. I Pfas sono usati in moltissimi prodotti di uso comune: resistono nell’ambiente, entrano nella catena alimentare e, una volta nel corpo umano, non se ne vanno più. Possono provocare tumori, interferenze ormonali, infertilità. Nessuno parlava di questo con loro. Così è nato il percorso educativo One Health: Pfas, inquinanti per sempre”, oggi attivo in 14 scuole della provincia di Vicenza e in decine di altre in tutto il Veneto» spiega Albiero. In sei anni, non considerando quest’ultimo, il gruppo educativo/culturale Zero Pfas, formato da esperti medici Isde e del Territorio, integrato da alcuni attivisti, sostenuto da importanti associazioni attive sulla tematica e da lei coordinato, ha incrociato oltre 8500 studenti e 1500 adulti. Solo quest’anno, nel Vicentino, 650 ragazzi hanno partecipato agli incontri, con un metodo che rifiuta le grandi assemblee e privilegia gruppi con al massimo 40 - 50 ragazzi per volta, il dialogo, le domande. «Non si tratta di lezioni frontali”, ma di percorsi di cittadinanza attiva. Ai ragazzi si chiede non solo di capire, ma di agire» continua Albiero.  E gli studenti sanno agire. Nella manifestazione davanti al Tribunale di VI indetta dalle Mamme No pfas e dall’intero movimento il 7 febbraio scorso “alcuni hanno letto appelli rivolti al Tribunale di VI, altri documenti firmati da loro e dai docenti sulla giustizia ambientale, altri ancora si sono presentati con cartelloni e manifesti” La sensibilità al problema Pfas si è attivata in questi anni in mille modi.  C’è chi ha creato podcast, brani rap, fumetti, video. Chi ha ideato campagne per i social, chi ha realizzato volantini da distribuire nei mercati. La scuola è diventa un laboratorio per trasformare il sapere in azioni: «Hanno imparato a cercare fonti scientifiche, a dubitare, a difendere il diritto alla salute. Capiscono che lunione fa la forza. E che la speranza non nasce dal nulla: si costruisce con limpegno». E poi ci sono gli insegnanti, anello fondamentale della rete che Donata ha costruito: «Sono i docenti a mantenere vivi i progetti nei mesi, a guidare i percorsi autonomi di approfondimento, a far dialogare classi e territori. In alcune scuole si sono creati veri e propri gruppi di lavoro: studenti tutor per altri studenti, lezioni tra pari, educazione diffusa». Un modo per formare una coscienza collettiva: «Nessuno si salva da solo. Solo agendo insieme possiamo sperare in un futuro diverso» conclude Albiero.

 

MANUALE PFAS

È pensato per chi vuole capire, per chi non si accontenta delle rassicurazioni e ha deciso di agire in ogni gesto quotidiano. Il Manuale di sopravvivenza quotidiana” curato da Donata Albiero parla di Pfas, ma lo fa in modo chiaro, diretto, accessibile. Il documento – diffuso nelle scuole -   spiega cosa sono gli "inquinanti eterni”, dove si nascondono (padelle, cosmetici, tessuti, cibo), come entrano nel nostro corpo e perché fanno male. Ma soprattutto suggerisce cosa possiamo fare, ogni giorno, per evitarli: dai filtri per lacqua alla scelta di prodotti certificati, fino al ruolo dei Gruppi di Acquisto Solidale. Lobiettivo è ambizioso: far adottare il manuale in tante scuole del Veneto, per educare alla consapevolezza fin da giovani. Tra i vari consigli pratici, c’è linvito a leggere le etichette, cercando sigle come PTFE o ingredienti con la radice fluoro”, evitare i cosmetici waterproof o long lasting, scegliere tessuti naturali e imballaggi senza rivestimenti antiunto. Un piccolo manuale per grandi scelte. Perché sapere è già difendersi.


giovedì 10 aprile 2025

PFAS. EDUCAZIONE COME FORMA DI LIBERTA', ATTIVISMO NELLE SCUOLE

 

 Risposte quotidiane ad un disastro ambientale (in)visibile: l’esperienza di contaminazione da PFAS in Veneto





Il capitolo, dedicato al GRUPPO educativo ZERO PFAS, è trattto dalla TESI di Elena Pozzobon (Bologna, Corso di Laurea Magistrale in 
Antropologia Culturale ed Etnologia, anno accademico 2023 2024). 


"Donata e Giovanni sono una coppia di attivisti che, come già accennato in precedenza, con la loro associazione ecologista lavorano nel territorio per sviluppare percorsi di cittadinanza attiva e preservazione della salute e dell’ambiente. Il loro impegno è decennale e testimonia una grande tenacia e fiducia nel ruolo e potere/responsabilità del cittadino verso la realtà che vive. Il caso dei Pfas, tra le diverse iniziative, ha portato anche alla creazione di un progetto molto importante nelle scuole: il Gruppo Educativo ZERO PFAS. Donata, che è stata per molto tempo dirigente scolastica, mi ha descritto questa iniziativa come necessaria per combattere il silenzio o la minimizzazione diffusa nel territorio:

Siamo entrati nelle scuole per un duplice motivo: primo perché i ragazzi, i bambini, le mamme in gravidanza erano le fasce più deboli e più colpite, e in secondo luogo perché non riuscendo a smuovere gli adulti, pensavamo che con un cambio di paradigma culturale attraverso la scuola, attraverso l’educazione, attraverso le nuove generazioni, potessimo meglio far capire il primato della salute sul profitto e sul mercato, ed è stato da lì che noi siamo partiti ed è da lì che man mano veramente abbiamo trovato credibilità, abbiamo trovato interesse dapprima negli studenti, ma adesso c’è l’altro aspetto, anche gli insegnanti ci cercano […]. Anno dopo anno la credibilità dei nostri esperti autonomi, medici per l’ambiente, geologi professori, universitari, tutti attivisti, tutta gente che va a proprie spese, che non ha finanziamenti esterni, […] ha dato i suoi frutti, sta dando i suoi frutti. E quest’anno, per esempio, il nostro titolo porta significativamente il concetto “One Health”, un’unica salute, e questa è la nostra filosofia di partenza, un percorso di cittadinanza attiva per bandire i Pfas: il percorso di cittadinanza attiva ce lo danno i ragazzi, […] dopo averci incontrato come esperti, fanno il loro percorso autonomo di cittadinanza attiva contro i Pfas. Alla fine dell’anno ci ritroviamo insieme e porto a scuola gli attivisti adulti, i quali sentono l’esperienza dei ragazzi e raccontano loro come invece da adulti sono diventati attivisti contro i Pfas, ed è bellissimo questo scambio intergenerazionale fra i giovani e gli adulti.

 Con una modalità di apprendimento attivo, in questo percorso all’interno delle scuole sono stati coinvolti negli anni 8.500 studenti, in diverse province venete. Prediligendo un lavoro nelle classi, più che grandi assemblee troppo numerose, il percorso consiste nel dare degli stimoli e delle testimonianze ai ragazzi, che a loro volta produrranno un loro percorso di cittadinanza attiva, andando a costruire diversi progetti e diventando protagonisti. Un esempio sono delle inchieste all’esterno della scuola, con i cittadini, per capire quanto si sappia sull’argomento, o che informazioni ci siano tra la popolazione comune. Altri casi sono, ad esempio, montare dei video al riguardo, fare dei quiz, delle slide per delle classi parallele, murales, o tradurre documenti dall’italiano all’inglese o dall’inglese all’italiano. Un progetto molto importante è stata la creazione dei sottotitoli in italiano per il documentario americano The Devil We Know, comprando i diritti e rendendo poi possibile la proiezione per la cittadinanza. Nell’ultimo periodo Donata è riuscita anche a coinvolgere dei giovani attivisti No Pfas, andando a portare delle testimonianze di un attivismo intergenerazionale, e non relegato solo alle persone adulte.


Ecco che questo gruppo pedagogico cerca di mettere al centro i ragazzi, andando ad evitare la modalità frontale o didascalica, puntando a sviluppare una conoscenza più profonda e consapevole: “conoscere per capire ed agire, la conoscenza può determinare la consapevolezza, la capacità critica può permettere di sperare in un qualcosa, ma sperare in un qualcosa senza azione è impossibile: quindi l’agire, il percorso di cittadinanza attiva è la soluzione che noi vediamo come possibilità” (Parole di Donata).

Donata ha inoltre raccolto le informazioni per stilare un documento, presente nel sito web dell’associazione CILLSA, che va ad elencare le aziende ed i marchi che già da ora certificano di non utilizzare Pfas, creando una guida, concentrandosi sulle cose positive piuttosto che focalizzarsi solamente sulle cose da non comprare o non fare, così dando un messaggio di speranza e futuro più che di proibizione ed angoscia ai giovani che incontra. In contemporanea alla creazione di questo documento c’è il tentativo e la speranza da parte dell’associazione di arrivare ad una legge che possa mettere l’obbligo di controllo e certificazione dei prodotti Pfas free." 

Rignraziamo chi, come Elena,  racconta il lavoro e l'impegno della nostra equipe  nelle scuole.  

Donata Albiero