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sabato 12 settembre 2020

GIUSTIZIA CLIMATICA E ACQUA DIRITTO UMANO DA TUTELARE

L'INTERVENTO DEL  MOVIMENTO NO PFAS DEL VENETO  NELLE  SCUOLE 

 

La giustizia climatica non può prescindere dall’attenzione sull’acqua perché oltre ad essere una delle risorse più colpite e sfruttate rappresenta anche una soluzione alle sfide che dobbiamo fronteggiare per la lotta ai cambiamenti climatici, attraverso il riconoscimento effettivo del diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari e attraverso investimenti concreti nei piani di sviluppo sostenibile dei Paesi. 



Il video “Acqua oro blu”che riporto quando vado nelle scuole , ha sintetizzato, con slogan e immagini del Pianeta Terra, quanto il GRUPPO EDUCATIVO ZERO PFAS, su mandato del Movimento No Pfas del Veneto, ha espresso con i propri interventi agli studenti nel percorso educativo condotto in questi ultimi due anni: " L'acqua è oro blu, un diritto umano da tutelare e siamo tutti coinvolti. Salva l'acqua, salva la vita, contro ogni forma di inquinamento"

Il video testimonia che ci troviamo ad una svolta critica nella storia del Pianeta, in un momento in cui l’umanità deve scegliere il suo futuro.                                                   

A mano a mano che il mondo diventa sempre più interdipendente e fragile, il futuro riserva allo stesso tempo grandi pericoli e grandi opportunità.  Per progredire dobbiamo riconoscere che, pur tra tanta diversità di culture e di forme di vita, siamo un’unica famiglia umana e un’unica comunità terrestre con un destino comune.

Dobbiamo unirci per costruire una società globale sostenibile, fondata sul rispetto per la natura, sui diritti umani universali, sulla giustizia economica e sulla cultura della pace. Per questo fine è imperativo che noi, i popoli della Terra, dichiariamo la nostra responsabilità gli uni verso gli altri, verso la grande comunità della vita, e verso le generazioni future.                                                                                                                  

Di qui, l’appello finale agli studenti inserito nel video: 

 Il cambiamento climatico impone di fare delle scelte. Costruiamo insieme un percorso comune di passione politica e consapevolezza sociale a partire dalle piazze, dalle manifestazioni in cui unire le nostre forze e i nostri numeri, a partire dai comuni, in cui viviamo, a partire dalle scuole.  E’ l’unica, ultima possibilità per il nostro e il vostro futuro  





I cittadini attivi del Movimento No Pfas hanno poi lasciato le scuole presentandosi come insieme di gruppi con la sollecitazione  finale della coordinatrice:

"Cari ragazzi, il presente vi appartiene, il futuro è nelle vostre mani. Pensate, organizzatevi, protestate se occorre, proponete, agite. Voi potete fare la differenza"

  L’acqua è vita! 


 Ora siamo di nuovo pronti a dare il nostro contributo alle scuole nel nuovo anno scolastico 2020 2021

 

Donata Albiero                          12 settembre 2020   

 

 

 

venerdì 4 settembre 2020

BUONA RIPRESA SCUOLA!

 

Aspettando il 14 settembre 2020   perché "La scuola è a ...scuola"  

 

 

Il primo settembre è arrivato, segnando l’inizio ufficiale del nuovo anno scolastico.

Ed è partito, in molte scuole, con i corsi di recupero e\o con il collegio dei docenti organizzativo in cui si è incominciato a deliberare il progetto educativo intorno a cui ruota il nuovo tempo scolastico…almeno per l’anno in corso.

 E’stato il giorno dei saluti tra i docenti, che si ritrovano dopo l’esperienza del coronavirus, con la voglia però, almeno me lo auguro, di condividere idee e costruire la scuola in cui credono ancora, il giorno per discutere, litigare, confrontarsi nella bella diatriba della vita. È il giorno del sentirsi insieme, comunità educante con la responsabilità di avere in carico la società del futuro.

 E’ iniziata la sfida per la scuola, la scuola pubblica, la scuola della Costituzione, quella che punta sulla costruzione di relazioni significative tra alunni ed insegnanti, tra docenti, con la dirigenza, con tutto il personale, con le famiglie;                          

 quella che appassiona alla vita, alla cultura, allo studio;                                                  

quella che non si accorge solo nell’emergenza di avere studenti con scarsi mezzi per seguirla a distanza o, pur nativi digitali, incapaci di scrivere su word, salvare ed inviare un file;      

quella, soprattutto,  che non guarda ai voti ma ai volti degli studenti, che vuole dare  sicurezza e nel contempo benessere.

 E’ una scuola che ama i suoi studenti, educandoli alla coscienza, alla responsabilità, all’impegno.

“È tempo di pensare che non si può fare più finta di nulla… Il pianeta è in crisi, il futuro è incerto… i tempi sono bui, la politica delude e divide gli uomini fratelli” (Agnese Ginocchio, cantautrice per la Pace)

 Confido e spero, in questo nuovo anno scolastico, che la SCUOLA voglia ancor più EDUCARE alla  Salute, alla cittadinanza attiva, alla difesa dei beni comuni, ergendosi come “faro” nelle tenebre in un  momento così incerto…

Siamo reduci tutti dall’esperienza di questa quarantena che ci ha “segnati e scossi nel profondo delle coscienze”. E’ stata una sosta obbligata di riflessione.

Ora   bisogna necessariamente riprendere il percorso educativo, anche se un “cammino in salita”.

                     Lettera ai bimbi delle scuole primarie 



Lettera ai ragazzi delle medie 




Buona ripresa!

 Donata Albiero                                   4 settembre 2020 

mercoledì 29 luglio 2020

LA SCUOLA E’ A SCUOLA


Quando il rientro a scuola è ancora un rebus


 

Un intervento a Vicenza 

 https://youtu.be/gnNXcBIEFhI


“Il livello più basso che una comunità può giungere a toccare è quando la formazione delle giovani generazioni non è più una priorità” scrive Giovanni Fioravanti. Come dargli torto?

 E’ quanto sta accadendo ora, vicino a noi, forse neppure avendone consapevolezza. Dai figli cresciuti davanti al televisore siamo giunti ai bambini e ai ragazzi istruiti “vis a vis” con il monitor di un pc, del tablet e dello smartphone.

In tempo di covid   tutto è stato accettato come una ineluttabile necessità. Ora però che l’emergenza sta passando, permettendoci di prendere le distanze dalla paura, sarebbe buona cosa soffermarci a riflettere su cosa sia la scuola pubblica, la scuola della costituzione.

Priorità scuola, insomma. La prima preoccupazione dovrebbe essere per le bambine e i bambini, i ragazzi e le ragazze della nostra comunità, dimenticati in questi mesi di isolamento e quanto serve loro e al Paese: investimenti, assunzioni, diminuzioni del numero di alunni per classe, messa a norma degli edifici, spazi adeguati; in altri termini, risanamento ambientale, umanizzazione e democratizzazione del sistema.   

Ma penso che non ci sia una idea di scuola ai piani alti del Ministero.


 Niente fondi aggiuntivi, vaghezza sulla prevenzione e sulla sicurezza sanitaria, nessun personale aggiuntivo; smembramento e rimescolamento delle classi, rottura delle discipline e riaccorpamento a caso con una spruzzatina di educazione civica. Le ore di 60 minuti Ora durano di meno, E poi sussidiarietà a gogò e patti di corresponsabilità educativa con la famiglia. Familismo invece che libertà d’insegnamento. Sulle singole scuole e sui territori ricadono oneri e responsabilità: che se la sbrighino loro!”

In compenso, c’è una parola d’ordine che alimenta il dibattito: banchi nuovi, monouso, a rotelline, panacea di tutti i mali.

 Sono basita.

Lo sa pure un bambino che senza un'idea di scuola anche i banchi più belli e colorati non servono a niente


E allora,  manca poco più di un mese dalla riapertura scuola e tremo alla  prospettiva che il prossimo anno scolastico dei nostri giovani si riduca a uno zabaglione di insegnamento in presenza e di insegnamento a distanza, a una scuola che abdica alle sue funzioni oggi fondanti di socializzazione, inclusione, confronto e partecipazione per ridursi a un unico compito, il più tradizionale ed antico, quello trasmissivo, quello della lezione frontale che resta tale anche se lanciata da una piattaforma web o se utilizza i materiali messi a disposizione dalla rete e da Rai scuola(Fioravanti) .


Le soluzioni non sono nelle parole dell’adulto, come non sono nello schermo di un device; ognuno se le costruisce, ciascuno se le conquista a modo suo se intorno c’è una vita che si agita, capace di proporre relazioni, scambi, conflitti e mediazioni.

E allora lo sforzo in questo momento è l’uscire fuori, riscoprendo il territorio, con una alleanza tra famiglie, amministrazione scolastica e amministrazione comunale per utilizzare tutte le risorse di spazi e di persone che si possono reperire e attivare.

Il territorio... una grande aula in cui promuovere esperienze e incontri sotto la regia dei docenti.

 Donata Albiero                      29 luglio 2020 

 


sabato 27 giugno 2020

APRITI SESAMO! SCUOLA A SETTEMBRE IN PRESENZA E IN SICUREZZA


   APRITI SCUOLA IN PRESENZA 

      video Luca Bassanese
Credo in una  scuola libera e pensante      https://youtu.be/1it-5LMUjCw

Vicenza 25 giugno 2020 
                                " Priorità alla scuola laica, statale , libera e pensante . 
                           Più organici, più finanziamenti, minor n#di alunni per classe " 

 
E così, finalmente, una sola certezza: le linee guida
sulla riapertura a settembre degli istituti da parte della Conferenza Stato-regioni sono state approvate. 
Il giorno dopo delle sessanta manifestazioni in molte città organizzate dal movimento “Priorità alla scuola”, in cui nel richiedere l’apertura di tutte le scuole a settembre si denunciavano ritardi insostenibili, mancanza di fondi, mancanza di organici, mancanza di sicurezza nelle scuole, di spazi, di tempi adeguati per l’istruzione, il persistere di classi pollaio, la contrarietà alla didattica a distanza e la necessità della didattica in presenza …
Vicenza 25 giugno 2020 
Che dire?
Vedremo alla prova dei fatti cosa accadrà tra due mesi.  
Io però continuo ad essere preoccupata. E parlo da persona a conoscenza dei fatti.

 Il Piano di rientro a Scuola per il prossimo anno scolastico rimane ancora una "DICHIARAZIONE DI GUERRA" (cito Costanza Margiotta, portavoce del movimento "Priorità alla Scuola") alla Scuola della Costituzione e della Repubblica: soluzioni improvvisate e diverse per ogni istituto, classi smembrate, discipline accorpate, orario frantumato, ingresso nelle Scuole del Terzo settore...

Ci sono alcuni punti fermi, imprescindibili, senza i quali non si può parlare di scuola ma che ai Piani Alti sembrano non conoscere 

“- La scuola della Repubblica si svolge nelle aule, con docenti dello Stato, con programmi uguali per tutti; nessuna scuola della Repubblica è possibile “alternando” frequenza e modalità a distanza.

- La scuola non ha nulla a che vedere con l’associazionismo e l’animazione sociale. È il luogo delle relazioni umane in presenza, le uniche che, orientate alla cultura e all’istruzione, possono determinare conoscenza significativa. Nessun orario può essere ridotto, nessuna parte di orario può essere sostituita da attività gestite da enti esterni, terzo settore o altri privati.

- La scuola della Repubblica è aperta a tutti, ma non è un optional al quale “si può” accedere o meno: è un obbligo fino a 16 anni e persiste come obbligo successivamente per ottenere un diploma, che ha valore legale, e come tale configura uguaglianza sostanziale.

- La scuola della Repubblica deve tendere a rimuovere le diseguaglianze e quindi dev’essere uguale per tutti, dal nord al sud del Paese, dai quartieri più ricchi a quelli più poveri. Non esiste scuola della Repubblica con classi sovraffollate o con presenze “a gruppi”, alternate, frantumando le classi, luogo dove invece si realizzano le relazioni fondamentali.

- La scuola non è una risposta a domanda individuale, un servizio, una merce, ma una istituzione della Repubblica, un organo costituzionale. Come tale essa deve essere destinataria delle risorse che uno strumento dell’interesse generale merita…”
 (Manifesto per la costituzione di un comitato permanente per la salvaguardia e il rilancio della scuola pubblica).
Mi ritrovo in tutto e per tutto nei punti elencati sopra; per questo ho aderito alla costituzione di un comitato permanente per la salvaguardia ed il rilancio della scuola pubblica.

Del resto per anni ho battagliato in favore della LIP (Legge di iniziativa popolare) e  contro la legge 107/2015 che di “Buona Scuola”non aveva proprio niente,  raccogliendo firme nei gazebi in difesa della scuola pubblica, laica, di tutti e per tutti.
Senza scuola non c’è politica, non c’è giustizia, né crescita, umana ed economica.
Non posso fermarmi ora.

  Luca Bassanese Vicenza 25 giugno 2020
Manifestazione "Priorità alla scuola" 


  Donata Albiero 


P.S.

Le linee guida per il rientro scolastico a settembre 2020

Costituzione di un Comitato permanente per la salvaguardia ed il rilancio della scuola pubblica.
Manifesto: https://www.facebook.com/salvaguardiascuolarepubblica/

Se vuoi sottoscriverlo manda mail con nome, cognome e città a:
salvaguardiascuolarepubblica@gmail.com



domenica 7 giugno 2020

PIANETA 2020 NON E’ UN MONDO PER BAMBINI




Il nostro non è un mondo per bambini 
Scrive Sebastiano Fezza, documentando con foto qui riportate,  che il nostro non è un mondo per bambini e denuncia il perché: 
 Il nostro mondo è sempre più ingiusto, un mondo colpito da guerre, pulizie etniche, sfruttamento, disastri ambientali (…)
Si muore sotto le bombe, anche prodotte in Italia, come in Yemen,
Si muore per fame, per stenti,
Si muore perché gli ospedali, sono stati rasi al suolo o non possono affrontare le emergenze come quella del Covid 19.
Più di 70 milioni di persone costrette a lasciare le loro case, un intero popolo senza identità, senza futuro, anziani, donne bambini”.    

Le guerre non si fermano con il CORONAVIRUS.                                                                   
         
Che fa il mondo? 
Il mondo guarda e tace.        
Siria, Yemen, Iraq, Libia, Afghanistan, Gaza, Libano, Nigeria, Somalia, Camerun.
Ogni giorno milioni di bambini pagano il prezzo della guerra.

Un grande affare per i “signori” delle guerre, ma a
pagare il prezzo più alto sono i più indifesi, tra essi i bambini.


Altri mostri divorano i più indifesi del mondo: fame, morte, miseria, epidemie.

Che fa il mondo?
Il mondo è indifferente e tace
Ed è, come grida anche Nino Fezza, la nostra indifferenza la loro condanna a morte.




Si nasce per caso da qualche parte del mondo e questo condiziona la nostra vita.

Come sarà, quanto durerà, cosa faremo, se avremo figli, quanto saremo distanti dalla prima fonte di acqua potabile, quanto sarà distante la nostra scuola, se potremo curarci, non ci è dato di scegliere.


Nel mondo ci sono i fortunati e quelli che hanno avuto la sfortuna di nascere in paese povero o in guerra.
Dopo anni di guerra, la gente ricorre a misure disperate per poter sopravvivere.
Le prime a farne le spese sono le bambine, promesse in sposa fin da piccole in cambio di denaro per poter permettere la sopravvivenza al resto della famiglia.
E poi i bambini, si stima almeno 250 mila bambini stanno combattendo in una delle tante guerre che insanguinano il mondo.
E poi la prostituzione minorile, bambini e bambine costrette vendersi per pochi soldi.

Circa 350 milioni di bambini vivono in zone di guerra e stanno subendo crimini di guerra e altre violazioni dei diritti umani.


Che fa il mondo?  
Il mondo sta a… guardare.

Quali sono i valori della civiltà?
Scrive Nino Fezza
Più di 70 milioni di sfollati nel mondo,
31 milioni i bambini sfollati a causa dei conflitti.
(…) Si sente tanto parlare di civiltà e poi se ne perdono i valori.
la civiltà occidentale considera ogni vita una vita con medesimi diritti e doveri.
Siamo sicuri che sia cosa saggia trattare con sufficienza e criticare come "buonismo" i valori fondamentali delle carte internazionali dei diritti?
.
"

Un popolo che non si prende cura dei più deboli è un popolo che ha perso la sua umanità” .

Siamo tutti esseri umani.

E quei bambini sfollati, martoriati, spaventati, affamati, assetati, che si prostituiscono, che subiscono abusi, che combattono, che hanno l’infanzia negata, potrebbero essere nostri figli.

Ricordiamocelo! 
 Donata Albiero 


mercoledì 13 maggio 2020

CORONAVIRUS E PFAS DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA



 Il rendiconto finale del progetto educativo “PFAS IN VENETO E SALUTE A RISCHIO. CONOSCERE PER CAPIRE ED AGIRE”  sottolinea la necessità di continuare il percorso con gli studenti per  svegliare le loro coscienze .                                                                                      
                                                                                                                  
 «Le gravi catastrofi naturali reclamano  un cambio di mentalità  che obbliga ad abbandonare la logica del puro consumismo e a promuovere il rispetto della creazione».
 Albert Einstein

























Secondo anno consecutivo del progetto educativo sui Pfas nelle scuole
, una straordinaria prova di forza civile, portata avanti dal Movimento No PFAS, unito nel consegnare una mappa per il futuro alle nuove generazioni.  L’obiettivo generale è stato quello di dare importanza strategica allo studio di un fenomeno complesso quale quello di uno specifico inquinamento ambientale del nostro territorio per ridefinire ruoli, strategie, piani di interventi singoli e collettivi e per riflettere, capire, operare su nuove basi che facciano della partecipazione culturale uno dei principali assi di una rinnovata cittadinanza coesa e attiva.
Un bilancio dell’esperienza conclusosi in anticipo, a fine febbraio 2020 a causa della pandemia provocata dal Coronavirus (Covid-19), è quanto mai opportuno per non abbassare la guardia, per non spegnere riflettori su una questione ambientale e sanitaria legata ai PFAS (sostanze perfluoro alchiliche), che abbiamo sviscerato a scuola e che ora, a causa del nuovo flagello epidemiologico in corso e la sua particolare gravità, rischia, purtroppo, di essere insabbiata o quanto meno minimizzata.

Inevitabilmente le riflessioni, generate dal nostro progetto nelle scuole, consentono di affrontare con una maggiore consapevolezza anche l'attuale pandemia da coronavirus e il suo carattere sistemico. Una delle cause, infatti, a livello globale, è sicuramente l’alterato equilibrio nel rapporto tra uomo e natura.
Il Coronavirus ha fornito una nuova chiave di lettura della nostra fragilità globalizzata; tuttavia, non dimentichiamolo che in Veneto c’è una “altra” emergenza ambientale,
sminuita nella sua portata se non, volutamente nascosta, altrettanto pericolosa, i cui effetti micidiali per le fasce a rischio si manifesteranno a distanza di anni. Stiamo parlando della presenza di Pfas nelle acque sotterranee, superficiali e in alcuni acquedotti civili che esse hanno contaminato, e tuttora continuano a contaminare, penetrando nel sangue, negli organi vitali e nei meccanismi epigenetici di almeno 350.000 persone.

Uno scandalo di cui non si parla abbastanza, a differenza dell’attenzione e dell’allarme suscitati dal Coronavirus per i suoi effetti, drammaticamente visibili nell’immediato..
 «Facciamo fatica a cogliere la dimensione dei fenomeni, c’è una diversa percezione del pericolo, ma i veleni invisibili (Pfas e altri interferenti endocrini) meritano la stessa attenzione che stiamo dedicando al coronavirus» (Patrizia Gentilini, oncologa, medico Isde).

Noi, del Gruppo educativo/operativo Zero Pfas, siamo entrati dal 2018 nelle scuole, per ricostruire, insieme agli studenti, diretti interessati, la storia di un nemico subdolo perché occulto: i PFAS.
«Conoscere per capire e agire» – è la base da cui siamo partiti per capire le cause di una tragedia collettiva, ma anche per tracciare nuovi percorsi verso un futuro migliore, generato da una nuova consapevolezza condivisa.



La scuola è stata una delle piste, forse la più importante, per il nostro ambizioso obiettivo di svegliare le coscienze dei futuri cittadini, i nostri studenti.
Scuole di quattro province si sono interfacciate con noi:
 IIS Marzotto Luzzati (VI)/ 
IIS Duca D’Aosta (PD) 
/ITIS Rossi (VI) 
/IIS Masotto (VI)
 Liceo Roveggio (VR)/ 
IIS J. da Montagnana (PD)/
IIS L. Dal Cero (VR)
IIS Algarotti (VENEZIA)/
–  Trecentocinquantacinque adulti incontrati in quattro serate informative;
–  Duemilanovecento studenti dai 14 ai 19 anni, “raggiunti” in venti giornate, attraverso:
corsi strutturati (4 per 203 ragazzi), assemblee studentesche (12 per 2.924 ragazzi), di cui 8 con relazione medica per 983 ragazzi e 4 con la proiezione del film documentario The Devil We Know per 1.738 alunni;
–  Otto scuole coinvolte: ventiquattro giorni e settantuno ore frontali



I 2900 ragazzi incontrati hanno confermato (nei pre teste indagini on line effettuati all'inizio dei corsi e delle assemblee) una “scarsa conoscenza del problema” e un “disinteresse” diffuso in quanto lo stesso problema era percepito, dai più, “lontano da loro e dai loro Comuni”. Di qui il nostro compito: riportare i ragazzi alla realtà del problema promuovendo nella scuola, una nuova consapevolezza e il sorgere di una della “cittadinanza attiva”.

 E' stata messa a nudo la realtà: le malattie e  i danni epigenetici (che si trasmettono alle generazioni successive), prodotti dai tossici che quotidianamente vengono a contatto con il nostro organismo, sono strettamente correlati a un modello di società che altera costantemente il nostro rapporto con la natura.



QUALI PROSPETTIVE PER IL NOSTRO PROGETTO

L’intero percorso del progetto educativo si snoda sulla messa in discussione di alcuni valori o disvalori della società industrialista e mercantilistica, responsabile di un degrado inaccettabile che investe la stessa origine della vita.
Emerge dai fatti e dagli effetti nefasti della contaminazione ambientale, la necessità di un cambio di PARADIGMA, come espresso efficacemente dal movimento ecologista degli studenti.
Non ci stanchiamo di ripeterlo: l‘azione dei PFAS non è secondaria a quella della pandemia vissuta in questi terribili mesi.  
La differenza tra la contaminazione PFAS e il COVID 19 è che la prima agisce silenziosamente
e con tempi più lunghi: i suoi effetti si evidenzieranno quando ormai sarà troppo tardi.
Il richiamo alla “realtà”, alla dignità della persona, al suo diritto di star bene, da parte di un gruppo generoso di esperti, testimoni coraggiosi e cittadini attivi, entrati nelle scuole, ha rappresentato, all’interno del quadro desolante della società, la forza di una voce libera e autonoma, espressione di una cultura alternativa prodotta da una comunità di cittadini in lotta. 



Nel link, qui sotto, il rapporto integrale del nostro operato, scuola per scuola, test, opinioni e ricca galleria fotografica
 4 maggio 2020 | «QUANDO RICOMINCIA LA SCUOLA?» –PFAS TRA STRAORDINARI OCCHI, CERVELLI, CUORI DI STUDENTI, FUTURI SCIENZIATI, GEOLOGI, AMMINISTRATORI, ARTISTI, MEDICI, IMPRENDITORI, AGRICOLTORI, INSEGNANTI, POLITICI, PADRI, MADRI IN UNA TERRA CHE È STATA GRAVEMENTE FERITA NEL SUO STESSO SANGUE


Donata Albiero