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domenica 27 aprile 2014

TI VOGLIO CANTARE , CARA SCUOLA ‘MANZONI’

Cara vecchia scuola Manzoni 
                                   di Montecchio Maggiore
Ti ricordo e ti canto così                  http://youtu.be/ab7oCg9doYc



 Montecchio Maggiore ha celebrato  il secolo di vita della scuola Manzoni, domenica 30 marzo 2014. Non è poco un secolo di vita per una scuola: 100 anni, a servizio dell’istruzione pubblica. Non conosco e non ho letto il libro che ha presentato l’amministrazione comunale per l’occasione.

Porto un modesto contributo per rendere ancor più significativa siffatta celebrazione.
 Ritengo che i bellissimi e intensissimi quattordici anni che ho trascorso, in  qualità di direttrice didattica dal 1988 al 2002, nella scuola Manzoni (sede fino al 1999 della unica direzione che comprendeva  tutte le scuole elementari e materne di Montecchio, poi con lo ‘smembramento’ della stessa direzione in due  voluto dalla Amministrazione Comunale, a partire dal 1999 sede solo del primo circolo didattico di Montecchio) siano stati anni speciali per le esperienze qualitative  a livello  nazionale ed europeo effettuate dai bambini, docenti, genitori.

Fu una scuola,  che... volò alto, una scuola sempre  ' aperta al mondo' 
  
L'Europa a ... Montecchio
 Montecchio in ...Europa

 Una  ’scuola’ vive non in quanto edificio ma per le persone che vi lasciano la loro impronta.
"Un  circolo non è un assemblato di plessi scolastici indipendenti e separati, non è una sommatoria di  organici, attrezzature; un circolo ha la sua storia culturale, sociale, il suo vissuto  professionale, la sua identità precisa che è fatta di clima, di lavoro unitario e collegiale, di esperienze, di impegno educativo e didattico nei confronti degli alunni…”



Università di Barcellona:
 delegati per il Provveditorato di VI
Donata Albiero e Giuliano Brusaferro  del 1 circ Montecchio  

Fu questo il messaggio contenuto nella mia presentazione alla pubblicazione   LA SCUOLA DEL BENESSERE   L’ESPERIENZA DI DIECI ANNI IN CAMPO EDUCATIVO" a Montecchio  Maggiore Correva l’anno 2000.

Fu questo il significato che diedi  proponendo l’intitolazione, condivisa poi dal consiglio di circolo, 
dell’ aula Magna - Scuola MANZONI al collega scomparso Francesco Bertola che prima di me, fino al 1988 aveva retto il circolo. Correva l’anno 2001: una targa e una foto nella sala immortalano l’evento.

Educazione sessuale a scuola , 
 progetto europeo  

 
Proprio  perché la storia della comunità si costruisce giorno dopo giorno nella  progettualità che volli festeggiare pubblicamente, anche il personale scolastico, andato in pensione in quel memorabile 2 marzo 2001 .  

 La significatività  e l’identità di una scuola, di un circolo vanno ricercate nella sua storia .
E quella nel primo circolo di Montecchio  è stata, dal 1988 al 2002, una storia straordinaria, un decennio  importante di crescita; in esso ci siamo rispecchiati e abbiamo riconosciuto a noi stessi i valori, il lavoro, la gioia e la fatica con cui  la Comunità  di Montecchio Maggiore ha espresso una parte non marginale della propria identità culturale.

Se penso alla scuola Manzoni, sede del primo circolo didattico di Montecchio ,  sede provinciale del primo corso sperimentale per adulti stranieri dal 1991 al 1994 ,  sede del primo CTI di zona,  sotto la mia direzione,  non posso dimenticare lo  staff  di direzione  che mi fu  particolarmente  vicino nel progetto 'corale':
Antonella Sperotto, Lucia Meggiolaro,  Livia Spanevello (collaboratori del capo di istituto); Cristina Mantoan, Celeste Di Viesti, Marilisa Boschetti (funzioni obiettivo); Giuliano Brusaferro (servizio psicopedagogico); Antonella Barichello (responsabile Ricerca Azione di circolo, con il gruppo formato da Assunta Sbicego, Anna Maria Bufali, Livia Spanevello e Luisa Mecenero); Rosalena Savi(responsabile progetto qualità del circolo, con il gruppo di miglioramento formato da Anna Tamiozzo, Giuliano Brusaferro , Elide Zarantonello). 
 E poi Renata De Grandi, Mariarosaria Trotta,  Michela Agosti , Loretta Lora , Laura Borghero, Claudia Reniero, Rosella Cailotto, Antonio Perrone.    
Mi fermo … Sicuramente ho dimenticato qualcuno, non me ne voglia;  le pubblicazioni , agli atti della scuola e della biblioteca comunale, non tralasciano alcuno e rendono il giusto merito a quanti hanno reso grande il circolo e il plesso Manzoni.
                      
 La gita scolastica con gli adulti  stranieri
Primo corso di alfabetizzazione della provincia di Vicenza 

A Montecchio,  la  scuola anticipò pure  il  Patto di corresponsabilità Scuola-Famiglia.


Far  entrare i genitori a scuola non voleva  dire per noi  commistione di competenze. Così ci confrontammo con i vari presidenti del consiglio:  Renato Meggiolaro, Franco Agosti ,  Giuliano Gennaro, Gianni Cecchetto.
La  nostra convinzione era che la    scuola dovesse  essere intesa quale organizzazione in cui si operava insieme (alunni, docenti, genitori, 
personale Ata e dirigente).  
 Ecco il senso dei nostri progetti Genitori, dei gruppi di lavoro misti formati cioè da personale scolastico e genitori che si occupavano di problematiche inerenti il funzionamento della scuola, dei nostri contratti formativi con gli alunni e con le famiglie per rendere partecipe l’utenza alle scelte educative della scuola, degli insegnanti ‘funzioni  obiettivo’ che seguivano  con attenzione i rapporti Scuola Famiglia.

Ecco la ragione che ha spiegato  l’attivazione del servizio psicopedagogico, dello ‘Sportello Aperto’ come consulenza a genitori e docenti in difficoltà relazionale tra loro.  
Ecco ancora il senso della predilezione data dalla Scuola alle Assemblee di classe ritenute più efficaci per trattare le questioni scolastiche  rispetto ai colloqui individuali privilegiati invece dai genitori, in quanto i bambini, i ragazzi vivono la loro crescita formativa con i compagni della classe, del plesso, del circolo.
E non dimentichiamo le varie attività formative promosse per i genitori e guidate dai docenti, come ad esempio il laboratorio di ceramica, i cui prodotti erano rivenduti per ricavare fondi per la scuola, il laboratorio delle favole inventate i cui scrittori erano i nostri genitori, il laboratorio teatrale .. 
Importanti anche le squadre di genitori che nei giochi di Gioventù,  si trasformavano in arbitri, allenatori, segnalinee, vigili, allenatori; il mercatino, la lotteria: formule inventate da intraprendenti genitori per raccogliere fondi per i plessi ...
  
La partecipazione dei genitori nel processo di crescita culturale del circolo ha trovato  il suo ‘diamante’ in percorsi di qualità che per anni i professionisti hanno attivato  con loro (monitorati dal Ministero assieme alle competenze del capo di Istituto che volontariamente volle farsi valutare). 
Il progetto ‘Le riunioni efficaci’ nella scuola elementare, incominciato nell’anno scolastico 1997\98 proprio nel plesso Manzoni (coordinatrice Anna Bolzon) ne fu una tangibile testimonianza.  
E potrei proseguire



                                                                                                  Progetto nazionale  di qualita' 

                                                 
L’essere mancata  alla celebrazione ufficiale del centenario dell’ “edificio  Manzoni”  non mi pesa perché so che la Scuola a cui demmo  tanto impegno e  tanto amore continua a  vivere adesso  come esperienza formativa importante e non dimenticata nella vita di tutti quei BAMBINI che furono nostri  alunni

 CARA SCUOLA MANZONI ... COSI'  TI VOGLIO CANTARE !

Donata


Approfondimenti
PROGETTI
  1. Primo corso pilota della provincia di formazione sulla salute a scuola con medici iscritti all’albo regionale dei formatori (1990/91): con apprendimento attivo e analisi casi
  2. EINE BRUCKE AUS FREUNDSCHAFTT”  Un ponte di amicizia tra il primo circolo di Montecchio Maggiore  e la Grundschlule Grubweg di Passau.   Il rapporto di scambio (scuole materne ed elementari ) iniziato nel 1991 è proseguito fino al 1996,  in collaborazione con la biblioteca comunale allora retta dal  dr Giancarlo Giani.
  3. Progetto sperimentale di  ALFABETIZZAZIONE ALUNNI ADULTI STRANIERI    Primo progetto in assoluto,  con partenza 1991 fino al 1994 . Poi si espanse in provincia
  4. GEMELLAGGIO  tra 1 CIRCOLO DI MONTECCHIO e la scuola  elementare speciale di BAD REICHENHALL (1996/1997) .
  5. Confronto tra le due scuole sui metodi usati per favorire l’integrazione degli alunni . Al termine c’è stato l’allestimento di una bellissima mostra dal titolo”Dallo svantaggio alla diversità verso una nuova identità del bambino a scuola.                                                 
  6. PRIMA sperimentazione  insegnamento LINGUA STRANIERA  (inglese) nella scuola materna a livello nazionale (1997/1998-1998/1999 sc .materna Andersen )
  7. Progetto nuove tecnologie MULTIMEDIALI  (dal 1997/al 1999 ) con la realizzazione di tre laboratori nei plessi di sc elementare e rete intranet negli uffici.
  8. Progetto NAZIONALE  ASCANIO (dal  1994/al 1998 sc. Materna Andersen ) : sperimentazione di nuove forme organizzative della scuola materna per la RIFORMA DEGLI ORDINAMENTI
  9. PROGETTO EUROPEO ENHPS (RETE DELLE SCUOLE EUROPEE CHE PROMUOVONO LA SALUTE . Unica direzione didattica del Veneto ) dal 1995/al 2001
  10. Il LABORATORIO SCOLASTICO dal 1995 al 2002 ovvero progetto integrato per la dispersione scolastica
  11. Progetto NAZIONALE  QUALITA’ (Unica scuola della zona ) con attivazione programma   informatico promosso in collaborazione con la  Confindustria   SI. QU.S  dal 1996 al 1998
  12. Sperimentazione  della VALUTAZIONE QUALITA’ prestazioni individuali anno sc 1998 1999 e Monitoraggio ministeriale dell’autonomia scolastica: risultati lusinghieri dal 1998 al 2000
  13. Socrates Comenius Azione 1 THE ROUTE TO BECOMING EUROPEAN TR2BE  (ITALIA ,SPAGNA,FINLANDIA,INGHILTERRA). Dal 1999 al 2002 Conclusione a Alton
  14. Comenius Azione 2 con IPRASE  di Trento  dal 1998 al 2000. Siamo andati a BARCELLONA  come rappresentanti della scuola e del Provveditorato di Vicenza  a dimostrare la nostra esperienza “ Il bambino e la famiglia nella società multietcnica”    
  15. Rete regionale delle SCUOLE VENETE che promuovono salute 
  16. Attivazione del SERVIZIO PSICOPEDAGOGICO   (non esisteva)
  17. Istituzione del CTI  “Arzignano Montecchio (Centro Territoriale di Integrazione)  con sede nella scuola Manzoni di  Montecchio  
 PUBBLICAZIONI

·         "L'educazione socio affettiva sessuale. Guida per le Scuole materne ed elementari" di
        Donata Albiero (in collaborazione con l’ULSS) ,   novembre 1998
  • "Il bambino e la famiglia  nella società multietnica: laboratorio interculturale " - Comenius azione due -   di Giuliano Brusaferro ,  maggio 2000 ·
  • "La scuola del benessere. L'esperienza di dieci anni in campo educativo "                    di Donata Albiero,  dicembre 2000
  • "Progetto Genitori. Storia di un percorso formativo della Scuola dal 1988 al 2000"       di  Donata Albiero,   dicembre 2000    
  • "  E.N.H.P.S.  L'educazione sessuale a scuola.  Storia di un percorso educativo delle scuole vicentine dall'infanzia all'adolescenza" di Donata Albiero e Antonio Parise, febbraio 2001
  • La storia del  cicetto e della cicetta , settembre 2001 , a cura di Donata Albiero,          con documentazione dei docenti Michela Agosti e Loretta Lora
  • "La quotidianità dell'insegnamento tra ricerca e azione”. Esperienze e ricerche nel primo circolo di Montecchio Maggiore dal 1995 al 2001"                                                di  Donata Albero -  novembre 2001

giovedì 10 aprile 2014

A SCUOLA DI UMANITA'

Umuntu Ngumuntu       http://youtu.be/ax9Ycsf6IbQ




Non è facile spiegare il concetto di solidarietà ai bambini e ai ragazzi .

Stiamo vivendo un momento storico difficile, nel mezzo di una crisi   non solo economica e politica, ma anche sociale: crisi di valori e di principi.
 Di solidarietà non si parla  perché nei momenti di difficoltà aumentano la diffidenza e la tendenza a chiudersi a difesa dei propri interessi.
Proprio in questo  momento di crisi della società, invece,  NOI educatori, dobbiamo far riscoprire ai piccoli, ai ragazzi , ai giovani  i principi di equità e di solidarietà .

Dobbiamo  porre l’accento su un aspetto spesso dimenticato, l’umanità, intesa come capacità di essere attenti ai nostri simili e di cooperare per il bene comune.  

Inizio sempre, quando intendo introdurre nelle scuole il concetto di solidarietà,  leggendo senza commentare  una frase detta da  Nelson Mandela quando spiegava  il concetto di UBUNTU         
« Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri.
Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?”.

  Poi leggo quanto sostiene papa Francesco La solidarietà non è un'elemosina sociale, ma è un valore”    

 Sono due visioni sulla relazione IO/ALTRO che , a mio modesto parere, riassumono una filosofia di vita .
 Ubuntu è la parola chiave.



Ho identificato  il significato di “Ubuntu” in  “Umanità attraverso gli altri” nel post http://donataalbiero.blogspot.it/2013/01/solidarieta-2012-risposta-attiva-dei.html.  
                                                 
Mi preme ora  evidenziare il  rapporto tra adulti e bambini nella nostra società e le conseguenze che scaturiscono.
L’attuale crisi dei sistemi educativi e formativi ha la sua origine nella presenza di un vuoto culturale che riguarda la incapacità di attenzione all’infanzia ed alla giovinezza; alla sostanza del rapporto educativo, non soltanto da parte delle istituzioni ma dell’intera società.  Il rapporto della società adulta con l’infanzia è dominato dalle leggi del mercato, non solo in quanto destinataria dei prodotti di consumo, che ne è l’aspetto più evidente, ma anche per il progetto di omologazione totalizzante dei valori di riferimento con cui si misura il rapporto con l’infanzia.

La società oggi ci allontana gli uni dagli altri.  Possiamo notare lo stato di decadenza educativa e culturale dilagante anche dai sempre più diffusi episodi di violenza ed aggressività, che sono aumentati tra i giovanissimi, anche all’interno delle istituzioni scolastiche.  Tutto questo non è altro che lo specchio di una società, oggi, che sta perdendo i suoi valori sociali di solidarietà, intesa come senso di appartenenza all’umanità intera ed alla terra che abitiamo. 
 I nostri bambini rappresentano, non solo lo specchio della nostra società oggi, ma soprattutto il futuro della nostra civiltà. Noi stiamo “costruendo” oggi, attraverso il rapporto e l’interazione con i nostri figli, la società di domani.

Un’educazione che uccide lo spirito di collaborazione insegnando a vincere, che bandisce la sorpresa, la critica, la diversità dei temperamenti, le differenze attitudinali delle persone, la capacità di immedesimazione negli altri, induce gli studenti a diventare i cittadini conformisti di domani, lavoratori obbedienti ad ogni precettazione sociale. Incapaci di essere interamente se stessi.
Le competenze non possono essere sviluppate  al di fuori della nostra UMANITA’.

  Ben venga dunque l’esperienza dell’ins Ersilia Grande coni suoi 20 bambini di seconda D della scuola primaria dell' Ist.Comp. di Carugate provincia di Milano.  Ha  riadattato nella sua classe  il gioco effettuato da  un antropologo ad alcuni bambini di una tribù africana, esposto anche da me nel post di cui sopra.
“… Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta.
Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiche, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio.
Quando fu chiesto ai bambini perché avessero  voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero ‘UBUNTU’. Come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?" .

                                                                                                                

Ci racconta dunque Ersilia “ navigando su Internet e precisamente visitando il social network Facebook, ho visto un bellissimo cerchio formato con i piedi e subito ho pensato come effettuare un lavoro
simile in classe.
Ho aspettato la giornata giusta quando per merenda c'era la torta. Così ho proposto ai bambini di fare un bellissimo gioco e chi avesse vinto poteva portarsi a casa tutta la merenda, anche quella dei compagni.
Naturalmente c'era gioia, ma anche trepidazione per paura di perdere.
Scrissi sulla lavagna queste lettere:
                                 C- - - - - - - - E
Di volta in volta gli alunni si alternavano e comunicavano una lettera da inserire sui trattini. Man mano la parola iniziava a comporsi.         Una bambina, velocissima, mi comunicò di aver compreso la parola e disse: CONFUSIONEGreta era molto felice, ma al momento di prendere il cesto della merenda, mi disse, mostrando i suoi bellissimi occhioni lucidi, che non voleva portare a casa tutta la torta, ma desiderava condividerla con tutti gli amici della classe.                                                   
 Allora spiegai che avevo voluto fare quel gioco perché ne avevo visto uno simile su Facebook ;  mostrai loro le immagini e lessi il link (collegamento) dal titolo “UBUNTU” che nella cultura africana subsahariana vuol dire: IO SONO PERCHE' NOI SIAMO.                
Questo è stato l'inizio per avviare una discussione e comprendere il significato, la bellezza e la verità di questa frase.
Il risultato è stato soddisfacente. Ancora una volta ho avuto la conferma che è vero ciò che diceva il grande cardinale di Milano Carlo Maria Martini:  "Educare è come 
seminare.   Il frutto non è sicuro e non è garantito.  MA SE NON SI SEMINA  STAI PUR CERTO CHE NON CI SARA' RACCOLTO."   
Ho fatto  di questa massima il mio modo di insegnare.  Cerco sempre di seminare nel migliore dei modi, come meglio riesco a fare e dando sempre il buon esempio. A lungo andare, sono convinta, i frutti si raccolgono.”

Già , ne sono convinta anch’io .
Ma io chi sono ?   Lo ha però’ sempre creduto anche il grandissimo   Nelson Mandela il quale esortava  a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, in una  spinta ideale verso l’umanità intera e  nel desiderio di pace.

 http://youtu.be/wuLxh-jBUQY

E’  una speranza che non cessa , finché  Ersilia e  migliaia di docenti come lei, in Italia e nel mondo,  si occupano della formazione dei loro allievi con la consapevolezza che essa possa realizzarsi solo attraverso l’umanità.

Donata                                                        


P.S.    C'E' UN MONDO CHE SI MUOVE
  
  http://donataalbiero.blogspot.it/2014/09/c-e-un-mondo-che-si-muove.html 

 


sabato 22 marzo 2014

IL DIRITTO DEL BAMBINO A NON ESSERE INQUINATO

Il dovere di noi adulti ...        

UN MONDO VERDE VERDE VERDE  

                           http://youtu.be/8BVKwppz5Xw 
  
    


   Nel Novembre 1989, l'Assemblea Generale dell'ONU di New York ha approvato la nuova "Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia, un testo di  54 articoli che affrontano tutti gli aspetti necessari a tutelare "il migliore interesse del bambino".
Il documento sancisce per i bambini diritti che sembrerebbero ovvi e invece risultano ovunque troppo spesso disattesi:
-il diritto alla famiglia;
-il diritto alla salute (a cominciare dal diritto di nutrirsi);
-il diritto all'istruzione, all'informazione;
-i diritti per i minori di partecipare alle scelte che li riguardano; .
-i diritti all'uguaglianza(cioè a non subire discriminazioni legate a razza, sesso, lingua, religione);
-il diritto alla tutela dalla violenza e dallo sfruttamento.


 
Manca però, inequivocabilmente, " il diritto del minore a "non essere inquinato".

Non si tratta solo di rilevare che il fanciullo ha diritto ad un ambiente sano, ma come affermano ormai centinaia di scienziati di tutto il mondo, al Nord come al Sud, migliaia di bambini sono le prime vittime del degrado ambientale.

L’esposizione a contaminanti ambientali può iniziare già in epoca prenatale, quando embrione e feto possono subire le conseguenze di una esposizione materna. Gli effetti di tale esposizione possono manifestarsi sia in tempi brevi, causando disturbi nello sviluppo, neoplasie, malformazioni, che dopo molti anni, in età adulta. Va inoltre tenuto conto della possibilità che sostanze inquinanti esercitino un’azione dannosa sulle cellule germinali, e quindi che, agendo prima del concepimento, condizionino negativamente lo sviluppo delle generazioni future.

Per questo dal 1998 l’ ISDE Italia (Associazione medici per l’ambiente),  ha elaborato un documento programmatico sviluppando la "Campagna in difesa del diritto del bambino a non essere inquinato" , proponendo incontri e convegni per interventi concreti nell’ambito della tematica Ambiente e Salute infantile.


 Un mese fa, c’ è stato il convegno organizzato da ISDE Padova a cui rimando per le relazioni  scientifiche  molto interessanti  
http://eventi.svemg.it/il-diritto-del-bambino-a-non-essere-inquinato-relazioni/


 Io  ho apprezzato tali documenti, giacché ho trovato risposte a degli interrogativi che
continuavano a tormentarmi dopo essere  rimasta scioccata dall'articolo apparso su l’  Espresso a novembre 2013, che parlando di Inquinamento intitolava “Un milione di bambini vive in aree a rischio salute" .
Raccontava di  un milione di bambini che, secondo gli epidemiologi,  ha il 5% in più di possibilità di morire rispetto ai coetanei che vivono in altre aree del paese».
 Le aree pericolose (Sin ) ovvero i Siti di interesse nazionale, i luoghi più inquinati d’Italia, i buchi neri del Paese,  rappresentano il 3% di tutto il territorio. Complessi industriali, petrolchimici, discariche, acciaierie: anche quando le attività produttive hanno chiuso i battenti, o sono oramai residuali, la loro eredità permane nelle falde acquifere e nei terreni. E lascia traccia nella salute dei residenti. O dei piccoli residenti.                                                    

 Ieri  come oggi  in quanto nessuna bonifica è ancora stata fatta , malgrado il ministero dell'Ambiente continui  a spendere denaro  per studi e indagini .
                                                                                                    
 Intanto , come cittadina la mia preoccupazione cresce: la situazione ambientale nella nostra zona si aggrava.  
Emergono problematiche che gli organi di Potere tendono a minimizzare: problemi  inquinamento aria, inquinamento acqua, inquinamento suolo. 
Una nuova criticità, sottovalutata dai cittadini per i silenzi delle Istituzioni, sta colpendo gli abitanti di tre province del Veneto,  compresa la zona del vicentino in cui abito io: riguarda la contaminazione da PFAS, il veleno invisibile che scorre nell'acqua  che beviamo dai rubinetti. Il danno alla salute è per tutti , ma principalmente per  i bambini.
                                                                         
Non so che cosa accadrà .    

So però, pur non essendo una  esperta del settore,  quale sia  l’unica soluzione: una programmazione urbanistica del nostro territorio in funzione della tutela della salute, per una città a misura di bambino
 Essa  deve fare  riferimento  a  un modello integrato per la salute,  l'ambiente e la sostenibilità e deve vedere come attori principali, oltre a professionisti ed esperti del settore ambiente e salute, la scuola, i medici del territorio, gli enti Locali, in un contesto di Convenzioni e Reti.  
Salute dei bambini e ambiente  sono al centro dello sviluppo sostenibile.
Perdere di vista questo concetto significa compromettere la salute dei bambini di oggi e quella delle generazioni future.                                                  
Non vi è dubbio che proteggere adesso i piccoli dai rischi ambientali significa salvaguardare il benessere di tutta la popolazione futura.

Partiamo? 
 Partiamo da Arzignano ?


 Ripeto un concetto che mi è caro .
A scuola ci hanno insegnato che la politica si fa nella cabina elettorale o, tutt’al più, nelle sedi di partito. Ma ci hanno ingannato.
La politica si fa sempre, perfino quando stiamo zitti. A ben pensarci proprio il silenzio e l’indifferenza sono i comportamenti di maggiore rilevanza politica,     perché il potere adotta la regola che chi tace acconsente. In effetti la maggioranza silenziosa è il suo più grande alleato.
La politica si fa in ogni momento della vita: al supermercato, in banca, sul posto di lavoro, all’edicola, in cucina, nel tempo libero.

 E allora?
Scrive Francesco Gesualdi  in Serenoregis.org, “la società è il risultato di regole e di comportamenti e se tutti ci comportassimo in maniera consapevole, responsabile, equa, solidale, sobria, non solo daremmo un altro volto al nostro mondo, ma obbligheremmo il sistema a cambiare le sue regole, perché nessun potere riesce a sopravvivere di fronte ad una massa che pensa e che fa trionfare la coerenza sopra la codardia, l’impegno sopra il quieto vivere, l’equità sopra le piccole avidità .


Io, non mi piego: insieme ad altri cittadini sostengo, quotidianamente, lo sviluppo sostenibile ad Arzignano.                                                                                                                  Agisco  per il bene dei nostri piccoli oltre che di noi stessi .



Donata                                                                                    22 marzo 2014                  











giovedì 6 marzo 2014

LA SCINTILLA DEI BUONI MAESTRI

BUONI MAESTRI IN UN PAESE SBAGLIATO   

                                                                        i libri sono vita 














Docenti senza frontiere in viaggio– 
http://youtu.be/ybOZhrbyIxY


 Ho amato come mamma ed educatrice il maestro Mario Lodi, morto pochi giorni fa,  leggendo a piccoli ascoltatori incantati, alunni di prima elementare  “Cipì”, 
 CIPI '          http://youtu.be/xvtmDi-AluM 
 così come ho amato, pur  conoscendolo meno, un altro grande maestro, Alberto Manzi, ricordato -che coincidenza -  nello stesso periodo alla televisione.
NON E' MAI TROPPO TARDI   http://youtu.be/sFFAKnUZ0Dk

Ad essi aggiungo altri due grandi amori che hanno ispirato il mio percorso professionale, don Lorenzo Milani, il cui  motto I CARE è diventato per dieci anni la mission della scuola media Giuriolo di Arzignano 
I CARE                             http://youtu.be/ZpfYvu1uDJM
 e, in assoluto, Gianni Rodari,  i cui libri, tutti, ma proprio tutti, ho letto e regalato ancor piccoli  ai miei figli; ora trentenni  li hanno portati via nelle loro nuove case , come patrimonio culturale.
RODARI PROMO        http://youtu.be/3q0qO8RQEkw
Non poteva che essere così perché   le  opere di Rodari , rivolte al mondo dell'infanzia ma anche con uno sguardo profondamente intrigante agli adulti, hanno precorso i tempi indicando un sentiero di consapevolezza ecologica e di empatia con i bambini e bambine di diverse generazioni, con la vita, la natura e l'intero pianeta.

 Diversi per storia personale, questi grandi  maestri sono accumunati dal pensiero pedagogico antiautoritario e  democratico che hanno riversato  nel grande rispetto e   amore verso gli allievi.  
                         

Sono intervenuti, in un paese sbagliato, parafrasando il libro di Lodi, dove l’ingiustizia sociale crea una barriera per l’uguaglianza; hanno lavorato per creare contesti di apprendimento cooperativo e non competitivo, hanno trasformato  alunne ed alunni  in persone vive che costruiscono saperi, conoscenze e relazioni.
Parliamo di  gesti, azioni concrete, come il giornale di classe, che hanno fortemente attraversato la scuola italiana anche grazie all’opera del Movimento di Cooperazione Educativa, di cui Lodi è stato fondatore e che alla scuola italiana hanno dato strumenti preziosi per migliorarsi
                                             
 Purtroppo siamo ancora oggi un paese sbagliato.
Al posto dei figli dei braccianti stagionali, che arrivavano in corso d’anno, abbiamo i figli dei migranti ( la pubblicazione ad  Arzignano del libro  “Una Barbiana per nuovi Italiani” ne è precisa testimonianza), che hanno bisogno non solo di accoglienza ma della stessa passione militante di persone come Mario Lodi. L’ingiustizia sociale è ancora più pronunciata, la selezione di classe è ancora presente.






C’è poi la cattiva politica, che ripropone la scuola di un paese sbagliato, dove al posto del metodo cooperativo, al posto della valorizzazione delle differenze, si sta sempre di più affermando la competitività, l’omologazione, la standardizzazione degli apprendimenti.

Il ritorno dei grandi maestri urge; ce n’è bisogno .

  Perché “ Sulla scuola oggi non si puo’ essere troppo ecumenici -scrive Mariapia Veladiano in Repubblica marzo 2014 - bisogna essere di parte , la parte di chi rischia che l’istruzione non sia più un suo diritto, per colpa della crisi economica, della sciatteria politica, del calcolo astuto di chi sfrutta a fini suoi l’ignoranza altrui.
Dovrebbe essere La buona politica a occuparsi che questo accada ma non lo fa… Per fortuna   ci sono i buoni maestri in qualche  modo  EREDI di  Alberto Manzi che ha reso possibile per molti italiani ‘ quel non è mai troppo tardi’“ , titolo della sua trasmissione popolare
Sono insegnanti al mattino e volontari al pomeriggio in quartieri difficili. 
 Sono educatori in organizzazioni internazionali e nazionali ONLUS.

Sono adulti  che dedicano il loro tempo libero  ad aiutare bambini e ragazzi  nel mondo .
Sono i docenti senza frontiere,  sono i maestri senza aule; in prima linea,  per aiutare chi ha difficoltà a scuola, chi non va a scuola. Li tolgono dalla strada per sottrarli a un destino già scritto fatto di violenza e  sopruso.
Ecco chi sono i maestri speciali , gli eredi di Manzi , anche qui in Italia.
Questi maestri non parlano oggi alla televisione, ma sono a scuola, fuori della scuola,  trasversalmente per così dire, nei quartiere di degrado e dolore , nei riformatori . Credenti e atei insieme; li accomuna la  FIDUCIA nei  ragazzi, la certezza che dare fiducia vuol dire mettere in moto un meccanismo di riparazione nelle loro vite deprivate. Credere che sono capaci , possono sottrarsi a un destino che sembra scritto.
E questo riparare passa attraverso la relazione .


Sono educatori che lavorano in silenzio, che condividono l’idea di scuola attiva, partecipativa, fatta di emozioni e di passione.
Se la scuola tradizionale del mattino non funziona, o funziona male,
IN FILA PER TRE   http://youtu.be/OFRad3PiW0I
scendono in campo fuori di essa.
Hanno  scelto di fare e fanno cultura “uno a uno ”, dove OGNUNO ha un  NOME , un SORRISO , un suo PENSIERO , una sua  VOCE.  
Sostengono,  tali educatori , che  non è mai troppo tardi per dare di più ai bambini, ai ragazzi.  

Vorrei  che lo fosse per ognuno di noi.

Donata                                                    
ANNOTAZIONI

* Una lettera da scrivere sempre ai propri alunni
 Alberto Manzi scrive ai suoi ragazzi
Cari ragazzi di quinta,
abbiamo camminato insieme per cinque anni.
Per cinque anni abbiamo cercato, insieme, di godere la vita; e per goderla abbiamo cercato di conoscerla, di scoprirne alcuni segreti.
Ora dobbiamo salutarci.
Io devo salutarvi.
Voi proseguite e la vostra strada è ampia, immensa, luminosa. E’ vero che mi dispiace non essere con voi, brontolando, bestemmiando, imprecando; ma solo perché vorrei essere al vostro fianco per darvi una mano al momento necessario. D’altra parte voi non ne avete bisogno.
Siete capaci di camminare da soli e a testa alta, perché  NESSUNO DI VOI E’ INCAPACE DI FARLO.
Ricordatevi che mai nessuno potrà bloccarvi se voi non lo volete, nessuno potrà mai distruggervi, SE VOI NON VOLETE.
Perciò avanti serenamente, allegramente, con quel macinino del vostro cervello SEMPRE in funzione; con l’affetto verso tutte le cose e gli animali e le genti che è già in voi e che deve sempre rimanere in voi; con onestà, onestà, onestà, onestà, e ancora onestà, perché questa è la cosa che manca oggi nel mondo, e voi dovete ridarla; e intelligenza, e ancora intelligenza, e sempre intelligenza, il che significa prepararsi, il che significa riuscire sempre a comprendere, il che significa sempre riuscire ad amare, e... amore, amore.
Se vi posso dare un comando, eccolo: questo io voglio.
Realizzate tutto ciò, ed io sarò sempre in voi, con voi.
E ricordatevi: io rimango qui, al solito posto. Ma se qualcuno, qualcosa, vorrà distruggere la vostra libertà, la vostra generosità, la vostra intelligenza, io sono qui, pronto a lottare con voi, pronto a riprendere il cammino insieme, perché voi siete parte di me, e io di voi. Ciao.

Alberto Manzi