Veneto | Raccontare i PFAS a
scuola: il bilancio di un anno di cittadinanza attiva
20 Maggio 2026
A Titta, sognatore,
visionario, ecologista del futuro,
strenuo
difensore della salute e dell’acqua intesa come diritto di tutti;
a
Titta, che ha legato la battaglia ambientale al diritto delle giovani
generazioni
di
avere un futuro non compromesso
a
Titta, che non ha mai smesso di riparare il mondo, col sorriso di chi riesce
a
vederne la bellezza anche in mezzo alle rovine,
gli
diciamo ‘Hasta siempre’
Noi
continuiamo come fossimo insieme a te
…
Arrivederci per sempre!
Foto dal blog donataalbiero.blogspot.com
Un altro anno scolastico giunge al
termine ed è tempo di bilanci per il Gruppo Educativo “Zero PFAS del Veneto”. Coordinato dall’ex dirigente scolastica Donata Albiero, questo straordinario network di esperti e attivisti
porta avanti da anni una missione civile fondamentale: entrare nelle aule delle
scuole secondarie della regione per rompere il silenzio istituzionale e
informare le nuove generazioni sulla più grande contaminazione chimica
d’Europa. Con il progetto orientato all’approccio olistico One Health – secondo cui la salute umana, animale e ambientale sono
interconnesse – l’iniziativa ha tagliato il traguardo coinvolgendo quest’anno
ben diciannove istituti scolastici del territorio.
L’obiettivo cardine dell’itinerario
formativo non è mai stato la semplice trasmissione di nozioni scientifiche,
bensì il “risveglio
delle coscienze critiche”. Trasformare gli studenti da spettatori passivi a sentinelle attive del
territorio è la risposta più forte a decenni di omissioni e interessi economici
anteposti alla salute pubblica. I ragazzi hanno risposto con un entusiasmo e una maturità che superano i
pregiudizi generazionali, dimostrando
che se i giovani vengono stimolati e responsabilizzati, sanno diventare veri
protagonisti del cambiamento.
Foto dal blog donataalbiero.blogspot.com
Ecco i punti salienti, le attività
e i risultati che hanno caratterizzato questo intenso anno scolastico:
§ I numeri dell’impegno nelle classi: Il progetto ha consolidato una rete capillare
che dal 2018 a oggi ha incontrato complessivamente oltre dodicimila studenti e
duemila adulti tra docenti e genitori. Nell’ultimo anno, la presenza in
diciannove scuole secondarie (sia medie che superiori) ha permesso di mappare
le province più colpite dalla contaminazione da sostanze per- e
polifluoroalchiliche (Vicenza, Verona e Padova), ampliando i confini
dell’informazione indipendente.
§ Focus scientifico e adozione di testi di
riferimento: Le lezioni si sono avvalse di
supporti scientifici rigorosi. Tra le attività principali spicca la consegna e
lo studio di libri tematici fondamentali, tra cui il testo divulgato da ISDE
(Medici per l’Ambiente) e il volume investigativo di Giuseppe Ungherese
(Greenpeace), intitolato “PFAS. Gli inquinanti eterni e invisibili
nell’acqua”. Gli studenti hanno analizzato i
dati ARPA, i dossier epidemiologici e i biomonitoraggi legati alla presenza di
tossine nel sangue.
§ Dalla chimica del profitto alla prevenzione: I formatori hanno guidato i ragazzi nell’analisi
critica del modello industriale che per sessant’anni ha consentito a
multinazionali (come la Miteni di Trissino) di avvelenare le falde acquifere.
Il programma didattico ha quest’anno integrato il tema dei PFAS con l’emergenza
globale delle microplastiche, mostrando la pericolosità sinergica di questi
inquinanti e ponendo la “prevenzione alla fonte” come unica parola d’ordine per
il futuro della chimica.
§ La memoria storica e la sentenza Miteni: Gli itinerari educativi hanno dedicato ampio
spazio alla storica e pesante sentenza del Tribunale di Vicenza. Gli studenti
hanno ripercorso i dieci anni di mobilitazione generale dei comitati e delle
associazioni “No PFAS” e delle “Mamme No PFAS”, comprendendo che la condanna
penale degli inquinatori non è un punto di arrivo, ma un fondamentale
precedente giuridico per affermare che l’acqua pulita è un diritto inalienabile
e non un terreno di profitto.
§ Pratiche di cittadinanza e attivismo concreto: Il metodo didattico attivo ha stimolato la
reazione pratica delle classi. Gli studenti hanno elaborato petizioni
collettive basate sulla Costituzione italiana (in particolare l’Articolo 32
sulla salute, l’Articolo 9 sulla tutela dell’ambiente e l’Articolo 41 sulla
tutela della dignità umana, dell’ambiente e della salute), formulato lettere
aperte alle istituzioni locali e partecipato a momenti di confronto
intergenerazionale. Esemplare è stato il coinvolgimento di alcune classi in
sit-in e dichiarazioni ufficiali a sostegno della trasparenza ambientale.
Il bilancio finale tracciato da Donata Albiero e dal
Gruppo Educativo lancia un messaggio di profonda speranza. Di fronte al negazionismo strisciante e alla
resistenza delle lobby industriali, la scuola veneta si è confermata un presidio
insostituibile di legalità e democrazia. La “Generazione
Speranza” cresciuta tra i banchi in
questi mesi ha dimostrato di avere gli strumenti intellettuali e il coraggio
civico necessari per pretendere un futuro libero da inquinanti eterni, mettendo
la difesa della vita e del pianeta al vertice della propria scala di valori.
In questo post di Donata
Albiero il bilancio dettagliato di un anno di lavoro.

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