SALVIAMO LA NOSTRA CITTA' DALLA COSTRUZIONE DI UN INCENERITORE
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| Anno 1992 Isola di Venezia- Papà e figlia Ph di famiglia |
TITTA E GIULIA CON
LA CANZONE IL VECCHIO E IL BAMBINO RIPORTATA NEL VIDEO “SOS ARZIGNANO” (youtube)
Correva l’anno 2013.
L’appello lanciato da Titta nel video era “SALVIAMO LA NOSTRA CITTA’ DALLA
COSTRUZIONE DI UN INCENERITORE “ CiLLSA era nata nell'ottobre del 2012
Mi commuove il sentire partire la canzone “Il vecchio e il bambino“ con l’immagine di Titta che tiene per mano Giulia piccolina. Il resto delle immagini descrive il senso della canzone
la polvere rossa si alzava lontano e il sole brillava di luce non vera.
L' immensa pianura sembrava arrivare fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno: solo il tetro contorno di torri di fumo.
I due camminavano, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva:
con l'anima assente, con gli occhi bagnati, seguiva il ricordo di miti passati.
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,distinguer nei sogni il falso dal vero
E il vecchio diceva, guardando lontano: "Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell'uomo e delle stagioni"
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante: "Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
Francesco Guccini ci ha lasciati, ma le sue parole continuano a interrogarci.
E tu Titta ti sei sempre interrogato sul mondo che avrebbero ereditato le nuove generazioni.
Ne Il vecchio e il bambino del 1972, il paesaggio è stato trasformato dall’uomo: gli alberi sono scomparsi, i colori si sono spenti, ciò che era natura sembra ormai appartenere soltanto alla memoria di chi l’ha conosciuta.
Il vecchio racconta al bambino un mondo che non c’è più.
In un mondo impoverito dall’uomo la domanda più importante diventa: quale futuro stiamo costruendo?
Un ricordo di un poeta che ha saputo unire memoria, giustizia, libertà e rispetto per l’ambiente.
Come hai fatto tu, mio
Titta, perché difendere la natura significa difendere la salute e la vita.
Grazie
Donata Albiero
VIdeo https://www.youtube.com/watch?v=2QG18Y0qIts


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